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22:17 18 Luglio 2019
Rovine di Pompei

Gli antichi romani mettevano le “toppe” alle strade

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Quando nella pavimentazione di Pompei si formavano delle rotture, i romani le chiudevano con delle “toppe” di ferro.

Questo metodo di riparazione delle strade, di cui prima non si sapeva niente, è stato descritto da una squadra di archeologi americani sulla rivista American Journal of Archaeology.

Com’è noto, l’eruzione del Vesuvio avvenuta nel 79 a.C. ha distrutto la città, ma ha anche conservato molti oggetti e Pompei non smette di regalare agli archeologi nuove scoperte.

Molte delle strade di Pompei erano pavimentate con la pietra, ma con il tempo le ruote dei carri le rovinavano e si formavano delle buche e delle fratture. Ricostruire le strade era un processo lungo e costoso, quindi i cittadini hanno dovuto trovare un’altra soluzione.

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Gli archeologi hanno scoperto che i romani fondevano il ferro e lo versavano nelle buche formatesi sulle strade più importanti della città, mettendo così delle specie di "toppe". Se la buca era grossa, al ferro aggiungevano pietre o cocci di porcellana.

Rimane una mistero: come facevano i romani a portare il ferro alla temperatura necessaria alla fusione e dove avveniva questo processo? Il metallo doveva essere scaldato fino a 1100-1600 gradi celsius. Gli archeologi hanno trovato sulle pietre della pavimentazione delle gocce di ferro accidentalmente versate per terra per cui si può ipotizzare che il ferro fuso veniva trasportato prima di essere usato per riparare le strade. Probabilmente se ne occupavano gli schiavi.

Ora i ricercatori stanno analizzando le componenti del ferro in modo da stabilirne la provenienza.

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Tags:
strade, Archeologia, pompei
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