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16:08 16 Luglio 2019
Francesco Chinozzi

Violenza di gruppo a Viterbo, arrestati due esponenti di CasaPound

© Foto : Francesco Chinozzi, Facebook
Italia
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L’episodio di violenza ha avuto luogo in un locale privato di cui i due stupratori avevano le chiavi. Salvini: stiano in galera per decenni. Pd: servono azioni ed interventi concreti.

Dalle prime ore di stamane, la Polizia di Stato di Viterbo sta eseguendo due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di due giovani viterbesi, responsabili del reato di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una cittadina italiana trentaseienne. L’atto di violenza risale allo scorso 12 aprile e ha avuto luogo all'interno di un circolo privato di Viterbo, di cui gli autori del reato godevano, in quel momento, dell’uso esclusivo. I due avrebbero fatto ubriacare la donna prima di stuprarla.

A finire in manette sono Francesco Chiricozzi, 19 anni, è un consigliere comunale di Casapound del comune di Vallerano, nel Viterbese; e Marco Licci, 21 anni, anche lui esponente di CasaPound. Alle ultime elezioni amministrative di giugno 2018 a Vallerano il partito di estrema destra ha ottenuto oltre il 21%.

Salvini: presto legge su castrazione chimica

“Nessuna tolleranza per pedofili e stupratori: la galera non basta, ci vuole anche una cura. Chiamatela castrazione chimica o blocco androgenico, la sostanza è che chiederemo l’immediata discussione alla Camera della nostra proposta di legge, ferma da troppo tempo, per intervenire su questi soggetti. Chiunque essi siano, bianchi o neri, giovani o anziani, vanno puniti e curati”, ha commentato l’episodio il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Di Stefano: per ogni stupratore infane pena durissima

“Qualora risultasse colpevole auspico una pena durissima! Come per ogni altro infame stupratore. Più volte non ho esitato a chiedere per gli stupratori la castrazione (non chimica), e non cambio di certo idea solo perché questo era iscritto a CasaPound”, ha detto il leader di CasaPound, Simone Di Stefano.

Di Maio: è scioccante

“Quanto accaduto a Viterbo è scioccante. I balordi che hanno violentato questa ragazza la pagheranno cara, mi auguro si facciano 30 anni di galera. La mia vicinanza e tutto il sostegno possibile alla donna e alla sua famiglia”, ha commentato l’avvenuto il vicepremier Luigi Di Maio.

Fedeli (Pd): condanne verbali non bastano più

“Il vicepremier Di Maio e la ministra Trenta definiscono ‘balordi’ i presunti autori dell’orribile stupro di gruppo a Viterbo. Un linguaggio che dimostra grave incomprensione di un fenomeno, quello della violenza sulle donne, all’origine del quale non c’è follia o balordaggine, bensì una pseudocultura maschilista, misogina e violenta”, ha dichiarato la senatrice Pd e capogruppo in commissione Diritti umani Valeria Fedeli.

“Un’organizzazione per cui violenza, sopraffazione, sessismo, razzismo costituiscono la cornice ideologica del programma politico con cui, non essendo ancora stati messi fuori legge, si presentano alle elezioni e talvolta vengono eletti come, appunto, uno dei responsabili di questa ennesima e intollerabile violazione dell’integrità fisica e psichica di una donna. Sconcerto e condanne verbali non bastano più. Servono azioni e interventi concreti. Serve soprattutto che chi ha responsabilità di governo dimostri piena e precisa consapevolezza della questione a partire dall’uso del linguaggio e dalle azioni conseguenti per sanzionare i reati”, ha aggiunto Fedeli.

Tags:
Indagine, Luigi Di Maio, Matteo Salvini, stupro, reato, Violenza, Italia
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