14:01 17 Novembre 2019
Ambulanza

In aumento gli incidenti mortali sul lavoro (+10,1% nel 2018)

CC BY-SA 2.0 / Massimiliano / Fine turno
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Nel 2018 circa 641mila lavoratori hanno subito un incidente sul lavoro: l’84,6% di questi sono avvenuti durante l’attività lavorativa, mentre il 15,4% durante il tragitto casa-lavoro. L’aumento più significativo è quello che riguarda gli incidenti con esito mortale (+10,1% nel 2018), soprattutto quando si utilizzano mezzi di trasporto per lavorare.

Lo rileva la fotografia scattata dall’Osservatorio statistico dei Consulenti del Lavoro in occasione della Giornata mondiale sulla sicurezza sul lavoro che sarà celebrata domani.

Guardando alle province italiane, nel biennio 2017-2018 il maggior numero di infortuni mortali si registra nella provincia di Crotone (6,3 ogni mille). Nel solo 2018, invece, è la provincia di Gorizia che fa registrare il più alto tasso di malattie professionali tumorali (22,5%).

La maglia nera, però, per il numero assoluto di malattie cancerogene imputabili al lavoro spetta a Taranto seguita da Torino, Napoli, Milano, Genova e Venezia. Nel tarantino il 70% dei tumori denunciati è correlato al settore metalmeccanico: quota che supera l’80% nelle province di Genova (83%), Venezia (87%), Brescia (85%) e Gorizia (93%).

I decessi registrati dall’Inail nel 2018 sono 1.133 (786 in ocasione di lavoro), per cui ogni 1.000 eventi di infortunio, 1,8 hanno comportato la morte del lavoratore. Il rischio di morte coinvolge soprattutto gli uomini (2 incidenti mortali ogni 1000 rispetto allo 0,3% delle femmine) e i lavoratori over 54 (3,5%); con una percentuale in crescita per quanto riguarda cittadini di origine straniera (+6,7% rispetto al 2017) e giovani (+5%). Su questo fronte hanno inciso molto gli eventi verificatisi nell’agosto 2018, fra cui il crollo del Ponte Morandi a Genova. Se si osservano i settori produttivi nel biennio 2017-2018 l’incidenza di infortuni mortali è massima in agricoltura (3,5%), mentre il settore delle costruzioni (3.4%), l’industria mineraria (3,3%) e il settore dei trasporti e magazzinaggio (3,3%) fanno registrare un rischio di morte più che doppio rispetto alla media generale (1,4%).

Fonte: Askanews

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