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23:53 20 Ottobre 2019
Media e bambini - immagine metaforica

Rami, Adam e Nicolò, anzi no... Nicolò NO!

© Foto: Pixabay CC0
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Ad una settimana dai fatti il popolo sul web si domanda: “ma con tutti i disoccupati che ci sono, come accidenti si fa a dare un lavoro di conducente di scuolabus ad uno squinternato totale con precedenti penali proprio per abusi sessuali su minori e guida in stato di ebbrezza?”. Gli ‘intellettuali’ invece discutono di... jus soli.

Più che una storia italiana sembra una storia ‘all’italiana’. Ma cerchiamo di mettere ordine nella sequenza temporale dei fatti perchè questa appare voler proprio diventare la storia più strumentalizzata dell’anno e presto finiremo per dimenticarci da dove tutto sia partito e come la vicenda sia andata mano a mano a dipanarsi verso la progressiva involuzione.

20 marzo – il senegalese naturalizzato italiano, Ousseynou Sy, dirotta il bus che egli stesso conduceva con 51 ragazzini della scuola media Vailati di Crema a bordo. Dopo un’attività sportiva li avrebbe dovuti riportare a scuola invece, secondo la ricostruzione e le testimonianze finora raccolte, avrebbe iniziato a blaterare frasi fuori contesto sulle morti in mare degli immigrati minacciando di dar fuoco alle taniche di benzina che aveva nascosto nell’autobus e iniziato a guidare alla volta di Linate. Due ragazzini sono riusciti a telefonare a carabinieri e genitori e immediatamente sono scattati i posti di blocco e partite le pattuglie all’inseguimento. Ousseynou è finito contro un blocco stradale, ha perso il controllo del mezzo e si è ritrovato circondato. A quel punto ha iniziato a versare la benzina e gli ha dato fuoco. Nel frattempo però i carabinieri facevano già irruzione nell’autobus e i ragazzini riuscivano a mettersi in salvo.

Chi è Ousseynou Sy

Secondo le ricerche compiute da un quotidiano regionale, Ousseynou Sy, sarebbe nato in Francia nel 1972 ed avrebbe preso la cittadinanza italiana nel 2004. Era sposato con un’italiana dalla quale si era poi divorziato. Pare sia stato definitivamente accertato che avesse due precedenti penali - guida in stato di ebrezza nel 2007, violenza sessuale nel 2018 con condanna ad un anno e mezzo passata in giudicato ma con pena sospesa. Lavorava per Autoguidovie da circa quindici anni, prima come addetto alle pulizie, poi come autista da quando ottenuta la specifica patente. “Voglio vendicare le morti nel Mediterraneo” avrebbe insistito a dire anche alla Procura e pare non sia affatto pentito. Il gesto era chiaramente premeditato ma pare non ci fossero complici e quindi fosse una iniziativa individuale. La Procura tuttavia, oltre a sequestro di persona, tentata strage, incendio e resistenza a pubblico ufficiale, intende contestargli anche l’aggravante terrorismo.

Chi sono i ragazzini che hanno dato l’allarme?

Rami Shehata e Adam El Hamami, sono i ragazzini che sono riusciti a dare l’allarme. Tredici anni il primo, dodici il secondo. Entrambi nati in Italia da genitori stranieri, egiziani Rami, marocchini Adam. Sarebbero riusciti ad avvertire carabinieri e genitori e far scattare allarme e ricerche nonostante il sequestratore avesse provato a sequestrare tutti i cellulari.

Accuse di manipolazioni mediatiche

Domenica 24 marzo alla trasmissione televisiva “Che tempo che fa” Fabio Fazio invita Rami e Adam. Da ingenua intervista a due giovani intraprendenti e coraggiosi, la trasmissione si trasforma presto, secondo le accuse dei social, in pretesto per riproporre la questione dello jus soli, contestare il Governo e accusare di populismo tutte le voci contrarie. Il popolo web si divide in due fazioni abbastanza nette, una delle quali fa incetta di testimonianze che affermerebbero che in realtà le telefonate partite da quel bus sarebbero state non solo quelle di Rami e Adam e che anche altri ragazzini avrebbero dimostrato coraggio, questi però, proprio perchè invece italiani, non sarebbero stati invitati alla trasmissione televisiva che sarebbe stata pianificatamente indirizzata alla strumentalizzazione del caso per finalità puramente politiche.

Chi è Nicolò Bonetti?

Già, chi è Nicolò Bonetti? Perchè non è stato invitato anche lui alla trasmissione di Fazio né ha avuto una minima porzione dello spazio mediatico riservato invece a Rami e Adam? Niente, Nicolò è anche lui un ragazzino di dodici anni solo che non era seduto in fono all’autobus e non aveva la possibilità di telefonare a nessuno senza farsi vedere, però quando il sequestratore ha iniziato a dare da matto, per tranquillizzare i compagni, pare gli abbia detto “se ti serve un ostaggio puoi prendere me”. Sì, certo, Nicolò è italiano.

Le polemiche su Gad Lerner e altri ‘intellettuali’

All’indomani del dirottamento il giornalista Gad Lerner scriveva sia su twitter che fb un post che faceva il giro del web: “La follia criminale del cittadino italiano Ousseynou Sy è l'esito di una contrapposizione isterica che manifesta ostilità agli immigrati additandoli come privilegiati, negando le loro sofferenze e la loro umanità. Impersonata per fortuna dai bambini di Crema e dai carabinieri di San Donato Milanese”. Altri esponenti dell’intellighenzia di sinistra parlavano di ‘comprensione’ per il dirottatore. Sul web tutto questo diveniva esponenziale e la contrapposizione tra schieramenti si faceva sempre più calda e pare non accenni ancora ad attenuarsi.

Le polemiche su Matteo Salvini

Dopo una prima reazione a caldo in cui il Ministro degli Interni centrava in pieno il tema principale che sarebbe stato da approfondire, cioè il fatto che a un pregiudicato di quel tipo non avrebbero mai dovuto dare responsabilità su dei minori, Salvini cadeva in banale errore rispondendo in una intervista – (cit:) “Se Rami vuole lo jus soli si candidi”. La battuta è rimbalzata su tutti i media e anche sui social e utilizzata, da oppositori in senso negativo, da estimatori in senso positivo, come dimostrazione di cinismo e imperturbabilità. Questa prima dichiarazione, datata 23 marzo, assume particolare ambiguità se abbinata alla dichiarazione successiva del giorno 26 marzo (cit:) "Sì alla cittadinanza a Rami perché è come se fosse mio figlio e ha dimostrato di aver capito i valori di questo paese, ma il Ministro è tenuto a far rispettare le leggi. Per atti di bravura o coraggio, le leggi si possono superare". Ne sono scattate accuse di doppiogiochismo, di ripensamenti per motivazioni elettorali, incoerenza e debolezza nei confronti di Di Maio che avrebbe fatto pressioni a favore di un ripensamento. Oggi, giorno 27 marzo, lo stesso Ministro in conferenza stampa e diretta streaming dal Viminale in compagnia di alcuni dei protagonisti della vicenda, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha specificato il senso delle sue parole e spiegato nel dettaglio ciò che intendeva “non ho detto se Rami vuole la cittadinanza si candidi, ho detto se vuole introdurre lo jus soli nel nostro ordinamento, cosa ben diversa”. La polemica tuttavia oramai è innescata e, col senno di poi, abbiamo ragione di ritenere che Salvini stesso quella battuta oggi la rivedrebbe.

Dubbi e cose ancora da chiarire sulla vicenda

Alcuni dei ragazzini affermano di essere stati legati con lacci da elettricista, altri addirittura che le stesse maestre sarebbero state costrette a legarli. Questo è un particolare molto strano e tutto da verificare. Da capire è anche cosa Ousseynou volesse andare a fare a Linate. Prendere un aereo? Per dove? Perchè rivendicava le morti in mare? Cosa centravano i bambini? Lui stesso che relazioni aveva con le morti nel Mediterraneo se era nato in Francia, aveva ottenuto pare senza troppi problemi la cittadinanza italiana ed era talmente integrato da aver avuto concesso persino un lavoro che, abbiamo visto, neppure meritava? Anche la storia dei telefonini è da chiarire. Erano stati sequestrati per cui hanno potuto telefonare solo i due che erano riusciti a nasconderli? Oppure non erano stati sequestrati a tutti? Forse anche altre telefonate erano partite dall’autobus? In ogni caso in questa vicenda ci sono ancora cose da chiarire e le testimonianze di ragazzini di 12/13 anni, per ovvie ragioni, andrebbero verificare molto bene prima di scriverne troppe sui giornali.

Conclusioni

In conclusione diciamo che in questa vicenda hanno rischiato la vita 51 ragazzini e che, per evitare il ripetersi di potenziali drammi umani di tale portata ci dovremmo tutti interrogare sul fatto che i nostri figli dovrebbero essere messi nelle mani di gente affidabile e controllata al 100%. Invece è una settimana che parliamo di jus soli, assistiamo a strumentalizzazioni patetiche alle quali parte della popolazione plaude commossa, l’altra reagisce con rabbia, e in definitiva siamo andati a perderci in discorsi inutili su quanto Ousseynou fosse italiano, francese ma di origine senegalese, Rami di fatto italiano ma di origine egiziana, Adam di origine marocchina ma presto anche lui italiano, e Nicolò italiano e di origine italiana ma trattato come uno straniero. Appunto - più che una storia italiana, diciamo una storia ‘all’italiana’.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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