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21:32 19 Settembre 2019
Una ricercatrice dell'industria farmaceutica Rafarma della regione di Lipetsk in Russia

Italia-Russia, nell' export meno vestiti e più principi attivi per i farmaci

© Sputnik . Sergey Pyatakov
Italia
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I rapporti politici tra Italia e Russia rimangono buoni ed improntati ad un'estesa collaborazione, mentre in ambito economico gli effetti delle crisi in entrambi i paesi hanno portato negli ultimi anni ad un rimescolamento dei settori: calano le esportazioni in moda e agroalimentare e cresce invece il ramo farmaceutico.

E' quanto emerge dal "Rapporto paese: Russia" pubblicato in data 25 marzo sul terzo numero del 2019 del giornale internazionale di economia e finanza "Tribuna Economica", su cui trovano spazio le interviste agli ambasciatori Sergey Razov e Pasquale Terracciano, nonchè l'intervento del presidente della Camera di Commercio Italo-Russa Rosario Alessandrello.  

Il presidente della Camera di Comercio Italo-Russa Rosario Alessandrello insieme al ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov
Il presidente della Camera di Comercio Italo-Russa Rosario Alessandrello insieme al ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov

Nel suo contributo Alessandrello, delinea un quadro dei rapporti commerciali tra Italia e Russia, con numeri che fotografano la congiuntura non facile degli ultimi anni:

Nel 2018 l'interscambio tra Italia e Russia è stato di circa 35 miliardi di dollari, registrando un incremento rispetto all'anno precedente. Tuttavia in confronto al 2010, l'interscambio è diminuito del 70-80%. Nel 2010 l'Italia era al secondo posto in Europa al quarto nel mondo per il volume delle importazioni dalla Russia. Il danno peggiore per l'Italia è rappresentato dall'introduzione delle controsanzioni russe, che hanno influenzato in modo negativo le esportazioni soprattutto nel settore agroalimentare, un comparto che si contraddistingue per la propria qualità e non risulta riproducibile fuori dal suo territorio.

Il comparto della meccanica resta capofila dell'export italiano in Russia, con una quota di poco superiore al 30%, mentre cala la moda e cresce in prospettiva il valore del comparto farmaceutico: 

La moda italiana arriva in Russia oggi da paesi come Cina, Romania, Bulgaria, Armenia, Turchia, dove le produzioni del Made in Italy avvengono ormai direttamente in loco per conto di imprese italiane, al fine di essere poi esportate in Russia. Nel settore chimico-farmaceutico il trend delle esportazioni dei principi attivi risulta invece essere in crescita (l'Italia conferma il proprio primato come produttore a livello europeo). La Russia produce i farmaci non solo utilizzando i principi attivi prodotti in Italia, ma anche sfruttando gli appositi impianti di confenzionamento forniti dalle aziende italiane - conclude Alessandrello.

Il Rapporto completo è consultabile sull'edizione online del giornale Tribuna Economica.

 

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