18:05 21 Aprile 2019

Imane Fadil, un altro test durante l'autopsia

© AFP 2018 / Olivier Morin
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L’autopsia sul corpo di Imane Fadil, la marocchina di 33 anni, teste chiave nei processi sul caso Ruby, è stata programmata tra mercoledì e giovedì prossimo. Lo riferisce il Coriere della Sera.

Durante l'autopsia programmata per mercoledì o giovedì prossimo, sarà eseguito un altro test, più approfondito.

Le analisi per misurare la quantità di metalli pesanti nel sangue non hanno dimostrato livelli di tossicità.

"Invece, il test preliminare che calcola la radioattività nei tessuti segnala radiazioni oltre i limiti di guardia. Una contaminazione che un investigatore ha definito paragonabile a quella di una persona che ha lavorato per 30 anni in una fonderia. Anche nei campioni di urina sono stati rilevati elementi sospetti", scrive Corriere.

Così confermata l'ipotesi iniziale che l'ex-modella sia morta per un avvelenamento dagli isotopi dei metalli pesanti.

Imane Fadi sarebbe stata uccisa da un mix di sostanze radioattive. Nel pomeriggio di ieri, il procuratore di Milano, Francesco Greco, aveva dato la notizia della morte, spiegando che l’ex modella era deceduta il 1 marzo scorso alla clinica Humanitas di Rozzano (Milano) dove era ricoverata dal 29 gennaio, e che sulla sua morte era stata aperta un’indagine per omicidio volontario coordinata dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano. La Fadil prima di morire avrebbe denunciato al suo avvocato, Paolo Sevesi, e ad alcuni parenti e amici di essere stata avvelenata.

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Sostanze tossiche, avvelenamento, prostitute, prostituzione, Ruby, Silvio Berlusconi, Italia
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