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06:01 16 Settembre 2019
Elizaveta Prishlyak

Netturbino robot: una ragazza russa lo inventa per ripulire le strade italiane

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Italia
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Di Maxim Maximov
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Dopo un viaggio in Italia Elizaveta Prishlyak, una ragazza della Siberia, ha costruito un netturbino robot che in futuro potrà sostituire completamente l'uomo in quest'attività.

Sebbene l'Italia sia uno dei leader in Unione europea nella raccolta differenziata, circa un quarto di tutti i rifiuti raccolti si trovano ancora nelle discariche. Tuttavia, oggi i rifiuti in Italia si possono spesso trovare anche sul ciglio delle strade alla periferia delle grandi città o nei vicoli più turistici. Proprio queste strade sulle quali ogni giorno i turisti gettano i propri rifiuti hanno ispirato Elizaveta Prishlyak a creare il netturbino robot.

Elizaveta ha solo 17 anni, è all'ultimo anno di liceo ed è appassionata di robotica. Dopo il suo viaggio in Italia nell'estate del 2018, durante il quale ha visto con i propri occhi il lavoro dei netturbini che manualmente raccolgono i rifiuti dalle strade, ha creato da zero un robot che in futuro potrà compiere proprio quest'attività.

Sputnik Italia ha parlato con Elizaveta della sua invenzione, della sua passione per la robotica e per la mafia italiana.

— Da quanto tempo sei appassionata di robotica? Da cosa è nata questa passione?

— Ho iniziato ad interessarmi di robotica intorno ai 15 anni. Allora stavano mettendo insieme una squadra di ragazzi di 15 anni per partecipare ai Junior Skills e io decisi di provare. Non avevo alcuna esperienza di programmazione di robot, ma durante la preparazione riuscii a capire come funzionavano gli algoritmi. Sorprendentemente me la cavavo piuttosto bene e mi piaceva. E anche se la nostra squadra non vinse il concorso, da lì cominciò la mia passione per la programmazione. Per un anno mi misi a imparare il linguaggio C e ho ripreso ad occuparmi di robotica solo quest'anno.

— Parlaci del tuo viaggio in Italia. Come ti è venuta l'idea di creare questo robot? Ti è sembrato che in Italia la raccolta differenziata fosse così problematica?

— Va detto che in alcune zone dell'Italia la questione dei rifiuti è problematica. Infatti, nei vicoli più turistici ogni giorno passano moltissimi turisti e i rifiuti vengono raccolti solo la mattina. Noi ci alzavamo molto presto la mattina e vedevamo che gli addetti raccoglievano i rifiuti manualmente. Allora pensai che sarebbe stato possibile automatizzare questo processo e mi venne l'idea di creare una piattaforma per la raccolta e la cernita dei rifiuti.

— Quanto tempo ti ci è voluto per portare a termine l'invenzione? In che modo il robot "capisce" cosa e come differenziare? Il robot è dotato di un apposito software?

— Ho cominciato a lavorare alla piattaforma nell'ottobre del 2018: al tempo avevo solo una vaga idea di tutta la componente tecnica del mio progetto. Col passar del tempo ho dovuto modificarne la struttura, sostituire i motori perché si erano fusi. Dovetti cambiare anche la disposizione delle telecamere perché non intralciassero il funzionamento della componente meccanica e in modo che potessero controllare uno spazio più ampio. Il robot è composto di vari dettagli che avevo a disposizione. Per quando riguarda il riconoscimento, in parole povere funziona così: il video ottenuto dalle telecamere viene codificato dall'algoritmo Raspberry Pi 3, vengono messi in evidenza i vari oggetti, viene calcolato l'angolo in corrispondenza del quale il robot dovrà cambiare traiettoria in modo da avere il rifiuto selezionato di fronte a sé. Poi i dati vengono inviati alla scheda di espansione da dove il segnale è trasmesso ai motori. Quanto al riconoscimento degli oggetti il programma è ancora basico, ma in futuro prevedo di migliorarlo con l'apprendimento automatico. Ad aiutarmi in questo progetto è stato il mio relatore il quale tiene un corso proprio sulla robotica automatizzata.

— Pensi che il tuo robot sarà davvero impiegato per raccogliere i rifiuti dalle strade? E dove?

— Il robot che ha partecipato al Concorso baltico di ingegneria è solo un prototipo del dispositivo che potrebbe in futuro ripulire le strade. Mentre la piattaforma su cui il dispositivo sarà applicato dipende dall'utente.

— Cosa bisogna perfezionare ancora per cominciare a produrre e utilizzare in ambiente cittadino la tua invenzione? Dove nel mondo si utilizzano già robot per la raccolta dei rifiuti?

— Prima di cominciare il mio progetto ho preso visione delle misure esistenti per risolvere il problema. Al mondo già vengono impiegati i robot DustClean e DustCart. Il primo pulisce le strade con l'aiuto di spazzole e di un aspirapolvere, mentre il secondo raccoglie e trasporta i sacchi della spazzatura. Io invece sto lavorando a una piattaforma che in maniera indipendente raccolga i rifiuti lasciati in strada. Per migliorare il suo funzionamento bisognerebbe perfezionare il programma di riconoscimento. Questo permetterebbe di classificare varie tipologie di rifiuti.

— Cosa vuoi fare dopo aver finito le superiori? Hai pensato alla possibilità di fare l'università in Italia, il luogo che ti ha ispirato per questo progetto?

— Ho pensato a fare l'università all'estero, ma al momento preferirei rimanere in Russia. Forse mi sposterò da Novosibirsk verso la Russia europea.

— Sai che in Campania circa da 20 anni imperversa la crisi dei rifiuti nella quale è coinvolta anche la mafia italiana che controlla il trasporto dei rifiuti? Si tratta di un settore dove girano molti soldi. Non hai paura che il tuo robot in futuro possa andare ad intaccare gli interessi della mafia?

— Io non ho intenzione di entrare in contatto con la mafia. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
Ricerca, rifiuti, robot, Italia, Russia
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