02:52 11 Agosto 2020
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Lunedì inizia la prima visita ufficiale in Russia del Presidente della Camera dei deputati Roberto Fico. Prima della partenza a Mosca Fico, la terza carica dello Stato italiano, ha rilasciato un’intervista esclusiva al corrispondente di Ria Novosti a Roma Sergey Startsev.

Lunedì inizia la prima visita ufficiale in Russia del Presidente della Camera dei deputati Roberto Fico. Napoletano di 44 anni appartiene alla nuova generazione di politici italiani, presente sin dagli albori del Movimento 5 Stelle, il quale dopo le elezioni di marzo 2018 ha formato insieme alla Lega il cosiddetto Governo del Cambiamento. Prima della partenza a Mosca Fico, la terza carica dello Stato italiano, ha rilasciato un'intervista esclusiva al corrispondente di Ria Novosti a Roma Sergey Startsev.

— Presidente, tra poco andrà a Mosca per il Suo primo viaggio ufficiale in Russia. Cosa si aspetta da questa visita? Come valuta il livello attuale delle relazioni tra i nostriPaesi?

— Sono molto lieto di inaugurare i lavori della Grande commissione interparlamentare italo-russa, che proprio quest'anno celebra il suo ventesimo anniversario. Ritengo che la costruzione, e il rafforzamento, di rapporti tra assemblee sia molto importante. Credo fortemente nel dialogo tra parlamenti in quanto dialogo tra rappresentanti dei cittadini, dialogo tra popoli. E sappiamo tutti quanto il confronto sia determinante nei rapporti: tra persone, Stati, culture. Mi aspetto certamente che questo percorso prosegua e che sia costruttivo.

— Lei sarà il primo Presidente della Camera a intervenire durante la seduta plenaria della Duma di Stato. Che impressione Le fa tale evento e che messaggio vorrebbe trasmettere ai rappresentanti del popolo russo, legato al popolo italiano da più di cinque secoli di amicizia e collaborazione?         

— Sono onorato di questa occasione, ringrazio il presidente Volodin per l'invito. Nel mio discorso sicuramente parlerò dei rapporti fra i nostri popoli, che sono importanti e tali devono rimanere, cercando però anche di inquadrare questi rapporti in una cornice e in una prospettiva più ampie.

— Martedì a Mosca si terrà la riunione della Grande Commissione interparlamentare Italia-Russia. Quali problemi saranno discussi in questo autorevole forum e cosa pensa riguardo l'impatto della collaborazione interparlamentare sui rapporti bilaterali tra i nostri Paesi?

— La Grande commissione è uno strumento significativo di collaborazione e confronto su temi specifici che a ogni riunione vengono analizzati e costituiscono il terreno di lavoro comune. Sono certo che la delegazione, composta da parlamentari di tutti gli schieramenti politici, farà un ottimo lavoro. Posso dirle che si parlerà di ruolo dei Parlamenti nelle politiche di sicurezza, cultura, pluralismo dell'informazione, turismo e cooperazione economica.

— Oggi la Russia è spesso vista e rappresentata in Occidente come un paese avversario, se non addirittura nemico. Ciò nonostante, i legami storici tra i nostri paesi rimangono attivi in diversi settori. Cosa rappresenta la Russia per l'Italia in questo complesso periodo sulla scena internazionale?

— Non credo sia mai corretto parlare di avversari, in nessun contesto. La Russia è un interlocutore storico e fondamentale per l'Italia e per l'Unione europea, ma è anche un Paese che svolge un ruolo chiave in diversi teatri di crisi e di conflitto nel Nord Africa e in Medioriente.

— Ultimamente le relazioni tra Russia e Occidente sono peggiorate anche per via della politica sanzionatoria contro il nostro paese. Le forze politiche, che oggi rappresentano la maggioranza nel Parlamento italiano e che hanno formato il Governo del Cambiamento, in passato hanno spesso criticato le sanzioni antirusse. Ci si può aspettare che l'Italia ricopra un ruolo rilevante nel trovare una via d'uscita dalla dolorosa situazione creata dalle sanzioni?

— Il ragionamento sulle sanzioni va fatto come Unione europea nel suo complesso. Sono convinto che serva trovare una via d'uscita, di questo parlerò certamente alla Duma e nel mio incontro con il Presidente Volodin.

— Tra meno di tre mesi si terranno le elezioni europee. Nei mass media e negli ambienti politici si parla attivamente di un'eventuale trasformazione dell'Europa dopo il voto. Condivide questa previsione? Come sarà, secondo Lei, l'Europa del domani?

— Credo che l'Europa del domani debba essere ancora più coesa nell'affrontare temi cruciali e sempre più attenta alle esigenze dei popoli, valorizzando lo spirito di comunità con cui è nata. Non faccio pronostici sulle elezioni ma dico che qualunque volontà esprimeranno i cittadini andrà ascoltata.

— La questione dell'immigrazione è forse il problema più caldo dell'agenda politica moderna. A Suo parere, cosa si può fare per risolvere questa crisi globale?

— Francamente non credo che l'immigrazione sia un problema, è un fenomeno globale che in quanto tale va affrontato e governato con lungimiranza e attenzione, fornendo risposte complesse e sinergiche. Sono convinto che nessun Paese debba sentirsi come una fortezza assediata ma bisogna essere capaci — da un lato — di accogliere, integrare e — dall'altro — di porre in essere politiche che non impattino negativamente su quei territori più fragili in cui nascono i fenomeni migratori.

Alberto Bonisoli, Ministro per i beni e le attività culturali nel Governo Conte
© Foto : fornita dall'Ambasciata d'Italia a Mosca
— Mi hanno riferito che a Mosca prenderà parte all'inaugurazione della mostra "La bellezza all'italiana", dedicata al designer Mario Bellini. Cosa pensa del ruolo della cultura nei rapporti tra i nostri Paesi? C'è qualche artista o scrittore russo da cui si è sentito influenzato o ispirato in maniera particolare?

La cultura è sempre un anello di congiunzione fra Paesi e popoli. È un canale privilegiato per la conoscenza reciproca e il dialogo. L'arte, in tutte le sue espressioni, è uno strumento che avvicina le persone. Ed è anche per questo che mi fa davvero piacere poter inaugurare la mostra di un maestro del design e un grande architetto come Mario Bellini. Per quanto riguarda invece la letteratura russa, non le nascondo che ho una vera passione per Dostoevskij. "Il giocatore" è uno dei miei libri preferiti in assoluto. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Relazioni Italia-Russia, Roberto Fico, Italia, Russia
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