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17:03 23 Ottobre 2019
Bandiere dell'Italia e dell'Ue

Ue: l'Italia deve affrontare gli squilibri macroeconomici

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Tra le criticità riscontrate dalla Commissione europea “l'elevato debito pubblico” che “rimane un grave fattore di vulnerabilità”.

"Di fronte a un peggioramento delle prospettive macroeconomiche, affrontare gli squilibri macroeconomici dell'Italia resta di fondamentale importanza. In particolare, la riduzione dell'elevato rapporto debito pubblico/PIL del paese richiede che politiche macroeconomiche e di bilancio orientate alla stabilità vadano di pari passo con investimenti maggiori e più mirati e con riforme strutturali ambiziose che consentano di aumentare la debole produttività e la crescita potenziale". E' quanto si legge nel Country Report sull'Italia elaborato dalla Commissione Ue. "Questi sforzi sono fondamentali anche per garantire la fiducia dei mercati. Il rilancio delle riforme è necessario in via prioritaria per garantire finanze pubbliche sane, una maggiore efficienza della pubblica amministrazione e della giustizia, per assicurare un miglior funzionamento del sistema di istruzione e del mercato del lavoro, un contesto più favorevole alle imprese e un più solido settore bancario". 

"Dopo la solida crescita reale del PIL dell'1,6 % registrata nel 2017, l'attività economica ha subito un rallentamento. La crescita delle esportazioni, che ha contribuito in misura rilevante alla precedente espansione del PIL, ha registrato una flessione e i consumi delle famiglie hanno segnato il passo. La ripresa degli investimenti continua ad essere disomogenea ma nel complesso perde slancio. Ciò è dovuto in parte anche all'incertezza politica interna, che incide negativamente sulla fiducia delle imprese e sull'economia reale tramite premi di rischio più elevati. La crescita reale del PIL è stata dell'1,0 % nel 2018 e si prevede che, a causa della forte incertezza sulle politiche interne e le prospettive globali, rallenti considerevolmente nel 2019 prima di registrare una ripresa nel 2020".

Tra le criticità riscontrate dalla Commissione Ue è presente "l'elevato debito pubblico dell'Italia" che "rimane un grave fattore di vulnerabilità. Le proiezioni del governo alla base del bilancio 2019 prevedono il rapporto debito/PIL in ascesa al 131,7 % nel 2018. Il rapporto debito/PIL potrebbe aumentare ulteriormente nel 2019 a causa delle deboli prospettive macroeconomiche, del mancato conseguimento degli obiettivi in materia di privatizzazioni e del peggioramento del saldo primario. Nel complesso il disavanzo strutturale dell'Italia nel 2018 è stimato all'1,8 % del PIL. I rendimenti dei titoli di Stato sono aumentati notevolmente nel 2018, in conseguenza dell'incremento del premio di rischio richiesto, e potrebbero aumentare ulteriormente, come nel resto della zona euro. A medio e lungo termine l'elevato stock del debito pubblico, la sua sensibilità agli shock macroeconomici e i futuri costi legati all'invecchiamento della popolazione determinano notevoli rischi per la sostenibilità. Inoltre le nuove misure che hanno introdotto la possibilità di prepensionamento, tornando indietro su alcuni elementi di precedenti riforme delle pensioni, aumenteranno la spesa pensionistica e si prevede che peggiorino la sostenibilità del debito pubblico in futuro, anche a causa di possibili effetti negativi sul potenziale di crescita".

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Tags:
PIL, disoccupazione, Debito pubblico, Economia, Commissione Europea, UE, Italia
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