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03:31 20 Settembre 2019
Un passante in un mercato di Venezia

Italexit? No grazie! Duro intervento di Boldrin

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Italia
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Intervistato dal programma Testa o Croce, realizzato dal Money.it, il noto economista, professore alla Washington University in Saint Louis Michele Boldrin, critica l'euroscetticismo dilagante in Italia. Un'eventuale "Italexit" porterebbe di gran lunga più danni che benefici.

Rispondendo alle domande del giornalista Fabio Frabetti (video integrale dell'intervista), Boldrin, che nel 2012 aveva fondato insieme ad Oscar Giannino, il partito "Fare per fermare il declino", stigmatizza l'atteggiamento negativo nei confronti dell'Unione Europea:

"In Italia i sentimenti confusi nei confronti dell'Europa Unita e della moneta unica sono cosa nota. Il problema del nostro Paese è una sorta di infantilismo politico-culturale: non ha voglia di rimboccarsi le maniche, si lamenta dell'Europa ‘cattiva' ma, esattamente come un bambino nei confronti del genitore, cerca di ribellarsi ma ha paura di lasciare la sua mano" — spiega Boldrin.

Il professore Michele Boldrin
Il professore Michele Boldrin

Per il professore l'aiuto dell'Europa è stato decisivo per permettere all'Italia di fronteggiare il problema del debito pubblico, pertanto la prospettiva di un'uscita dall'euro è "folle":

"Se non ci fosse stata quell'enorme iniezione di fiducia dei Paesi europei e Germania in primis verso il debito italiano, noi avremmo avuto inflazione e rischiato il default, che si sarebbe risolto in stampa di moneta e aumento del debito, Gli italiani si sarebbero trovati il 30% più poveri e non so come avrebbe reagito il corpo sociale. Non c'è rischio che l'Italia esca dall'Euro, a meno di follie da parte dei governanti, ma lo scenario apocalittico è irreale".

Negativo il parere dell'economista anche sulle ultime misure approvate dal governo giallo-verde, il reddito di cittadinanza e la cossidetta "quota 100" sulle pensioni:

"Il vero costo sociale delle pensioni anticipate ricade su chi lavora: è chi produce che si vede togliere dalle tasche 14 miliardi di euro in più all'anno. Lo stesso vale per il reddito di cittadinanza, il cui alto costo sociale consiste nel creare incentivo nelle persone altrimenti in grado di lavorare per rimanersene là dove il lavoro non c'è, rifiutarsi di apprendere un lavoro utile, muoversi a diventare produttivi perché si vivacchia mentre si aspetta l'assegno mensile e si fa finta di andare ai corsi di formazione. Una spesa dissennata che non fa che alimentare assistenzialismo e taglia invece i fondi a istruzione e sanità".

Tags:
reddito di cittadinanza, pensioni, Unione Europea, Italia
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