11:58 16 Febbraio 2019
Nel 2018 l'Italia in totale ha concesso 2271 visti - annuali e di breve durata - a studenti russiStudenti di medicina in un'esercitazione di laboratorio

Italia e Russia studiano insieme un mondo cosmopolita

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Riccardo Pessarossi
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Tutti i ponti possono essere distrutti tranne quelli culturali. E' questo il messaggio che arriva dal Forum Gaidar di Mosca, dove si è svolta la tavola rotonda dal titolo "Cooperazione internazionale nel settore dell'istruzione in un periodo di costrizioni politiche ed economiche".

Personalità diplomatiche, come gli ambasciatori di Olanda e Italia, politiche, come il viceministro dell'Istruzione russo, Grigory Trubnikov e l'ex ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, oggi direttore del Centro Studi Eurasiatici, figure di spicco del mondo accademico, quali Matilde Pilar Sanchez Fernandes, prorettore dell'Università Carlos III di Madrid, Janusz Adamowski, preside della facoltà di giornalismo dell'Università di Varsavia ed Andrea Prencipe, rettore dell'Università LUISS Guido Carli di Roma.

E' significativo che questo messaggio arrivi dalla "piccola Davos" russa, come viene soprannominato il forum dedicato a Egor Gaidar, il primo ministro che guidò la Russia alla transizione verso l'economia di mercato. Una serena presa di coscienza delle divergenze che limitano in questo preciso periodo storico la collaborazione fra Europa e Russia, ed un'altrettanta serena analisi delle potenzialità che rimangono ancora attive, a cominciare dal dialogo culturale, che coinvolge in primis le università, fucina della classe dirigente (e non solo) del domani.

La X edizione del Forum Gaidar è dedicata al tema Russia e mondo: obiettivi e valori
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La X edizione del Forum Gaidar è dedicata al tema "Russia e mondo: obiettivi e valori"

Lo dice chiaro e tondo — e con un'ironia apprezzata dalla platea — Igor Bartsits, moderatore del panel e direttore dell'Istituto di Pubblica Amministrazione dell'Università Ranepa, che ospita il forum:

"L'unico a poter dire la parola sanzioni in questa discussione sono io, come moderatore e come giurista, russo. Ma noi siamo qui per parlare di esempi di cooperazione che ci portano a superare le difficoltà"

E prima di dare la parola a Franco Frattini, tra l'altro nominato a dicembre proprio Dottore Onorario dell'Accademia Presidenziale Russa, lo incalza ricordando come proprio negli anni in cui era a capo della Farnesina l'abolizione dei visti tra Unione Europea e Russia sembrava essere a portata di mano.

  • Franco Frattini al X Forum Gaidar
    Franco Frattini al X Forum Gaidar
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  • Igor Bartsits
    Igor Bartsits
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Franco Frattini al X Forum Gaidar

Frattini, cogliendo la palla al balzo, apre il suo intervento ricordando l'invito ricevuto nel 2003 da Vladimir Putin in persona a partecipare al 300° anniversario della fondazione di San Pietroburgo, la cui bellezza deve molto al genio degli architetti italiani.

L'ex ministro degli Esteri italiano citando due episodi come il concerto dell'orchestra russa nell'Anfiteatro romano di Palmira in Siria e  l'intervento dei soldati italiani nelle enclavi serbo-ortodosse in Kosovo per proteggere antiche chiese e monasteri, ha voluto sottolineare il ruolo della cultura come ponte che unisce Russia ed Europa all'insegna di un'identità e di una risposta comune alle minacce globali:

"La cultura è uno strumento per preservare la nostra civiltà, dalla Siria al Kosovo. Dobbiamo usare la diplomazia culturale per mandare un messaggio e preservare i nostri valori universali. La diplomazia culturale deve anche dimostrare fermezza davanti a chi vuole distruggere monumenti millenari simbolo della nostra civiltà. E la Russia da questo punto di vista è con noi".

Alcuni numeri del X Forum Gaidar: più di 9000 ospiti, 620 esperti, 80 discussioni
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Alcuni numeri del X Forum Gaidar: più di 9000 ospiti, 620 esperti, 80 discussioni

Dalla teoria, alla pratica. Nel 2018 (dato comunicato dall'ambasciatore Terracciano), sono stati più di 2000 i visti di studio rilasciati dall'Italia a cittadini russi ed il 2019 si apre con una nuova sinergia: al Forum Gaidar è stato firmato la firma di un protocollo di collaborazione tra l'università RANEPA di Mosca e la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali "Guido Carli" di Roma. Il rettore della LUISS Andrea Prencipe, dopo la discussione, ha rilasciato un'intervista a Sputnik Italia, in cui spiega i dettagli di questo accordo.

Dottor Prencipe, qual è il nucleo della vostra partnership con RANEPA?

Questo memorandum estende il raggio d'azione della LUISS sulla Russia e su Mosca in particolare, perché abbiamo già delle relazioni avviate con MGIMO ed High School of Economics con cui abbiamo programmi di doppia laurea che permettono ai nostri studenti ed agli studenti russi di ottenere due degree durante il percorso biennale di laurea magistrale.

Il rettore Andrea Prencipe
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Il rettore Andrea Prencipe

L'università RANEPA di Mosca, fin dalla denominazione completa di "Accademia presidenziale russa dell'economia nazionale e della pubblica amministrazione" riflette la peculiarità del sistema formativo e statale russo e non ha un omologo in Italia. Questo non limita la vostra collaborazione?

E' un' impronta che si integra molto bene, perché noi siamo un'università di scienze sociali e le nostre attività vanno dalle scienze politiche all'economia, passano per il management e chiudono con la giurisprudenza. Grazie a questo ampio spettro riusciamo a lavorare molto con università come RANEPA, che hanno un approccio comprensivo sulle scienze sociali.

L'abbiamo vista reagire positivamente all'intervento dell'ambasciatrice olandese, che ha rimarcato l'importanza del triangolo industria / stato / università: che cosa si aspetta il mondo dell'università italiana dal nuovo governo in questo senso?

Questo triangolo è cruciale ed è ciò che in Italia dobbiamo cercare di perseguire meglio, sicuramente con qualche investimento in più da parte del nostro governo perché soltanto attraverso questa combinazione virtuosa tra i tre attori principali dello sviluppo economico si può provare a sviluppare un nuovo mondo.

Un mondo che nel suo intervento lei senza esitazioni ha definito Cosmopolita. Oggi amiamo definirci "cittadini del mondo", ma viviamo in un mondo, in cui però prevalgono ancora divisioni e conflitti, situazioni di scontro, prima che di dialogo. Come si supera questa situazione?

Questa idea di cosmopolitismo è l'attuazione del filosofo Anthony Appiah dell'Università di New York il quale sostiene che il cosmopolita non è il cittadino che non ha radici, al contrario: ne ha una, anche ben precisa, ma riesce ad accettare anche le altre culture. Questo taglia le gambe al concetto di integrazione culturale o assimilazione che è stato un grandissimo fallimento.

C'è bisogno di un cambio di passo importante a livello culturale, in cui anche l'Università deve essere protagonista. Accordi come quello che abbiamo firmato oggi pemettono a giovani studenti russi di venire in Italia e viceversa, attuando questo modello di cosmopolitismo.

 

 

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Roma, Mosca, Russia
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