13:35 19 Giugno 2019
Matteo Salvini

Italia e Polonia si preparano alla Marcia su Bruxelles?

© AFP 2019 / Ahmad Gharabli
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Le autorità italiane e polacche potrebbero portare in Europa una “nuova primavera”, ha dichiarato mercoledì ai giornalisti il vicepremier, ministro degli esteri e leader della Lega Matteo Salvini in seguito alle trattative condotte a Varsavia con Jarosław Kaczyński, segretario del partito di governo polacco Diritto e Giustizia.

"Non so se avremo un futuro comune, ma ci stiamo lavorando. L'asse Parigi-Berlino, forse, sarà sostituito da quello Roma-Varsavia", ha aggiunto il vicepremier.

Il politologo polacco Adam Wielomski è scettico riguardo alla possibilità di un'unione italo-polacca. Secondo lui, Salvini può essere considerato un euroscettico, mentre l'euroscettismo polacco è rivolto esclusivamente all'elettorato interno.

— Non ho alcun dubbio che non si tratti di una visita casuale dato che a maggio ci saranno le elezioni del Parlamento europeo. Salvini e Marine Le Pen stanno mettendo insieme una grande coalizione internazionale di euroscettici. Vi sono ragioni di supporre che considerino Diritto e Giustizia come il partito polacco degli euroscettici e che stiano tentando di includerlo nella coalizione. Credono che non sia un compito difficile perché gli attuali partner di Diritto e Giustizia nella coalizione al Parlamento europeo (tra cui anche i conservatori) stanno perdendo la propria influenza e dopo le elezioni di maggio il partito rischia di scomparire.

—  Durante le trattative di Varsavia si è discusso di un programma comune di ricostruzione dell'Europa che verrà presentato anche ad altri movimenti politici europei. Stando ai commenti degli esperti polacchi, il vicepremier italiano non è riuscito a convincere Jarosław Kaczyński della necessità di una stretta unione.

— Penso che il tentativo di collaborazione in questo caso sia unilaterale poiché tra Salvini e le formazioni politiche che con lui collaborano in Italia, Francia, Belgio da un lato e il partito Diritto e Giustizia dall'altro vi è una differenza sostanziale nell'approccio all'UE. In particolare, Diritto e Giustizia è un partito di euroscettici solo a parole. In realtà, le sue azioni concrete dimostrano che si muove proprio in direzione opposta. Ad esempio, è difficile essere euroscettici e, al contempo, proclamare l'idea di creare una politica europea unica in materia di sicurezza energetica: questo, infatti, significa rafforzare le istituzioni europee. Per questo, penso che i politici dell'Europa occidentale non abbiano capito a pieno il partito di Jarosław Kaczyński. Le sue dichiarazioni circa l'euroscetticismo si rivolgono principalmente all'elettorato polacco, ma non trovano eco nelle azioni politiche intraprese sulla scena internazionale. Presumo che, se parliamo di formare una qualche unione o di far coincidere taluni principi programmatici, non vi sia alcuna possibilità.

Inoltre, vi sono opinioni discordanti riguardo a chi siano davvero i nemici dell'UE secondo i Paesi europei. Innanzitutto, Francia e Italia sottolineano la presenza di una minaccia da parte della Germania. Mentre i politici di Diritto e Giustizia ritengono che il principale nemico dell'UE sia la Russia e che il loro partner principale, nonché il protettore dell'UE siano gli USA, cosa che vale anche per altri Paesi di recente adesione all'Unione europea. In sostanza, non vedo alcuna possibilità di azioni congiunte fra queste forze politiche.

Tra l'altro, se anche si concludesse una simile alleanza, lo si farebbe per ragioni che esulano dall'UE.

Solo una lobby americana potrebbe contribuire a inserire Diritto e Giustizia in una coalizione a cui il partito non dovrebbe appartenere poiché non è un partito di euroscettici e non proclama in modo univoco la necessità di modificare il modello comunitario.

— Kaczyński e Salvini hanno grandi pretese nei confronti della politica di Bruxelles, ma ad interessare molto loro sono le opportunità finanziarie dell'Unione, vero?

Bandiera della Polonia
© REUTERS / Agencja Gazeta/Dawid Zuchowicz
—Diritto e Giustizia riconosce la dipendenza della Polonia dai fondi europei.

Gli italiani questo non lo percepiscono perché l'Italia è il Paese che più investe nel bilancio comunitario e quello che meno riceve da esso. Anche questo aspetto rende difficile per Diritto e Giustizia l'essere euroscettico.

— Come si svilupperà la situazione dopo la visita di Salvini? Cosa prevede Lei?

— Penso che tutto si concluderà con una dichiarazione formale riguardo a una possibile collaborazione futura, cosa che in pratica non significa niente. Dunque, la questione si risolverà solo dopo le elezioni europee. Da questo, in primo luogo, dipenderà la possibilità per Diritto e Giustizia di entrare in coalizione al Parlamento europeo. Ritengo che il partner più adatto per Diritto e Giustizia al Parlamento europeo sia il Partito Popolare Europeo, ma i politici di Diritto e Giustizia non vogliono questa unione poiché all'interno del partito di respiro europeo rientrano membri di Piattaforma civica e del Partito Popolare Polacco. E se accadrà che su decisione europea i rappresentanti di Diritto e Giustizia saranno deputati senza gruppo (il che sarebbe legato all'assenza di qualsivoglia privilegio e all'impossibilità di funzionare all'interno del Parlamento europeo), potrebbero essere operate scelte diverse. Ma la creazione di gruppo parlamentare europeo unico è, secondo me, poco verosimile. 

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asse, Ricostruzione, Jaroslaw Kaczynski, Matteo Salvini, Varsavia, Polonia, UE, Europa, Italia
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