06:16 19 Dicembre 2018
Macchine con la Torre di Pisa allo sfondo

Il governo va in retromarcia sull’ecotassa, ma Castelli preme “Si farà”

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Italia
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La proposta di incentivare chi acquista auto elettriche o ibride, mentre si tassano le utilitarie, ha fatto scattare la protesta di imprese e sindacati ed innescato una retromarcia nel governo.

Matteo Salvini dice di esser completamente contrario, Luigi Di Maio apre alle modifiche al Senato invocando un tavolo con i protagonisti del settore. E il sottosegretario all'economia Laura Castelli sembra la più convinta della vicenda: "E' nel contratto, il governo vuole mantenere l'ecotassa".

L'emendamento prevede un bonus-malus per le auto in base alle emissioni di Co2. Dal primo gennaio 2019 ci sarà un'imposta crescente — dai 150 ai 3.000 euro — se si immatricolerà un'auto nuova con emissioni superiori ai 110 g/km, mentre sarà dato un incentivo — da 6.000 a 1.500 euro — per i veicoli con emissioni tra 0 e 90 g/km di CO2.

Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl si è espresso contrario alla riforma: "Dal Governo l'ennesimo schiaffo all'industria nazionale e all'ambiente. Queste norme schizofreniche sono un danno per il Paese e i lavoratori".

La nuova imposta porterebbe portare a rincari fino a 400 euro per una Fiat Panda 1.2 a benzina e 500 euro per un'Alfa Romeo Stelvio 2.2.

Laura Castelli sottosegretario all'Economia, parlando in commissione Bilancio della Camera ha detto: "La volontà del governo è quella di tenerla. E' nel contratto di governo. Le persone meno abbienti non sono colpite — ha detto — c'è stato un dibattito mediatico, ma penso che la norma non sia stata letta in maniera approfondita. Non colpisce né chi ha un'auto vecchia né chi acquista un'utilitaria sotto una certa cilindrata".

Luigi Di Maio che in precedenza aveva dichiarato che "la norma è passata alla Camera ma si può migliorare al Senato" ha convocato un tavolo tecnico al ministero dello Sviluppo economico.

"Insieme troveremo la soluzione giusta per centrare due obiettivi: proteggere noi e i nostri figli dall'inquinamento, senza pesare sul portafogli", ha detto Di Maio in un comunicato pubblicato sulla sua pagina Facebook.

"Capisco le preoccupazioni di costruttori e dei cittadini che magari vorrebbero comprare un'auto ecologica, ma non se lo possono permettere perché costa di più. Per questo la norma va migliorata subito per non penalizzare nessuno, in particolare chi ha bisogno di acquistare un'utilitaria. Infatti il 60% dei modelli per cui è previsto un incentivo sono diesel: Punto diesel, Panda diesel, Clio diesel, Golf diesel, Megane diesel, Polo diesel, Classe A diesel".

La precisazione firmata da Di Maio arriva dopo che in mattinata l'altro vicepremier, Matteo Salvini, aveva avanzato delle critiche all'introduzione della nuova imposta.

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Tasse, manovra, Ecologia, Economia, Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Italia
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