21:49 18 Dicembre 2018
Un partecipante al corteo per i 100 anni della Rivoluzione d'Ottobre

Che mondo sarebbe senza la Russia

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Riccardo Pessarossi
Relazioni italo russe (37)
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Un mondo cieco, instabile, unilaterale. Ed incapace di risolvere le sfide che richiedono un dialogo strategico tra tutti gli attori globali. Sputnik Italia intervista l'ex ministro degli Esteri italiano Franco Frattini.

Un mondo cieco, instabile, unilaterale. Ed incapace di risolvere le sfide che richiedono un dialogo strategico tra tutti gli attori globali. Sputnik Italia intervista l'ex ministro degli Esteri italiano Franco Frattini. L'ex ministro degli Esteri italiano, attualmente rappresentante speciale dell'Osce per la regolarizzazione del conflitto in Transnistria è un ospite frequente e apprezzato dagli interlocutori russi per la chiarezza delle sue posizioni.

La sua terza visita a Mosca in quest'anno ha avuto un'agenda molto fitta: in mattinata ha ricevuto il Dottorato Onorario da parte dell'Accademia Presidenziale russa, poi ha incontrato il suo collega russo Sergej Lavrov, in vista del prossimo Consiglio Ministeriale dell'OSCE di Milano 6-7 dicembre 2018, infine in serata, all'Ambasciata Italiana in Russia, ha aperto con un suo intervento la prima presentazione in Russia dell'edizione italiana del libro dell'ex ministro degli Esteri russo Evgenij Primakov, "Un Mondo senza la Russia? Le conseguenze della miopia politica" (ed. Pacini).

Primakov diceva che non ci sono nemici permanenti ma interessi generali. Eppure, e basta guardare alle reazioni dopo l'escalation nel mar d'Azov, permane la tendenza a ritenere sempre e comunque la Russia come un nemico dell'Occidente. Perché?

Nella mia lezione all'Accademia Presidenziale ho ricordato diversi passaggi della mia vita istituzionale, da ministro degli Esteri e commissario europeo.

I momenti di stabilità del mondo sono stati quelli in cui la Russia è stato attore attorno allo stesso tavolo, considerato, apprezzato, ascoltato in un equilibrio di partnership egualitaria.

Come diceva Primakov non c'è un mondo unipolare ma ci sono altri attori, lui parlava di USA, Russia, Europa, India, paesi che emergevano ed altri già emersi con cui si deve avere dialogo e non scontro. Questa lezione è valida tuttora.

Il rettore Vladimir Mau consegna il Dottorato Onorario dell'Accademia Presidenziale russa a Franco Frattini
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Il rettore Vladimir Mau consegna il Dottorato Onorario dell'Accademia Presidenziale russa a Franco Frattini

Per dialogare, nella diplomazia come nella vita di tutti i giorni, bisogna essere — almeno — in due. Negli anni  dei suoi incarichi alla Commissione Europea e ministro degli Esteri si respirava un altro clima. Oggi siamo tornati allo scontro?  

E' evidente che la crisi della Georgia, l'allargamento della NATO ad est e l'idea che si dovesse creare una corsia preferenziale per cui l'Ucraina dovesse diventare subito un membro dell'Europa e della NATO hanno creato una nuova cortina di ferro, un nuovo muro.

Oggi è essenziale che l'Italia prenda questa lezione sul serio per dire "dobbiamo rilanciare il dialogo strategico con la Russia": lotta al terrorismo, stabilizzazione del Medioriente, Libia: sono tutti momenti in cui la Russia ha un ruolo essenziale.

L'ultimo esempio è stato la conferenza di Palermo, dove, come Italia, abbiamo raggiunto un successo anche grazie alla partecipazione della Russia, che a sua volta ha convinto il generale Haftar a venire a Palermo. Senza l'appoggio della Russia non sarebbe stato possibile.

Quando la Russia era nel G8: 26 giugno 2009, foto di gruppo dei Ministri degli Esteri al G8 di Trieste
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Quando la Russia era nel G8: 26 giugno 2009, foto di gruppo dei Ministri degli Esteri al G8 di Trieste

Di Primakov viene ricordato l'episodio della "inversione ad U nei cieli" ordinata mentre era in volo verso Washington quando seppe che la NATO iniziò a bombardare la Yugoslavia. Saper prendere decisioni e non eseguire dei diktat o adeguarsi a posizioni già prese da terzi: infelicemente è una frase che si adatta alla politica estera italiana degli ultimi anni, non trova?

Ci sono stati degli errori gravi: io ho ritenuto sbagliata la politica delle sanzioni ed il fatto che l'Italia abbia accettato questa politica.

Ho ritenuto ancora più sbagliata l'espulsione di diplomatici russi dall'Italia per un'accusa britannica che tuttora non ha trovato una prova in nessun giudizio e ritengo che quello che è scritto nel contratto del governo del presidente Conte possa portare ad uno sviluppo positivo. In quel contratto c'è scritto che la politica delle sanzioni va rivista.

Quindi, io mi auguro che l'Italia quando si discuterà del prossimo rinnovo ponga un problema politico. Le sanzioni si rinnovano o non si rinnovano all'unanimità e se si alzasse la voce dell'Italia, sono certo che anche altri paesi, come Grecia, Austria, Ungheria, Cipro la condividerebbero. E' il momento di rivedere le sanzioni, io spero che accada, sarebbe un buon risultato per la politica estera italiana.

Tra pochi mesi si voterà per le elezioni europee e nel nuovo parlamento che verrà eletto — guardando agli umori politici più in voga nel Vecchio Continente — potrebbe trovare posto un numero maggiore di eurodeputati con posizioni più vicine alla Russia. Lei cosa ne pensa?

Io mi auguro che ci sia un parlamento europeo più attento all'esigenza di collaborare in modo strategico con la Russia. Questa è un'esigenza innanzitutto dell'Europa e spero che nel nuovo parlamento europeo si alzino sempre di più le voci che dicano che bisogna coinvolgere la Russia, perché i principali temi di stabilità mondiale oggi non si risolvono se tutti i gli attori globali non siedono allo stesso tavolo. Io non immagino come sia possibile mettere sanzioni ad un paese come la Russia senza il quale la situazione in Siria, o in Libia, che a noi italiani tanto interessa, non si risolveranno mai.


Franco Frattini attualmente è presidente dell'Istituto di Studi Euroasiatici. E' stato ministro degli Esteri della Repubblica Italiana dal 2002 al 2004 e dal 2008 al 2011.  Dal 2004 al 2008 ha ricoperto l'incarico di commissario europeo per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza e vicepresidente della Commissione europea presieduta da Josè Barroso.

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Tema:
Relazioni italo russe (37)
Tags:
libro, Ambasciata d'Italia a Mosca, Evgeny Primakov, Franco Frattini, Roma, Mosca
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