07:21 14 Novembre 2018
Autoblù di carabinieri

Reggio Emilia, si è arreso Francesco Amato

© AFP 2018 / Filippo Monteforte
Italia
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Si è arreso Francesco Amato, l'uomo che si era barricato nell'ufficio postale di Pieve Modolena (frazione di Reggio Emilia) che da questa mattina ha tenuto in ostaggio alcuni dipendenti, armato di un coltello.

I quattro ostaggi sono stati liberati.

E' stato portato al comando provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia. Sul posto erano anche schierati i reparti speciali del Gis di Livorno, pronti a intervenire, ma - spiegano i militari - "non c'è stata nessuna irruzione. è stato un lavoro di negoziazione senza nessun tipo di intervento di forza". Amato ha infatti fatto uscire prima tutti gli ostaggi, all'ultima ha consegnato il coltello, per dimostrare la sua resa, poi è uscito e si è consegnato ai carabinieri.

Amato era stato condannato il 31 ottobre a 19 anni nel processo "Aemilia" sulla presenza della ‘ndrangheta al Nord Italia e su di lui pendeva un ordine di carcerazione. Aveva anche chiesto di parlare con il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Dopo ore di trattative con i carabinieri aveva rilasciato i clienti ed era rimasto con quattro dipendenti in ostaggio, riporta askanews.

La sua nipote era davanti all'ufficio postale di Pieve Modolena.

"Mio zio non è una persona cattiva. Mi dispiace per le povere persone lì dentro. Lo sta facendo perché pensa di aver avuto una condanna ingiusta. Non è colpevole, lo ha fatto perché è innocente. Lui non fa male a nessuno, vuole solo giustizia", ha detto lei.  

Cosa lo ha convinto di arrendersi?

"Il tempo, la pazienza e il dialogo coi negoziatori, che gli hanno fatto capire che non avrebbe potuto ottenere quello che chiedeva", - commenta il comandante provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia, colonnello Cristiano Desideri.

Chi è Francesco Amato

Francesco Amato è nato a Rosarno il 27 febbraio del 1963. Il 31 ottobre è stato condannato a 19 anni nel processo "Aemilia" sulla presenza della 'ndrangheta al Nord Italia. Secondo i parenti di Amato, questa è la sua protesta contro la condanna. "Vuole solo diminuita la pena: avere 19 anni sulle spalle una persona che non ha fatto nulla, fa bollire il sangue. Ha fatto questo solo per chiedere giustizia, non per far male alle persone, per vedere se gli danno una condanna diversa", ha detto il suo cognato, riporta rainews.

Reazione di Luigi di Maio

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