07:54 17 Novembre 2018
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Reggio Emilia, restano in ostaggio 4 persone: sul posto team dei reparti speciali

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In quattro ancora minacciati nelle Poste: "Dialogo prosegue".

Dall'ufficio postale di Pieve Modolena (frazione di Reggio Emilia) è uscita una delle cinque persone prese in ostaggio questa mattina da Francesco Amato, condannato il 31 ottobre a 19 anni nel processo "Aemilia" sulla presenza della 'ndrangheta al Nord Italia.

Gli ostaggi ancora nelle Poste sono scesi così a quattro, mentre prosegue la trattativa portata avanti dai negoziatori dei carabinieri.

Ad uscire dall'ufficio è stata una dipendente Annalisa Coluzzo, 54 anni: ha avuto un piccolo malore, subito risolto, e non ha voluto essere ricoverata. Ora lei sta bene.

L'uomo, nei cui confronti pende un ordine di carcerazione, è entrato nelle Poste di Via Fratelli Cervi con un coltello, trattenendo cinque persone e minacciando "Vi ammazzo tutti". Sul posto ci sono carabinieri e polizia, che stanno svolgendo trattative con Amato. Chiuse tutte le vie limitrofe.

La situazione sarebbe "sotto controllo": Amato, che - riferiscono i carabinieri - non sembra in uno stato molto lucido, "ha chiesto di parlare con dei politici sulla condanna, a suo dire ingiusta", in quanto lui sarebbe "sì un delinquente, ma un delinquente onesto, non mafioso".

L'uomo chiede di parlare con Matteo Salvini.

Sul posto, intanto, è arrivata anche un team del Gruppo di Intervento Speciale (G.I.S.) dei carabinieri, il reparto specializzato anche nella liberazione degli ostaggi. Da quanto fanno sapere i militari sul posto, però, un blitz al momento "è prematuro" e i negoziatori "sono ottimisti" sulla possibilità di risolvere il sequestro con il dialogo.

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Chi è Francesco Amato

Francesco Amato è nato a Rosarno il 27 febbraio del 1963. Il 31 ottobre è stato condannato a 19 anni nel processo "Aemilia" sulla presenza della 'ndrangheta al Nord Italia. Secondo i parenti di Amato, questa è la sua protesta contro la condanna. "Vuole solo diminuita la pena: avere 19 anni sulle spalle una persona che non ha fatto nulla, fa bollire il sangue. Ha fatto questo solo per chiedere giustizia, non per far male alle persone, per vedere se gli danno una condanna diversa", ha detto il suo cognato, riporta rainews.

La ​figlia di uno degli ostaggi:

"Mia madre è molto coraggiosa, ho visto che le tremava la voce, ma credo sappia cosa dire e cosa fare, non si merita nulla di quello che potrebbe fare questa persona", ha detto la figlia della direttrice dell'ufficio. E' stata lei a dare l'allarme. La ragazza, 22 anni, era nell'ufficio quando l'uomo è entrato nelle Postecon un coltello. Stava gridando "Vi ammazzo tutti". E' riuscita a scappare e allarmare i carabinieri. "Aveva in mano un coltello e lo puntava alle persone", ha detto lei, riporta rainews.

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Fonte: Askanews

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