15:35 15 Novembre 2018
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Balcani: capo Polizia Gabrielli, regione fondamentale per sicurezza dell’Italia

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"Non sempre la cooperazione è un concetto condiviso, perché molto spesso le informazioni nascondono anche interessi nazionali e quindi è un processo che va costruito giorno per giorno"

Cooperazione e condivisione. Sono le parole chiave del progetto Ipa 2017 "Contrasto al crimine organizzato nei Balcani occidentali" che ha riunito a Brindisi per una due giorni organizzata dal dipartimento di Pubblica Sicurezza, i ministri dell'Interno e i capi delle Polizia di Albania, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia e, per l'Italia, fra gli altri il sottosegretario all'Interno, Stefano Candiani, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero De Raho e il capo della Polizia Franco Gabrielli.

"Siamo venuti a Brindisi — ha detto Gabrielli, a margine della conferenza stampa organizzata a conclusione dei lavori della sessione della mattina — non solo perché Brindisi storicamente rappresenta questo ponte tra l'Occidente e l'Oriente, ma anche per sottolineare — ha spiegato — come in questi anni le attività delle forze di polizia e nello specifico della polizia di Stato è stata particolarmente incidente ed efficace. Questo il metodo — ha continuato Gabrielli — questa è la modalità con la quale intendiamo proseguire, non nascondendoci le difficoltà, le criticità, anche con riferimento alla condizione in cui a volte le forze di polizia sono costrette a lavorare. Per fortuna — ha chiarito — ancora ci sostiene la passione la convinzione che tutto quello che noi stiamo realizzando lo facciamo principalmente nell'interesse delle nostre comunità".

Quanto alla necessità che ci sia cooperazione, il capo della polizia ha sottolineato che "non sempre la cooperazione è un concetto condiviso, perché molto spesso le informazioni — ha spiegato — nascondono anche interessi nazionali e quindi è un processo che va costruito giorno per giorno, però — ha precisato — siamo molto soddisfatti, perché da tempo ormai guardiamo ai Balcani occidentali come un luogo fondamentale per la stessa sicurezza del nostro Paese, per i flussi migratori, per i traffici di sostanze stupefacenti, per i traffici di essere umani. Quello — ha aggiunto — è un luogo i cui livelli di sicurezza, ricadono pesantemente sulla condizione di sicurezza del nostro paese".

A proposito del progetto e di quanto sia stato fatto fino ad ora, Gabrielli ha ricordato che "sono già 18 le investigazioni realizzate tra il nostro Paese e i paesi che aderiscono a questo progetto. Questo sta significare — ha sottolineato — come il metodo del fare per imparare a fare meglio poi coinvolge i paesi che sono destinatari di questo progetto, ma anche il nostro stesso paese, perché rafforza i vincoli di amicizia, di collaborazione che nel tema della sicurezza — ha concluso — sono il presupposto fondamentale per garantire la sicurezza in ognuno dei nostri paesi".

Al di là delle paure che "appartengono al fatto che noi combattiamo la criminalità organizzata, il terrorismo internazionale e quindi sono tutte fonte di minaccia per l'economia, per la tranquillità delle nostre comunità, esiste anche la consapevolezza — ha detto Gabrielli — che il nostro Paese oggi esprime". Il capo della polizia infatti, ha spiegato che l'Italia ha "costruito un'architettura normativa e ha affinato strumenti di law enforcement che altri Paesi non hanno e che oggi — ha concluso — rappresentano nel mondo modello". Tutto questo, ha spiegato Gabrielli, non perché l'Italia sia stata più brava degli altri Paesi, ma perché "abbiamo dovuto combattere organizzazioni criminali particolarmente efferate, abbiamo avuto un terrorismo interno particolarmente sanguinario e un terrorismo internazionale nel passato".

Fonte: Agenzia Nova

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Sicurezza, Balcani, Italia
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