00:34 26 Settembre 2018
Una sfilata della collezione beachwear a CPM 2018Una sfilata della collezione beachwear a CPM 2018

La moda italiana torna protagonista a Mosca

© Sputnik . Albert Polyakov © Sputnik . Albert Polyakov
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Riccardo Pessarossi
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L'estate sta finendo, ma la prossima arriverà tra meno di un anno ed è attesa con fiducia dai marchi di abbigliamento italiani in Russia: il mercato è in ripresa ed il made in Italy ha gli strumenti giusti per battere la concorrenza di turchi, francesi e tedeschi.

Quattro giorni per scoprire quale look sfoggiare in vacanza e in città la prossima estate, raccogliere idee e impressioni, ma anche, e soprattutto, farsi apprezzare da nuovi potenziali rivenditori sul mercato russo e di tutto l'Est Europa. Dal 4 al 7 settembre si è svolta Mosca la 31° edizione di CPM (Collection Premiere Moscow), dedicata alla moda uomo, donna, bambino,  accessori, biancheria intima e beachwear, per le collezioni primavera-estate 2019.

CPM è la vetrina in cui i marchi ed i designer di 30 paesi diversi si presentano direttamente ai retailer russi e vede l'Italia protagonista, grazie all'impegno dell'Ente Moda Italia, che in collaborazione con l'ICE porta in fiera 108 brand italiani, presenti in tutte e tre le sezioni dell'esposizione: 86 nelle collezioni adulto uomo/donna, 14 collezioni bambino nella sezione Italian Kids Fashion@CPM e 9 collezioni intimo e beachwear nella sezione Body & Beach.

Collection Premiere Moscow si svolge con cadenza semestrale, a febbraio e settembre
© Sputnik . Albert Polyakov
Collection Premiere Moscow si svolge con cadenza semestrale, a febbraio e settembre

La Russia rimane quindi resta uno dei mercati di riferimento per la moda italiana, ed essere presente a Mosca e seguirne le evoluzioni è un fattore decisamente cruciale per gli operatori del Made in Italy, come spiega a Sputnik Italia Alberto Scaccioni, amministratore delegato di Ente Moda Italia.

I dati di Sistema Moda Italia sull'export italiano verso la Russia hanno fatto registrare un incremento di quasi il 4% nel primo trimestre 2018: c'è ottimismo quindi?

Le sensazioni sono sicuramente buone. Il dato che a noi come sempre ci conforta e che noi seguiamo sempre con attenzione è quello del prezzo del petrolio. Con il recupero forte che ha fatto il greggio nell'ultimo anno, ma anche negli ultimi sei mesi ci aspettavamo buoni riscontri dal mercato russo e li abbiamo trovati, anche indipendentemente dal rublo, che continua a oscillare, ma il petrolio dietro dà uno scenario di respiro un po' più ampio.  Qui a CPM Mosca incontriamo clienti che dopo la crisi sono ormai protagonisti consolidati, sono persone professionali con in mano gli strumenti giusti per stare sul mercato, che sanno bene cosa aspettarsi dalle aziende italiane, conoscono molto bene lo scenario ed il consumatore russo. Siamo nelle condizioni per poter tornare a performare con i numeri pre-crisi. Io ne sono convinto.

Ente Moda Italia accompagna all'estero, in tutto il mondo, le piccole e medie imprese dell'abbigliamento italiano. Qual è il fattore che le rende vincenti?

Quello che ci favorisce più di tutto è il rapporto prezzo-qualità. Essendo l'Italia un paese manifatturiero ha un'altissima capacità di creazione, progettazione, realizzazione del prodotto. Sembra una cosa banale, ma non lo è. Creare e produrre in casa ti consente di avere un controllo qualitativo ideale e ti consente di giocare bene sui costi industriali, di modo che ti presenti sul mercato con un prodotto che ha la giusta fascia di prezzo. Noi siamo tendenzialmente nella fascia di prezzo più alta, ma con un'offerta più interessante se parametrata ai concorrenti, sia in termini di stile, sia in termini di qualità industriale intrinseca nel prodotto.

Uno degli stand nel padiglione organizzato da Ente Moda Italia a CPM Moscow
© Sputnik . Albert Polyakov
Uno degli stand nel padiglione organizzato da Ente Moda Italia a CPM Moscow

Quindi, se cala il potere d'acquisto del cliente non deve calare la qualità del prodotto?

Il nostro mondo ti costringe a stare coi piedi per terra ed affinare i processi produttivi. Dalle crisi internazionali i produttori italiani sono usciti rafforzati perché hanno fatto molta ginnastica, molto lavoro sui costi, sui processi industriali. E' un esercizio molto importante, perché più che la ricerca dell'ultimo trend per il gusto di essere trendy è la ricerca di un corretto bilanciamento tra il valore tangibile delle cose che offri ed il prezzo al quale le offri che fa la differenza.

In Russia, drogati dai facili successi del periodo dal 2003 al 2008, in tanti l'hanno dimenticato e pensavano di poter vendere qualsiasi cosa a qualsiasi prezzo.

Alla luce dell'osservazioni che faceva prima, anche su rublo e petrolio, quello del prezzo è un elemento sempre in primo piano in Russia. A quali altri elementi presta attenzione il cliente che compra italiano?

Non c'è dubbio che i produttori italiani, le piccole e medie aziende sono quelle che hanno la capacità più alta, più sofisticata per il prezzo più corretto. I retailer russi, oramai hanno una buona esperienza alle spalle e lo sanno bene, perché il prodotto italiano non ha bisogno di troppa narrazione o campagne promozionale per essere venduto: il fitting è giusto, i tessuti ed i semi materiali sono giusti, il design ovviamente lo è, quindi è un prodotto certamente facile da un certo punto di vista, anche in una fascia come questa che non è quella delle grandi griffe internazionali, ma quella più corretta per la classe media. Non necessariamente dobbiamo andare a intercettare i ricchi, è giusto vestire bene la classe media dei grandi paesi.

Ribaltando la prospettiva, quali sono i concorrenti più aggressivi sul mercato russo per i prodotti italiani?

Sicuramente i turchi, in parte i francesi ed in parte i tedeschi. Seppur con delle grosse differenze: la Turchia è un paese manifatturiero, la Francia e la Germania non lo sono, per cui sono prodotti dove il "made in" non esiste. L'Italia si presenta con un pacchetto completo, dove c'è il Made in Italy, lo stile e la cura dei dettagli.

Il vantaggio è che in Italia si producono anche molti semilavorati, tessuti e filati. Il consumatore soprattutto quello femminile che è meno attento su certi dettagli dell'uomo ma è molto più attento all'equilibrio generale, queste cose le percepisce. Noi tendenzialmente competiamo con il prodotto domestico: in Russia questo ancora non si vede tanto, ed a noi ci mette in condizioni privilegiate. In altri paesi, penso a Corea e Cina invece rende tutto più difficile. Per questo la Russia è un mercato per noi così ambito e privilegiato, perché noi competiamo alla pari con competitor che sono stranieri come noi.

  • Una modella ad uno stand del padiglione italiano di CPM Moscow
    Una modella ad uno stand del padiglione italiano di CPM Moscow
    © Sputnik . Albert Polyakov
  • Una modella ad uno stand del padiglione italiano di CPM Moscow
    Una modella ad uno stand del padiglione italiano di CPM Moscow
    © Sputnik . Albert Polyakov
  • I retailer russi incontrano le case italiane ad Italian Kids Fashion@CPM, organizzato da Ente Moda Italia
    I retailer russi incontrano le case italiane ad Italian Kids Fashion@CPM, organizzato da Ente Moda Italia
    © Sputnik . Albert Polyakov
  • Una donna prova un copricapo in uno stand del padiglione italiano a CPM Moscow
    Una donna prova un copricapo in uno stand del padiglione italiano a CPM Moscow
    © Sputnik . Albert Polyakov
  • Lo spazio espositivo di CPM Moscow
    Lo spazio espositivo di CPM Moscow
    © Sputnik . Albert Polyakov
  • Il padiglione turco a CPM Moscow 2018
    Il padiglione turco a CPM Moscow 2018
  • A CPM Moscow 2018 nella sezione Body e Beach l'Italia è presente con 9 collezioni
    A CPM Moscow 2018 nella sezione Body e Beach l'Italia è presente con 9 collezioni
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  • Una sfilata della collezione beachwear a CPM 2018
    Una sfilata della collezione beachwear a CPM 2018
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  • Una sfilata della collezione beachwear a CPM 2018
    Una sfilata della collezione beachwear a CPM 2018
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Una modella ad uno stand del padiglione italiano di CPM Moscow

Come hanno sottolineato sia il direttore di ICE Mosca, Pier Paolo Celeste, sia l'ambasciatore Pasquale Terracciano un aspetto su cui si sta lavorando per rendere più efficaci gli scambi commerciali è la semplificazione dei controlli alle dogane, con i cosiddetti corridoi verdi. Qual è la vostra posizione in merito?

Noi siamo gli ultimi operatori, "sul marciapiede" e siamo quelli che vivono sulla pelle i problemi in dogana: parliamo di procedure minuziose per lo sdoganamento che si trasformano in ore di attesa e di rapporto lavoro con il doganiere, che diventa molto impegnativo se per ogni campionario ti vanno via tre o quattro ore tra fotografare, descrivere, etc. Quando io in fiera porto 80-100 di queste aziende, ci vorrebbe solo una settimana per stare in dogana, mentre il calendario delle ferie è molto fitto: oggi siamo a Mosca, ma da qui a fine settembre avremo tre altri appuntamenti, ad Hong Kong, New York e Almaty. Per noi che siamo intermediari commerciali e portiamo in giro le piccole e medie aziende, che hanno bisogno di muoversi con i loro campionari, in tempi stretti e non possono mandare le cose un mese prima in uno showroom che magari non hanno, il mondo ideale è quello senza dogane.

Come valuta la situazione attuale in Russia?

In Russia è stato così per un periodo, ma negli ultimi tempi abbiamo visto un inasprirsi delle regolamentazioni soprattutto per alcuni settori merceologici. Ora l'auspicio è che si torni a una gestione centrata sul buon senso, altrimenti diventa penalizzante sia per chi viene ad esportare, sia per chi importa. Le dogane sono sempre state un problema, fin dal Medioevo.

Ai giorni nostri al netto di tutte le caratteristiche di un mercato, si rischia che spesso siano le dogane a decretarne o meno il successo. Nessuno ha più tempo di stare due giorni in dogana.

 

 

La posizione dell'autore può non coincidere con quella della redazione

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