17:46 20 Ottobre 2018
Genova, il ponte crollato

Crolla ponte a Genova, è aperto il dibattito

© AFP 2018 / Andrea Leoni
Italia
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Tatiana Santi
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Sale il numero delle vittime provocate dal crollo del ponte Morandi sull’autostrada A10 a Genova, sono più di 30 i morti dell’orribile strage, decine i feriti. A causare il crollo potrebbe essere stato un cedimento strutturale, non si tratta del primo incidente ad un ponte, purtroppo non un caso raro. Perché?

Attendendo i risultati delle indagini in merito alla tragedia avvenuta a Genova, Sputnik Italia ha raggiunto per un commento a caldo sull'accaduto Andrea Prota, professore ordinario di tecnica delle costruzioni all'Università di Napoli Federico II.

— Professore Prota, quali possono essere le cause del crollo del ponte Morandi?

— Non conosco i dettagli del progetto, non sono stato sul posto, posso solo dare qualche giudizio a distanza. È un ponte degli anni '60, ha poco più di cinquant'anni di vita, ha degli impalcati, dove camminano le macchine, fatti in cemento armato precompresso. Ha dei piloni da cui partono i cosiddetti stralli, quegli elementi diagonali che vanno dalle torri dei piloni verso l'impalcato, dove ci sono le carreggiate.

Dal video che ho visto, che circola in rete, si nota come crolla un pilone con gli stralli, non si riesce a capire bene se è crollato prima l'impalcato o prima il pilone. Ci saranno le indagini, non mi sentono di dire il motivo esatto per cui è crollato. Difficilmente si potrebbe dire adesso. So che questo ponte, come tutti gli altri, subiva dei controlli previsti per legge dall'ente Autostrade. Esistono dei protocolli sui ponti di questo tipo, una volta soltanto che saranno state recuperate le vittime si comincerà a ragionare sulle motivazioni. Ho sentito che c'erano dei lavori in corso, ma non so di che tipo di lavori si parli. Cinquant'anni di vita non sono preoccupanti, ci deve essere stata un'anomalia. A naso escluderei la causa maltempo, perché si era verificato un cattivo tempo leggero.

— Sono tanti i precedenti di crolli di ponti e tratti autostradali in Italia. Qual è il problema: non si fanno i dovuti controlli e i lavori di manutenzione?

Il punto del crollo del viadotto Morandi
© REUTERS / Comando Vigili del Fuoco - Ufficio Stampa

— C'è stato un crollo alcuni anni fa vicino a Lecco. Abbiamo una rete stradale e infrastrutturale che ha la sua epoca. Dicevo che 50 anni non sono tantissimi, ma nemmeno pochi. Come succede per le automobili anche i ponti e gli edifici vanno controllati e tenuti sempre sotto osservazione. Tutti i ponti di grandi gestori, come Anas e Autostrade, sono soggetti a dei protocolli molto serrati. Sono capitati dei crolli, ma non sarei allarmista. Penso che abbiamo un Paese dove questo tema è ben presente, ovviamente c'è un problema di fondi che servono per fare le manutenzioni, non lancerei messaggi d'allarme sul discorso della sicurezza delle infrastrutture in generale. Ovviamente infrastrutture così critiche nel tempo si deteriorano, se si tratta di ponti c'è anche l'aspetto del traffico in aumento. A mio avviso si tratta di casi singoli e non di un problema generale. Quello che è successo è comunque molto grave e molto triste. Aspettiamo l'inchiesta che aiuterà a capire i motivi dell'incidente.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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