10:12 18 Agosto 2018
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I misteriosi tweet dell’Ambasciata russa

CC BY 2.0 / Philippe Put
Italia
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Alessio Trovato
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“Siamo in 10000!! Secondo alcuni esperti, siete tutti i russian troll inventati da qualche azienda di San Pietroburgo.... ma per noi siete più che reali! Grazie per tutto, amici!”

Questo il testo del misterioso tweet apparso sull'account ufficiale dell'Ambasciata russa in Italia il 9 luglio scorso. Sarà stato un messaggio in codice? Forse diecimila agenti segreti non aspettavano altro che proprio questo input per entrare in azione? Forse ci metteranno il novichok anche a noi nel cappuccino? Oppure sono hackers e adesso raccontano a tutti di quel sito che abbiamo visto su internet l'altra sera?

No, in realtà è tutto molto semplice e tranquillizzante, anzi divertente ma, per capirlo, è necessario procedere in ordine cronologico:

1. Gianni Riotta, noto giornalista italiano (naturalizzato USA), già Direttore TG1 e Sole 24 Ore, ora membro della Commissione Europea per la lotta alle FAKE NEWS (!?), in occasione del suo ultimo, recente viaggio in Russia, aveva scritto un tweet nel quale diceva che la Corte Suprema russa aveva dato autorizzazione alla polizia di sequestrare cellulari a chiunque avesse postato sui social media critiche al Governo Putin.

2. A stretto giro l'Ambasciata aveva deciso di reagire chiedendo gentilmente la fonte di questa informazione perchè senza fonte, tale affermazione sarebbe stata da considerarsi fake (Riotta fa parte della commissione proprio contro le fake).

​3. Riotta aveva risposto, dobbiamo dire, con una certa saccenza indicando quella che secondo lui era la fonte — il giornale Moscow Times — e trattando l'Ambasciata, anche questo va detto, non proprio con il rispetto che ci si aspetta in genere tra gentleman e ambasciate.

 4. Come ultima risposta l'Ambasciata aveva a sua volta fatto notare all'impavido Savonarola della caccia alle fake che il Moscow Time non è una fonte ma un giornale, che la disposizione in questione era atta a prevenire azioni terroristiche in occasione dei mondiali, non certo ad impedire la libertà di critica nei confronti di Presidente o Governo e, in perfetto stile diplomatico, chiudeva il discorso augurandogli semplicemente buona permanenza in Russia.

Da notare che un giornalista affermato dovrebbe sapere già da sè quale sia la differenza tra una fonte di informazione (in questo caso l'ordinanza della Corte Suprema stessa) e un giornale (Moscow Time) che, almeno così dovrebbe essere se il nostro mondo non fosse già sottosopra, le notizie non le crea ma le diffonde solamente.

​5. Riotta, toccato il fondo, invece di risalire, aveva deciso di iniziare a scavare e insistere dicendo che la risposta dell'Ambasciata era ridicola e che la colpa di tutti i commenti negativi ai suoi tweet era da attribuire ai troll fabbricati a San Pietroburgo.

6. L'account dell'Ambasciata di lì a poco ottiene un balzo di iscritti e follower tanto da arrivare in poco tempo a 10.000. Ecco quindi spiegato il misterioso tweet.

Il tocco del campione
© Sputnik . Alexey Filippov

Non trovate che tutto ciò sia incredibilmente divertente? In fondo è anche istruttivo. Se ricordate quella storia della Bild di cui parlavamo l'altro giorno, con la quale questa fa il paio, vedete bene che il mondo sta proprio cambiando. Ma questa non è una splendida notizia per voi lettori?

Pensate, oggi non sono più i giornalisti che manipolano i lettori, no! Siete voi lettori con i vostri tweet, commenti o condivisioni che potete manipolare giornalisti e mezzi di informazione. E' iniziato il Quinito Potere — questo il segreto del misterioso messaggio in codice dell'Ambasciata!

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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relazioni Italia-Russia, Italia, Russia
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