16:02 14 Novembre 2018
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Immigrazione, quanti falsi miti da sfatare

© Sputnik . Alejandro Martinez Velez
Italia
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Tatiana Santi
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“Fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare”, “pagano le pensioni agli italiani”, “solo loro fanno figli in un Paese morente”. Il presidente dell’Inps Boeri vede proprio nell’arrivo di nuovi immigrati la soluzione a tutti i problemi italiani. Gli immigrati sono davvero così indispensabili?

Mentre i giovani italiani scappano all'estero in cerca di un lavoro e mentre le famiglie rinunciano a fare figli per mancanza di sicurezze, secondo il presidente dell'Inps Tito Boeri l'Italia ha bisogno di immigrati. Sarebbe curioso capire se Boeri si riferisce ad altri immigrati ancora che finirebbero a lavorare sui campi senza contratto, quindi sottopagati e senza alcun diritto. Il cosiddetto lavoro che gli italiani non farebbero più.

Laura Tecce
© Foto : fornita da Laura Tecce
Laura Tecce

Per quanto riguarda il calo demografico, fenomeno preoccupante per il Paese, i dati Istat hanno mostrato come a fare meno figli siano tutti, italiani e immigrati. A mancare sono le sicurezze e il lavoro per poter mantenere una famiglia con i bimbi. Al di là della propaganda e delle dichiarazioni politiche del presidente dell'Inps, quali sono i miti legati all'immigrazione ancora da sfatare? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Laura Tecce, giornalista e sociologa.

— Laura Tecce, qual è il suo punto di vista sulla dichiarazione di Boeri in merito alla necessità di una maggiore immigrazione per pagare le pensioni ai contribuenti?

— Questo è lo slogan di tutti gli immigrazionisti, di chi è pro immigrazione e pro sostituzione della popolazione italiana, perché di questo si tratta. Boeri, che è il presidente dell'Inps, messo a capo dell'ente previdenziale da Renzi nel 2015, ha fatto dichiarazioni assolutamente opinabili. Ha affermato che l'invecchiamento della popolazione, il declino demografico e la fuga dei giovani all'estero possono essere compensati solo dagli immigrati.

Innanzitutto bisogna distinguere fra gli immigrati che già sono in Italia, pagano le tasse, sono regolari e quelli che il signor Boeri auspica debbano ancora arrivare. I primi critici dell'immigrazione di massa sono proprio gli immigrati che già vivono in Italia, perché sentono il peso di una situazione ormai insostenibile.

— Il presidente dell'Inps ha anche parlato dell'aspetto demografico secondo cui gli immigrati sarebbero fondamentali per aumentare la natalità. Che ne pensa?

— Il declino demografico non c'entra niente con l'immigrazione. Dovremmo mettere in condizione le famiglie italiane di fare dei figli, permettendo ai giovani di trovare lavoro. Un altro tema importante è la tutela della maternità, molte donne non lavorano perché hanno dei bambini piccoli, gli asili nido sono pieni. Fare dei figli oggi ha un costo elevato. Non c'entra niente l'immigrazione, diamo un nome alle cose. Chi afferma queste cose vuole la sostituzione.

Verona, Piazza dei Signori
© Sputnik . Konstantin Chalabov

Inoltre i giovani all'estero che andrebbero compensati con gli immigrati è un altro slogan. Noi importiamo un'immigrazione con un bassissimo livello di istruzione, come facciamo quindi a paragonare l'emigrazione dei giovani italiani laureati con chi arriva e non ha nemmeno il diploma? Si tratta di correlazioni che non stanno in piedi.

— Stando agli ultimi dati Istat vi è un fortissimo calo delle nascite, che riguarda però anche le famiglie di immigrati. In realtà sarebbe necessario sostenere le famiglie già presenti perché possano fare dei figli?

— Esattamente. Proprio per questo gli stessi immigrati regolari sono spaventati dal flusso di nuovi migranti. Se ci sono meno servizi, meno welfare e meno sanità, i problemi valgono anche per loro. Io non faccio differenze fra italiani, marocchini, albanesi, russi che stanno in Italia in modo regolare. Purtroppo non possiamo salvare l'Africa dalla miseria, non se ne può far carico l'Italia. Le affermazioni di Boeri sono assolutamente ideologiche, lui dovrebbe essere una parte terza, non un politico.

— "Gli immigrati fanno i lavori che oggi gli italiani non vogliono più fare". È un'altra affermazione di Boeri, ma anche uno slogan che si sente dire molto spesso questi ultimi anni. È davvero così o gli italiani semplicemente non vogliono essere sottopagati e vorrebbero avere invece dei diritti a lavoro?

— Questa è un'altra frase fatta. È chiaro che l'italiano a 3 euro l'ora senza tutele non farà questo lavoro. In Italia non sopravvivi con 3 euro l'ora. Vogliamo livellare verso il basso le condizioni di vita dell'Italia? Vogliono che diventiamo tutti più poveri? Bisogna parlare di adeguamento salariale e di tutela di lavoro, non di abbassare ulteriormente il costo del lavoro. Si può scatenare una lotta fra poveri altrimenti.

— Quali altri miti da sfatare esistono sull'immigrazione?

— Boeri ha detto un'altra cosa gravissima, cioè che il degrado delle periferie e la sicurezza non dipendono dall'immigrazione. Purtroppo non è vero, perché in Italia la maggior parte dei reati violenti sono commessi dagli immigrati, la percentuale di chi delinque è più alta di quella degli italiani. Basta vedere la componente della popolazione carceraria. Non so dove viva il signor Boeri, a Milano zona 1 o Roma centro, perché chiunque provi ad andare in una periferia di una media, grossa, ma anche piccola città italiana, si renderà conto che ci sono delle sacche di illegalità dovute all'immigrazione incontrollata.

Secondo Boeri non è vero che gli italiani si sentono insicuri, si parla molto ultimamente della percezione dell'insicurezza dicendo che non si tratta di un dato reale. Non è vero. Proviamo ad intervistare gli italiani, loro stessi diranno che non è vero, il problema legato alla sicurezza è reale. Gli italiani l'hanno manifestato con il voto, non solo il 4 marzo, ma anche alle ultime amministrative: la Lega ha vinto in città come Pisa, Massa e Siena, roccaforti della sinistra da decenni. Per gli italiani che hanno dato il voto a questo partito evidentemente la sicurezza non è una percezione, ma una cosa reale.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
immigrazione, Migranti, Intervista, Italia
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