19:56 19 Agosto 2018
Tarkhankut Nature Park in Crimea

Investimenti italiani in Crimea a scapito delle sanzioni

© Sputnik . Sergey Malgavko
Italia
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"Io di fatti dicevo ai miei amici italiani qui, abbiamo iniziato l'attività in Crimea, dico ogni volta che vengo qui che trovo qualcosa di diverso, vedo un passo davanti".

"Penso che in Crimea siano 2 settori su cui svilupparsi. Primo, e il turismo, e il secondo e l'agricoltura avanzata di qualità, come dei prodotti di preggio, le fragole, poiché una tipica agricoltura del Mediterraneo, il clima lo permette". Cosi Stefano Valdegamberi, Consigliere Regionale del Veneto nell'intervista a Sputnik France.

— La delegazione italiana non è per la prima volta in Crimea?

— No, io sono arrivato un Crimea da solo 3 anni fa.

— La penisola e cambiata o no?

Stefano Valdegamberi
© Foto : fornita da Eliseo Bertolasi
Stefano Valdegamberi

— Come no, e molto cambiata. Io di fatti dicevo ai miei amici italiani qui, abbiamo iniziato l'attività in Crimea, dico ogni volta che vengo qui che trovo qualcosa di diverso, vedo un passo davanti. Sta cambiando velocemente et cambierà anche di più adesso che c'è un nuovo ponte. Nonostante le sanzioni occidentali le mettono freno, pero la Russia sta investendo molto qui, si vede.

— Il  ponte di Crimea che deve essere finalizzato, Lei crede che questo potrebbe essere un collegamento con l'Europa, il continente?

— Sicuramente e molto importante perché oggi uno dei problemi di Crimea e dell'isolamento. Pero il ponte sara un impulso perché faciliterà l'arrivo degli uomini, delle persone, ma anche delle merci, du tutto ciò che viene trasportato. Per quanto riguarda la cosa più importante, sarebbe il collegamento diretto tra Simferopoli con il resto, gli altri capitali europee. Per arrivare in Crimea, Io ci metto una giornata di tempo, mentre basterebbero due ore e mezzo da Venezia in aereo per poter arrivare qui. Quindi ovviamente non e ciò che dipende dai Russi, ma dipende dalle sanzioni, dipende dalla cattiva, ingiusta idea dell'Europa di voler isolare, di punire la Crimea. Io credo che alla fine quando saranno tolte, molti imprenditori italiani guardano con attenzione nel settore vitivinicolo, nei settore dell'agricoltura e anche del turismo. Il problema e un solo: oggi hanno paura perché investire qui e difficile, non si possono muovere i capitali perché metti i rischi per la tua attività on Italia — la colpa di una politica totalmente sbagliata, fatta dall'Europa et dagli Stati Uniti. Et quindi però bisogna continuare.

— Lei è arrivato in Crimea con quali progetti?

— Abbiamo avuto ben tratte le relazioni in giro di un anno, d'imprenditori che partecipano alle piccole fiere qui. Mentre siamo qui ai forum, sono anche oggi abbiamo qui un gruppo d'imprenditori che sono qui a Yalta, a una fiera.

Abbiamo i stretti contatti, abbiamo imprese russe che sono in Italia. Caso mio personale, abbiamo iniziato con un partner russo la produzione delle fragole. L'azienda che si chiama Fragolina, qui vicino a Simferopoli. Le prime fragole — dovranno apparire fra un paio di mesi — che andando sul mercato russo sono fatte e prodotte in Crimea. L'intenzione e quella di portare la produzione ogni anno, sempre pui' forte per diventare il numero uno della produzione delle fragole in Crimea. Questo e stato fatto da un Russo, pero insieme, con tutto il know how italiano, tutte le piantine di fragole italiane, esperienza italiana, supporto tecnico italiano per fare un prodotto di qualita. Questa terra e veramente buona per fare questo tipo d'investimenti.

Penso che in Crimea siano 2 settori su cui svilupparsi. Primo, e il turismo, e il secondo e l'agricoltura avanzata di qualità, come dei prodotti di preggio, le fragole, poiché una tipica agricoltura del Mediterraneo, il clima lo permette. E quindi credo che sviluppando bene queste due cose, unitamente anche allo sviluppo delle tecnologie, questo e un luogo dove si esperimenta anche sulle nuove tecnologie, ci sono stati dei forum, i convegni interessanti che parlano di questo. La telematica, la robotica, ci può fare un luogo anche di applicazione delle tecnologie di alto livello. Unitamente allo sviluppo dell'agricoltura e del turismo, questo sono le formule che le danno grande a questo paese. Sono convinto che la Crimea avrà un futuro veramente d'intrecci nelle prossimi decenni.

— Quanto all'Italia, che settori sono stati colpiti di più per le sanzioni?

— Noi abbiamo il settore agricolo quello che a subito le maggiori pressioni. Poi ovviamente c'è stata una pressione anche per la svalutazione del rublo. Il rublo più forte permetteva maggiori importazioni e il rublo più debole ovviamente riduce il potere d'acquisto russo nei confronti dei nostri prodotti. Però un rublo più debole per noi può essere un'opportunità d'investire in Italia, in Russia. L'altra faccia di medaglia è come abbiamo avuto un incontro con un imprenditore di San Pietroburgo il quale ha dei progetti d'investimento qui anche in Crimea nel settore degli edilizi per fare dei prodotti per le manufatti, per edilizi in concrete, in cemento pressato. Io conosco in Italia diverse aziende — che, purtroppo, con la crisi del mercato immobiliare, di real estate in Italia hanno dovuto chiudere o ridurre la loro attività — che potrebbero essere interessati di portare i loro macchinari, esperienza e know how qui in Russia, in Crimea. E con un partner russo potevano sviluppare l'attività qui. L'idea che è suggerita — lui era molto d'accordo su questo — era che creeremo dei contatti anche in questo settore. Qui c'è un economia (a prete) immobiliare che dovrà solo che destinata a svilupparsi, a crescere et da noi invece satura.

— Nel contesto attuale delle tensioni con la Russia, è probabile che un giorno le sanzioni saranno nel passato?

— Non faccio previsioni, me lo auguro,  ma purtroppo dipende da quanto i nostri politici sanno fare bene il loro dovere e non fanno i burattini. Bisogna che abbiano più coraggio, avranno un po' la testa per cominciare a saper dire, a tutelare di più gli interessi anche dell'Italia, perché l'Italia è anche interessata della Russia, e reciproco.

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Investimenti, Stefano Valdegamberi, Crimea, Italia
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