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    Junsuke di BorboneCartellone di un concerto di Junsuke Kita

    Junsuke di Borbone, il principe di cartone che truffa Italia e Russia

    © Foto: Instagram © Foto : Salvatore Moltisanti
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    C'era un Borbone (falso) a Tokyo: la storia di un amore e di una truffa.

    Alla redazione di Sputnik si è rivolto Juan Tamen chiedendo aiuto per far luce su un'intricata e quasi poliziesca vicenda. Stando alle sue parole in Giappone ha fatto la sua comparsa un impostore che presentandosi come un principe della dinastia reale dei Borbone estorce denaro a poveri cittadini. Sputnik ha parlato con le vittime e i testimoni involontari dell'operato del "principe".

    La storia di Salvatore Moltisanti

    Nel 2013 Junsuke Kita, pianista ventenne giapponese, ha preso parte al prestigioso concorso musicale della fondazione IBLA. Secondo Salvatore Moltisanti, pianista italiano e presidente della fondazione, Junsuke non aveva un gran talento e la sua tecnica pianistica era quasi amatoriale. "Il ragazzo veniva da una famiglia povera, quindi decidemmo di dargli un'opportunità. Pensavamo che forse questo avrebbe potuto aiutarlo", riferisce il maestro. Junsuke Kita divenne uno dei candidati al premio IBLA Grand Prize ma non vinse il concorso.

    Junsuke Kita
    © Foto :
    Junsuke Kita

    In seguito Salvatore Moltisanti non ebbe più a che fare con il giovane pianista fino a che un giorno non fu contattato da una donna che desidera non rivelare il proprio nome. La donna gli inviò la copia di un documento in cui vi era la firma di Salvatore e chiese se proprio lui avesse firmato quel foglio. Nel documento c'era scritto che "Sua Eccellenza il Grande Maestro Principe di Sicilia il signor Junsuke Kita" e "Sua Eccellenza Imperiale la Regina d'Italia" stavano per partire alla volta del Giappone per una visita ufficiale. Sul documento erano state apposte le firme dell'allora premier Matteo Renzi e di Salvatore Moltisanti. E quest'ultimo era stato indicato come re, principe e granduca dei Borbone.

    "Al tempo pensai che fosse solamente una qualche strana vicenda" racconta Moltisanti. Quindi rispose che la sua firma su quel documento era falsa. E allora la donna gli spedì altri documenti e molte informazioni sul sedicente principe.

    La storia di Dewi Sukarno

    Fra quei documenti Salvatore Moltisanti ne trovò uno con la firma di Dewi Sukarno, la moglie dell'ex leader indonesiano, che era membro della fondazione IBLA. Come riporta sul suo sito Junsuke Kita, proprio lei gli avrebbe conferito un premio personale per i suoi successi in campo musicale.

    "Io non gli ho mai dato questo premio. Non è vero", ha raccontato a Sputnik Madame Sukarno. Stando alla sua dichiarazione alcuni anni prima Junsuke l'avrebbe contattata chiedendole di firmare un documento per l'assegnazione dell'IBLA Grand Prize.

    "In quel documento c'era uno spazio bianco vicino al mio nome e lui disse che, se non fossi potuta passare dalla sede di IBLA quell'anno, avrei dovuto apporvi la mia firma. E così firmai. Dovetti telefonare all'ufficio di New York per averne la conferma ma non pensavo che qualcuno potesse mentire sul fatto di aver ottenuto un premio", ha confessato Madame Sukarno.

    Venuto a sapere la storia di Dewi Sukarno, Salvatore Montisalti cominciò ad agire. Si rivolse alle ambasciate italiane ad Osaka e a Tokyo, all'ambasciata giapponese a New York, alla polizia di Osaka e sporse denuncia per falsificazione della firma.

    La storia di Junsuke Kita

    Stando alle informazioni pubblicate sul suo sito ufficiale, Junsuke Kita porta il titolo di "Sua Eccellenza reale Terzo principe maestro dei Borbone di Sicilia", che gli fu conferito nel 2013 dalla "152° Famiglia dei Borboni d'Italia e dalle Loro Eccellenze, il 152° Granduca e sua moglie la Granduchessa di Borbone". Come riporta Junsuke, questo fu il primo caso in "3000 anni di storia della casa reale dei Borbone in cui il titolo fu conferito a una persona esterna alla famiglia". Tra l'altro Junsuke continua a confondere i vari titoli: a volte è "principe maestro", a volte solo "principe", altre volte "granduca".

    Dal 2015, quasi affiancandosi al rappresentante della casa imperiale Volkov, ha cominciato ad organizzare riunioni della cosiddetta "Nuova Diplomazia Reale tra Russia e Italia". Questi giovani viaggiano in Europa, Russia e Asia presentandosi come rappresentanti di casate reali. In occasione delle loro "visite ufficiali" organizzano banchetti e cene di gala alle quali Junsuke suona il pianoforte. Una di queste cene per così dire "reali" costa una certa somma che finisce alla sedicente "Fondazione di Pace del Principe Junsuke". Se esista o meno una fondazione del genere è lecito dubitarne.

    Tutto ciò sembra un spettacolo di infima qualità nel quale gli attori non si sforzano nemmeno di recitare in modo verosimile. In Russia non è mai esistita una famiglia imperiale Volkov e la vera famiglia dei Borbone non ha mai conferito titoli per alti meriti nel pianoforte. Gli impostori si fanno fotografare in hotel di lusso, musei e sale da concerto facendo passare questi luoghi come palazzi e residenze personali.

    La storia della donna diventata regina

    Da circa due anni a tutti i ricevimenti e a tutte le cene di gala Junsuke è accompagnato da una donna anziana. Talvolta si è presentata col titolo di "Sua Eccellenza la 152° Duchessa d'Italia", e talvolta come regina d'Italia. Sputnik è riuscito a contattarla e a sapere la sua versione della storia.

    "Io e Junsuke ci incontrammo per caso. Sentii la sua musica, mi piacque e lo invitai nel mio Paese. Lui venne e rimase con me. Fra di noi nacquero alcuni sentimenti. Non si trattava di una storia d'amore normale come potreste pensare, dato che ho 73 anni. Io sono fiera di lui come una nonna. Ma l'ho sempre amato tantissimo. E questo è stato un sentimento reciproco. Junsuke mi invitò in Giappone.

    Io accettai ed ero sicura che sarei semplicemente andata ai suoi concerti ma Junsuke mi disse che non avrei avuto solamente il ruolo di ascoltatrice. E questa fu per me una grande sorpresa! Cosa ne voleva fare di me? Ma io non dubitavo di Junsuke. In quel momento ci conoscevamo già da un mese e mi aveva fatto una buona impressione. Tuttavia in Giappone io volevo capire cosa stesse succedendo e avere più informazioni. Quindi mi rivolsi a Moltisanti che ora si sta occupando dell'indagine.

    Lo scorso autunno io e Junsuke interrompemmo i nostri incontri. Ma due settimane fa ho ricevuto una sua bellissima lettera. Mi ha chiesto scusa, scrivendo che si era sbagliato e che voleva riappacificarsi con me. Io gli ho perdonato tutto"

    Al momento della nostra conversazione, la donna, che Junsuke chiamava o principessa o regina, aveva già firmato una lettera per la sua "abdicazione". Aveva contattato Salvatore Moltisanti inviandogli dei documenti che compromettevano il "principe". In seguito per ragioni a noi non note la donna smise di rispondere alle telefonate e ai messaggi di Salvatore e di Juan Tamen. Nell'esclusiva intervista a Sputnik dichiarò che era vittima di minacce:

    "Le persone che hanno avviato quest'indagine minacciano non solo me ma anche tutti coloro che hanno tentato di portare l'amore in questo mondo (da intendersi lei e Junsuke, ndr). Mi hanno mentito. Vogliono estorcermi ogni informazione e usarla per i loro fini. Non hanno compassione, vogliono distruggere la reputazione di Junsuke ad ogni costo".

    Come ha dichiarato Juan Tamen, che per primo ha raccontato questa storia, nei banchetti "reali" e nei viaggi la donna ha speso tutti i soldi lasciatile in eredità e adesso arriva con difficoltà alla fine del mese. Questo è il prezzo dell'amore.


    Prestate la massima attenzione e non credete a coloro che dichiarano di essere il principe Junsuke Kita e il granduca Sergej Volkov. Se siete in possesso di informazioni riguardanti questi soggetti oppure se siete stati oggetto di truffe da loro operate, rivolgetevi alla polizia. 

    Tags:
    Truffa, Junsuke Kita, Europa, Italia
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