20:49 17 Novembre 2018
Russian cities. Yalta

Sanzioni e fake news, accoppiata perdente

© Sputnik . Konstantin Chalabov
Italia
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Riccardo Pessarossi
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Oltre alle sanzioni, ci si mette anche la cattiva informazione ad aggiungere ostacoli sul cammino tra Europa e Russia, Italia compresa. Sulle Fake news si costruiscono le guerre e si distruggono le relazioni economiche.

E' questo l'allarme lanciato dalla giornata inaugurale del IV Forum Economico Internazionale di Yalta, «Futuro della Russia e del Mondo».

Mario Pietri
© Sputnik . Riccardo Pessarossi
Mario Pietri

Nella città dove si decise l'equilibrio mondiale dopo l'ultimo conflitto bellico, oggi tengono banco gli equilibrismi a cui sono costretti gli imprenditori interessati alle opportunità di questa regione. In un'intervista esclusiva a Sputnik Italia, Mario Pietri, amministratore di Team Work One, società che si occupa dell'assistenza a imprenditori italiani sul mercato russo, spiega come oltre alle sanzioni ci sia un altro ostacolo da eliminare, la disinformazione.

— Con quale spirito siete qui al IV Forum Economico Internazionale di Yalta?

— Siamo qui insieme all'Associazione Amici Italia Russia perché vediamo la Crimea come un ponte. Siamo presenti con una quindicina di aziende nei settori vitivinicolo, agroalimentare, edilizio, dell'innovazione nelle tecnologie produttive e dei servizi. Siamo alla seconda presenza qui a Yalta e stiamo cercando di sviluppare con fatica le relazioni tra le aziende del nostro territorio, la Crimea e la Federazione Russa. Andando contro corrente alle sanzioni, che danno tanti problemi.

— E chissà per quanto tempo continueranno a darne?

— L'ultimo esempio arriva da un produttore vitivinicolo che doveva essere presente qui, ma lavorando nel commerciale — non producendo — negli Stati Uniti, ha ricevuto delle pressioni che lo hanno portato a rinunciare a venire a questo Forum, pena l'inserimento in una black list. Noi non demordiamo e la speranza è che continuando questa esperienza e portando a risultati concreti, questo possa fare da volano per altre aziende che sono nel dubbio e temono gli eventi prima di impegnarsi.

— Regola numero uno del business, non fare affari con chi non conosci. Sembra impossibile oggi, in mondo dove le informazioni circolano velocissime, eppure tante opportunità restano sconosciute?

— Questo tipo di manifestazioni sono utili, ma l'altra necessità è informativa. Avvertiamo una forte carenza nel veicolare quelle informazioni in campo economico che il nostro mainstream veicoli in maniera non corretta. L'economia è la chiave di volta. Il punto centrale del conflitto tra i paesi europei, gli Usa e la Federazione Russa. E li che si gioca la partita ed è li che l'informazione è totalmente assente. Tantissimi progetti realizzati in Russia sono sconosciuti alla gran parte degli imprenditori. Ricordiamo che abbiamo un tessuto produttivo fatto di PMI, che non hanno gli strumenti delle grandi aziende per accedere alle informazioni debite su quanto succede, eppure avrebbero il potenziale per poter cogliere queste opportunità.

— Quale ruolo hanno gli organi ufficiali di rappresentanza per agevolare questo percorso?

— L'aspetto istituzionale è importante. Qualcosa viene fatto e anche molto bene, come la guida dell'Ambasciata Italiana sulle possibilità d'investimento nella Federazione Russa. Li però la Crimea non esiste. È comprensibile. Ma è un limite importante. Pensiamo alla Crimea che è così vicina al nostro paese. Siamo atterrati qui nel nuovo aeroporto di Sinferopoli, che potrà accogliere 6 milioni di passeggeri all'anno. Pensiamo se ci fossero dei voli diretti, delle possibilità di investire per i nostri tour operato. Oppure, se le crociere italiane nel mar Nero tornassero a fermarsi al porto di Yalta come sempre in passato. C'è la necessità di ripristinare relazioni quanto meno normali.

— Con quale auspicio saluta il Forum Economico Internazionale di Yalta?

— Vedendo il cambio globale dei pesi di poteri, la Crimea, la Russia sono la via ideale per la famosa via della seta e dei legami commerciali con l'Oriente. Ce lo dice la storia. Non bisogna più pensare alla Russia come a un territorio di conquista. Al contrario le sanzioni hanno un doppio scopo: danneggiare la Russia e l'Europa che è un competitor degli Stati Uniti. La speranza è che la politica si faccia carico della domanda che arriva dalla società. Tutte le iniziative sono importanti. Sono delle gocce in un mare è vero, ma si tratta di gocce che tutte insieme danno una direzione della volontà degli imprenditori di vedere una politica diversa.

Il IV Forum Economico Internazionale di Yalta si svolge dal 17 al 21 aprile presso il Mriya Resort e lo storico palazzo di Livadya a Yalta. Il tema dell'edizione 2018 è "Il Futuro del Mondo. Futuro della Russia". Sputnik è media partner ufficiale dell'evento.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Intervista, Economia, relazioni Italia-Russia, Yalta, Crimea, Russia
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