11:33 13 Dicembre 2018
Luce in Cattedra, un’installazione luminosa progettata dal Politecnico nell'ambito dell’iniziativa studentesca

Global Energy Prize Summit arriva a Torino

© Foto: Facebook / Politecnico di Torino
Italia
URL abbreviato
Marina Tantushyan
101

Al Politecnico di Torino arriva la settima edizione del Global Energy Prize Summit.

Il 18 aprile scienziati di importanza mondiale, politici ed esperti del settore di otto nazioni si incontreranno all'Energy Center per discutere delle più urgenti questioni riguardanti energia e clima nella conferenza "Modelisation & simulation of energy mix in the future digital world".

Il premio Global Energy Prize è nato nel 2002 in Russia per opera della Global Energy Association e con il supporto delle aziende russe leader in campo energetico come Gazprom, FGC UES e Surgutneftegas. Il Global Energy Prize è un premio internazionale che viene assegnato a progetti di ricerca scientifica e sviluppo tecnologico particolarmente significativi, che contribuiscono all'efficienza energetica e alle fonti energetiche ecosostenibili a beneficio dell'umanità.

Giorgio Napolitano con Francesco Profumo
© Foto : Presidenza della Repubblica
Giorgio Napolitano con Francesco Profumo

«Sin dalla sua creazione, il Global Energy Prize è entrato a far parte dei premi internazionali più prestigiosi, poiché raduna intorno a obiettivi condivisi la comunità creativa di scienziati, ricercatori ed esperti di energia provenienti dalla Russia e da molti altri Paesi. La sua credibilità cresce di anno in anno e la cerimonia di premiazione è rinomata per la sua atmosfera unica fatta di creatività, apertura mentale e solidarietà scientifica», — ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin.

Che valore ha il premio per la cooperazione energetica internazionale? Come si trasformeranno i rapporti energetici tra la Russia e l'Occidente? Sputnik Italia ne ha parlato con Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo, già Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca con delega all'Innovazione tecnologica, esperto del Global Energy Prize Summit.

— Dott. Profumo, come potrebbe definire l'importanza e gli obiettivi principali del Global Energy Prize Summit?

— Il GEP si pone come obiettivo quello di promuovere gli aspetti scientifici legati allo sviluppo del sistema energetico globale, ponendo l'accento sull'importanza della cooperazione internazionale e del supporto pubblico e privato — in termini di investimenti e risorse — allo studio degli attributi chiave dell'energia: approvvigionamenti, efficienza e sicurezza. Per questo motivo, il GEP prende in considerazione attività di ricerca scientifica e avanzamento tecnologico che mirino a contribuire alla sostenibilità e all'uso razionale dell'energia, e che siano in grado di avere ricadute positive di lungo termine sulla qualità della vita delle persone a scala globale. Il GEP Summit rappresenta, in particolare, l'occasione per riunire esperti di alto profilo internazionale, attivi nei diversi ambiti del settore energetico, per confrontarsi e discutere su visioni, sfide e problemi legati ai possibili futuri scenari energetici, quali la transizione energetica verso la decarbonizzazione, gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima, le possibili minacce alle reti e infrastrutture energetiche e l'impatto della digitalizzazione sul sistema.

— Il primo premio è stato consegnato ormai 16 anni fa. Com'è cambiato Global Energy Prize Summit nel corso degli anni dal punto di vista non soltanto quantitativo ma soprattutto qualitativo?

— Durante questo periodo, infatti, il GEP ha cercato di ampliare quanto più possibile il proprio raggio d'azione proponendosi come un'iniziativa globale, senza barriere geografiche. Basti pensare che, nel corso di questi 15 anni, 3000 persone da oltre 90 paesi sono state coinvolte nel processo di nomina dei candidati. La scelta dei premiati viene inoltre decisa da un Comitato Internazionale composto da 20 scienziati di 13 paesi. Questo ha portato, sinora, ad avere 35 vincitori da 11 paesi diversi: Canada, Francia, Germania, Islanda, Giappone, Russia, Svezia, Svizzera, Ucraina, Regno Unito e Stati Uniti. La crescita del livello qualitativo del premio è testimoniata dal fatto che, fra coloro che scelgono i candidati, vi siano premi Nobel in fisica e chimica e vincitori dei premi Kyoto, Max Planck, Wolf e Balzan.

Il secondo pilastro della crescita del GEP è rappresentato dalla comunicazione. A partire dal 2012, infatti, al GEP è stato affiancato il GEP Summit, destinato — come detto in precedenza — a essere occasione di incontro, dibattito e divulgazione delle principali innovazioni e cambiamenti che stanno caratterizzando in mondo dell'energia e di come questi potranno impattare sul futuro delle società, dei singoli cittadini e degli equilibri strategici e politici del pianeta. Questo Summit è stato tenuto nel 2013 presso il Parlamento Europeo a Bruxelles (aperto per la prima volta a un'organizzazione Russa), nel 2014 a Singapore, nel 2015 presso il Politecnico di Milano, nel 2016 a Mosca e nel 2017 a Lione, testimoniando così ulteriormente la dimensione internazionale che il GEP si è prefissato di avere.

— La Global Energy Association è una organizzazione non governativa il cui principale obiettivo è la divulgazione e lo sviluppo del campo della ricerca. Potrebbe parlare delle più importanti scoperte nel campo energetico?

— Il sistema energetico globale è un sistema certamente complesso e caratterizzato da grande dinamicità. Per questo, gli investimenti e le risorse impegnate nell'ambito della ricerca e sviluppo portano costantemente al miglioramento tecnologico e all'immissione sul mercato di nuove tecnologie in grado di rendere più efficiente l'uso dell'energia per il soddisfacimento dei bisogni delle società (produzione industriale, mobilità, impieghi domestici, ecc.). Pertanto, non è semplice enumerare e analizzare le diverse scoperte ed evoluzioni tecnologiche nell'ambito energetico, e soprattutto definire quali siano maggiormente innovative, proprio perché queste coprono l'intera catena energetica: dalla produzione, al trasporto di commodity energetiche, alla loro trasformazione fino agli usi finali. E ognuna fornisce il proprio contributo nel rendere il sistema più efficiente. Riferendosi alla transizione energetica, che è uno dei temi cardine affrontati nel GEP Summit, il cambiamento nel mix energetico richiesto, con una spinta forte verso la decarbonizzazione, ha determinato una forte innovazione legata, ad esempio, a:

  • Rendere sostenibile la penetrazione delle fonti rinnovabili nel mix di produzione di energia elettrica, attraverso lo sviluppo di sistemi di storage, che consentano la stabilità di sistemi elettrici fortemente basati su fonti non-programmabili (eolico, solare);
  • Lo sviluppo di sistemi di Carbon Capture and Storage (CCS) per la cattura e il sequestro (o stoccaggio) del carbonio, allo scopo di catturare la CO2 emessa dalla combustione delle fonti fossili, in modo da contribuire significativamente all'abbattimento emissivo richiesto dagli obiettivi di lungo periodo dei protocolli ambientali.

— Quest'anno il tema di discussione e` "Modellazione dell'equilibrio energetico nel futuro mondo digitale". Che impatto potrebbe, a Suo avviso, avere la digitalizzazione  sull'indice così importante per l'economia mondiale come quello il prezzo del petrolio?

— La digitalizzazione (che porta con sé concetti quali l'internet-of-things, i big data analytics, la realtà virtuale, la robotica e l'intelligenza artificiale) applicata al sistema energetico può determinare significativi cambiamenti, soprattutto a livello di sistemi energetici urbani (vista la forte spinta verso l'urbanizzazione attesa su scala globale), che sono destinati a diventare sempre più "smart" e interconnessi.

Naturalmente, anche la rivoluzione digitale richiederà tempi lunghi, e non è ragionevole attendersi uno stravolgimento del mix energetico dall'oggi al domani. A tendere, comunque, questa digitalizzazione potrebbe portare, ad esempio, a una riduzione dei consumi energetici degli edifici attraverso un incremento di efficienza, e a un'ottimizzazione integrata delle diverse domande (riscaldamento, raffrescamento, illuminazione, uso di apparecchiature elettriche, ricarica dei veicoli elettrici).

Essa potrebbe inoltre ben accoppiarsi con un'elettrificazione degli usi finali unita a una produzione di energia da fonti rinnovabili (in particolare, solare ed eolico), permettendo — proprio attraverso una gestione ottimizzata dei carichi — di superare le problematiche legate alla non-programmabilità di queste fonti, e a favorirne così la loro penetrazione.

Un'elettrificazione spinta potrebbe avvenire, sempre supportata dalla digitalizzazione, anche nel settore dei trasporti, sia pubblici che privati (con la diffusione di auto elettriche ed eventualmente a guida autonoma). Questo quadro comporterebbe da un lato la possibilità di implementare efficacemente le strategie di transizione energetica ma dall'altro avrebbe inevitabili ricadute, nel lungo termine, sulla struttura del mercato energetico come lo conosciamo e sicuramente impattare sul settore oil&gas e, di conseguenza, sui parametri economici a esso più strettamente correlati, come il prezzo del petrolio.

— Il Global Energy Prize Summit dimostra l'importanza della cooperazione energetica internazionale. Come valuta lo stato attuale dei rapporti energetici tra la Russia e l'Italia?

— Nel 2015 gli scambi bilaterali tra Italia e Russia sono stati rilevanti e superiori a 21 miliardi di euro. Nel 2015, l'export italiano verso la Russia è stato pari a 7,110.2 milioni di euro, mentre l'import italiano dalla Russia è stato di 14,259.28 milioni di euro.

In Russia operano circa 400 aziende italiane (70 delle quali con impianti produttivi), 8 istituti di credito e alcuni studi legali. I settori principali per l'export italiano sono quello delle apparecchiature e macchinari meccanici, il tessile, quello dell'arredamento e quello di produzione di materie plastiche e di prodotti farmaceutici.

Gli investimenti Russi in Italia sono rilevanti soprattutto nel comparto energetico e in quello siderurgico. Dal punto di vista energetico, nel 2015 la Russia ha contribuito per circa il 20.4% dell'import energetico nazionale complessivo (pari a 6,325 PJ) e per il 17.2% di quello Europeo (61,878 PJ). L'import energetico dalla Russia è stato pari a 2.63 volte quello dall'Iraq, 3.15 volte quello dalla Libia e 5.55 volte quello dall'Arabia Saudita. Di particolare importanza sono le importazioni di gas naturale, una commodity strategica per il sistema paese e per cui l'Italia ha un'elevatissima dipendenza dall'estero. Di queste importazioni, il 45.1% (pari a 27.7 miliardi di metri cubi) proviene dalla Russia, in particolare attraverso il gasdotto TAG.

Per quanto concerne il petrolio, la diversificazione degli approvvigionamenti nazionali è maggiore. Comunque, anche in questo ambito la Russia riveste un ruolo cardine, contribuendo per il 15.9% del totale. Per quanto riguarda, infine, il contributo all'import di combustibili solidi, la Russia pesa per il 20%.Tutto ciò fa sì che, se si calcola il peso percentuale della Russia negli usi finali di energia in Italia, si possa verificare che da essa dipende oltre il 20% dell'energia impiegata nei diversi settori (27.3% nell'industria, 22.3% nei trasporti, 27.3% nel residenziale, 28.6% nei servizi).

Questi dati testimoniano l'importanza strategica della Russia nel mix energetico nazionale e la necessità di un rapporto di cooperazione in grado di fronteggiare anche eventi legati a possibili instabilità e problematiche geopolitiche internazionali che potrebbero avere ripercussioni sull'approvvigionamento energetico e la sua sicurezza.

— Che ruolo svolgerà il gas russo nel mercato energetico europeo negli prossimi anni? Il blue-sky fuel russo potrebbe mantenere una grande rilevanza nel medio e lungo periodo?

— La Russia continuerà probabilmente a mantenere un ruolo chiave dal punto di vista del mercato del gas Europeo. Al riguardo, possono essere citati alcuni dei progetti infrastrutturali che potrebbero rafforzare il ruolo della Russia come player cardine dell'approvvigionamento del gas naturale.

Il raddoppio del gasdotto Nord Stream:

Il gasdotto sottomarino Nord Stream dal 2012 collega Russia e Germania (attraverso il Baltico), con una lunghezza di 1222 km e una capacità di 55 miliardi di metri cubi all'anno. Il suo raddoppio — che dovrebbe completarsi nel 2019 — ha determinato comunque un forte dibattito internazionale, per via del fatto che questo incrementerebbe ancor più la dipendenza energetica Europea dalla Russia.

Il Turkish Stream:

Gas
© flickr.com / Quasimime

Il gasdotto che ha rimpiazzato il progetto South Stream come collegamento verso l'Europa (in particolare, la Turchia, da dove potrebbe partire l'interconnessione con la Grecia) in grado di by-passare l'Ucraina (problema questo sorto con le diverse crisi geopolitiche tra l'Ucraina stessa e la Russia a partire dal 2006), con una capacità di 31.5 miliardi di metri cubi all'anno e una lunghezza di 1090 km. Questo progetto potrebbe, insieme al TAP, far rivestire all'Italia il ruolo di hub per il gas naturale nel sud Europa.

Il liquefattore Yamal LNG:

Questo terminal per la produzione di LNG e localizzato a Sabetta, nella penisola di Yamal, nella fascia artica, è già parzialmente operativo (il terzo e ultimo treno è atteso entrare in funzione nel 2019) ed ha una capacità complessiva di 16.5 milioni di tonnellate all'anno (5.5 per ciascun treno). Esso permette di seguire le rotte artiche a Nord verso i paesi asiatici nel periodo luglio-novembre, e le rotte verso i terminal europei (dove può avvenire il trasferimento dalle navi LNG rompighiaccio alle metaniere convenzionali) nel periodo dicembre-giugno.

Questo terminal è stato realizzato nell'ambito della Belt and Road Initiative cinese (China National Petroleum Corporation e Silk Road Fund hanno quote rispettivamente pari al 20.0% e al 9.9%) ed è destinato a rivestire un'importanza strategica notevole nell'export di gas Russo verso i paesi asiatici (Giappone, Corea del Sud, India), ma ad avere ripercussioni anche sul mercato dell'LNG Europeo.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Correlati:

Energia, Finlandia autorizza costruzione gasdotto Nord Stream-2
Energia, Lukoil: investiti 800 mln dollari annui in indagini geologiche
Non solo mozzarelle, quando il “Made With Italy” è energia
Energia, Gazprom: completato il 75% del gasdotto siberiano
Tags:
Intervista, Energia, summit, Torino, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik