11:08 18 Novembre 2018
Fibbia di cintura, Bronzo dorato, almandini

Lo splendore della Serbia romana in mostra ad Aquileia

© Foto : Federica Mariani, MondoMostre
Italia
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Tatiana Santi
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Un viaggio lungo le tracce dell’Impero Romano, ben sei secoli di storia racchiusi in una mostra che racconta i tesori della Serbia romana, territorio in cui nacquero ben 17 imperatori. I reperti esposti al pubblico parlano di terre legate ad Aquileia, crocevia strategico per l’Impero, città che ospita oggi lo splendore della Serbia romana.

"Tesori e Imperatori. Lo splendore della Serbia romana" è il nome di un viaggio alla scoperta delle tracce di un passato romano comune che parla anche al presente, ricordando le profonde radici fra i territori che una volta costituivano l'Impero Romano. Ritratti, icone, statuette, maestosi elmi da parata in argento e oro, sono unici i reperti esposti al pubblico ad Aquileia al Palazzo Meizlik fino al 3 giugno, oggetti di inestimabile bellezza provenienti dai principali musei nazionali serbi.

La mostra è organizzata dalla Fondazione Aquileia, dal Museo Nazionale di Belgrado e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, il Comune di Aquileia e l'Associazione Nazionale per Aquileia con il supporto di Cassa Rurale Fvg, FCA e Trieste Airport.

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© Foto : Federica Mariani, MondoMostre
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Nel contesto della visita, composta da 62 reperti, sono stati utilizzati anche supporti multimediali per creare un viaggio suggestivo attorno ad uno degli elementi geografici della zona, il maestoso fiume Danubio. Inoltre durante il percorso della mostra vi è un collegamento al mondo di Traiano, imperatore che lasciò grandi tracce in Serbia. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia, curatore della mostra.

— Cristiano Tiussi, quali sono le particolarità della mostra "Tesori e imperatori. Lo splendore della Serbia romana" aperta al pubblico ad Aquileia fino al 3 giugno? Da dove provengono i reperti esposti?

— Sono reperti che illustrano la storia della Serbia e provengono tutti dal territorio della Serbia romana, un territorio diviso fra tre province durante l'impero romano. I pezzi esposti raccontano il periodo dalla conquista da parte dell'Impero Romano fino all'arrivo delle popolazioni barbariche che abitavano al di là del Danubio.

Coronamento di scettro da parata
© Foto : Federica Mariani, MondoMostre
Coronamento di scettro da parata

I pezzi provengono dal sottosuolo serbo, i quali sono principalmente conservati presso il Museo Nazionale di Belgrado e presso altri musei nazionali, fra cui quello di Sremska Mitrovica, di Novi Sad, di Niš e di Zaječar. Il nostro punto di riferimento è il Museo Nazionale di Belgrado che, attualmente in ristrutturazione, ci ha consentito di portare ad Aquileia i principali reperti per questa mostra.

— Quali reperti vorrebbe citare in particolare per la loro bellezza e maestosità?

— Indubbiamente gli elmi da parata del IV secolo d.C. sono fra i pezzi più impressionanti per la bellezza, per l'uso di materiali preziosi e semipreziosi e per l'abilità degli artigiani. Sono pezzi unici che la Serbia continua a restituire. Pezzi di grande rilievo sono il ritratto di Costantino, che proviene dal suo luogo di origine, cioè Naissus, oggi chiamata Niš e il ritratto di Galerio, il quale proviene dall'attuale Gamzigrad, in antichità chiamata Felix Romuliana.

  • Elmo da parata, Inizi IV secolo
    Elmo da parata, Inizi IV secolo
    © Foto : Federica Mariani, MondoMostre
  • Elmo da parata, IV secolo
    Elmo da parata, IV secolo
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  • Elmo da parata
    Elmo da parata, IV secolo
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Elmo da parata, Inizi IV secolo

Parliamo di oggetti legati ad una dimensione imperiale, perché dal territorio dell'attuale Serbia nacquero ben 17 o 18 imperatori romani, i quali hanno omaggiato la loro terra d'origine con importanti opere edilizie e scultoree.

— La Serbia è un territorio che nell'antichità ha dato la vita a diversi imperatori romani, ma non tutti hanno in mente questa geografia cambiata nei secoli, no?

— Esattamente, mentre preparavamo la mostra qualcuno mi ha chiesto se la Serbia facesse parte dell'Impero Romano. La domanda è legittima, ma ci fa capire quanto per noi italiani ci sia una dimensione distorta rispetto ai confini dell'Impero. Fra il III e il IV secolo quella zona fu cruciale per i destini dell'Impero. Fra il 250 e il 450 il territorio in questione ha avuto un importante peso in relazione a tutte le vicende che caratterizzarono l'Impero Romano.

— Quanto è importante la mostra per i rapporti fra l'Italia e la Serbia?

— A mio avviso importantissima. La cultura è un elemento che getta dei ponti, riconoscere una base storico culturale comune aiuta i rapporti fra i nostri Paesi in senso più ampio. I rapporti buoni che la Repubblica di Serbia e la Repubblica Italiana mantengono da tempo sono stati decisivi, così come i rapporti della regione Friuli Venezia Giulia con la Serbia. Tutto ciò ha permesso lo svolgersi di operazioni culturali come questa, che vanno a rafforzare un clima generale di buoni rapporti. C'è stata una strettissima collaborazione con i colleghi serbi, la buona riuscita della mostra è un risultato di grande soddisfazione per tutti noi.

Testa dell’Imperatore Costantino il Grande
© Foto : Federica Mariani, MondoMostre
Testa dell’Imperatore Costantino il Grande

— La mostra, valorizzando i musei e i territori serbi, può avere anche un'influenza sui rapporti turistici fra i due Paesi?

— Credo di sì, la Serbia e i suoi siti archeologici, in particolare quelli romani sono siti di primo ordine proprio per il periodo tardo antico, fra il III e il V secolo. Il fatto che molti imperatori siano nati proprio in quel territorio e che vi abbiano costruito delle residenze ha lasciato delle tracce forti. Penso a Felix Romuliana oppure a Viminacium. È un territorio che merita davvero una visita.

Allo stesso tempo Fondazione Aquileia da più anni ha dei collegamenti diretti con Sirmium, Belgrado e Viminacium, è un rapporto nei due sensi. Abbiamo organizzato degli eventi per i giornalisti serbi lo scorso anno con un autobus che è partito da Aquileia, ha toccato Lubiana, Sremska Mitrovica e Viminacium. Il tour ha anche permesso ai giornalisti di area serba di vedere che cosa si si sta facendo ad Aquileia riportando in patria le proprie impressioni. Per noi è importante farci conoscere in questa terra che nell'antichità ebbe così tanti collegamenti con Aquileia.

Cameo di Belgrado
© Foto : Federica Mariani, MondoMostre
Cameo di Belgrado

— Qual è l'attualità della mostra e il messaggio che può dare ai visitatori oggi? Magari può insegnare qualcosa sulle barriere e su come sfruttare gli scambi fra diversi territori?

— Nel momento in cui andiamo a confrontarci su quelle che sono le nostre radici storiche in Europa troviamo sempre dei tratti che portano unione e che prevalgono sugli elementi di distinzione. È un messaggio sempre valido. È possibile ancora oggi trovare degli elementi che ci accomunano, superando la tentazione nel cuore dell'Europa di costruire delle barriere, un elemento fisicamente poco adatto al clima che i padri dell'Europa hanno voluto dare. Si costruiscono fili spinati o muri all'interno dell'Europa, quando invece toccando gli aspetti di una comune radice culturale, romana e non solo, notiamo che abbiamo dei punti di contatto fantastici.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
mostra, Arte, Storia, Intervista, Italia
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