09:36 14 Dicembre 2018
Elezioni politiche in Italia

"In Italia domenica si è esercitata la democrazia"

© Sputnik . Данило Гарсиа ди Мео
Italia
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Alessandro Bertoldi, consulente politico e analista, già dirigente del centrodestra (FI), ha rilasciato a Sputnik un'intervista riguardo ai risultati delle elezioni politiche italiane.

— Cosa pensa di questi risultati? Cosa può dire degli Stati d'animo nel Paese?

Alessandro Bertoldi
© Foto : fornita da Alessandro Bertoldi
Alessandro Bertoldi
— In Italia domenica si è esercitata la democrazia e come sempre quando questo è un bene. Negli ultimi 5 anni non avevamo mai votato, ma ci siamo ritrovati 4 diversi Governi non eletti e privi della fiducia del popolo. Tutti hanno il dovere di accettare ed ascoltare le decisioni dei cittadini, cercando di capire cosa hanno voluto comunicare alla classe dirigente del Paese anche con la loro protesta. E' chiaro che le forze di sistema e della politica tradizionale dopo questi risultati, risultano essere in declino anche in Italia oltre che, come già abbiamo visto, nel resto d'Europa. Nel Paese c'è voglia di cambiamento, poca fiducia nella politica in generale, ma i cittadini vogliono sicuramente cambiare mettendo alla prova le nuove forze politiche che hanno votato maggiormente a queste elezioni, il Movimento 5 Stelle e la nuova Lega. Tentare qualcosa di alternativo si vecchi Governi è prioritario per i cittadini, specialmente per chi è più in difficoltà. Le imprese e l'economia vivono un momento di incertezza perché non sanno cosa succederà, questi risultati sono stati un po' uno shock, inoltre non si sa se ci sarà o no un Governo e chi lo guiderà.

Credo presto vi saranno delle risposte e maggiore chiarezza anche dalla politica e credo che anche i nuovi leader politici sapranno rassicurare i mercati e che abbiano a cuore l'economia reale. Non sarà un periodo facile per l'Italia, ma mi sembra ci sia la consapevolezza e il senso di responsabilità da parte di tutte le forze politiche, queste elezioni le hanno fatte maturare, faranno quanto sarà necessario per trovare una soluzione e dare delle risposte agli italiani. Nonostante tutti i cambiamenti ho molta fiducia nel mio Paese, si è sempre risollevato ed è riuscito a trovare unità nei momenti più bui.

— Lega e M5S hanno definito i risultati la loro vittoria storica. Quindi di chi è la vittoria?

— Il Movimento 5 Stelle e la Lega sono senza dubbio i partiti che hanno vinto queste elezioni. Luigi Di Maio e Matteo Salvini i due leader giovani che sanno comunicare molto bene, in particolare il primo al sud del Paese ed il secondo al nord. Hanno dato delle risposte, perlomeno in campagna elettorale, a due grandi problemi del nostro Paese: la disoccupazione particolarmente alta nel meridione tra i giovani e il grande malcontento degli Italiani specialmente al nord per l'eccessiva presenza di stranieri e per il senso comune d'insicurezza. Entrambi i partiti hanno messo il lavoro al centro del loro programma politico.
Il vincitore politico e formale di queste elezioni è però il centrodestra unito. Insieme, la Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia hanno la maggioranza relativa dei seggi in Parlamento e il compito di trovare gli appoggi necessari a poter firmare un Governo.

— Cosa succederà dopo? Come si formerà il governo, visto che nessuno ha una netta maggioranza? Quanto è probabile che l'Italia abbia nuove elezioni dopo l'estate?

— Ora attendiamo che tra circa una decina di giorni si insedi il nuovo Parlamento. L'elezione del Presidente della Camera e quella del Presidente del Senato ci permetteranno già da subito di capire quali numeri esistono e che appoggi può avere il centrodestra o quali appoggi otterrebbero i 5 Stelle. Una volta che il Presidente della Repubblica avrà incontrato tutti i gruppi politici deciderà a chi affidare l'incarico di provare a formare un Governo che ottenga la maggioranza nei due rami del Parlamento. Non sarà facile, ma è possibile, altrimenti si tornerà a votare.

— Secondo lei, il Partito Democratico aprirà a delle alleanze?

Elezioni Politiche 2018
© Sputnik . Danilo Garsia di Meo
— Il Partito Democratico ufficialmente ha già detto che non sosterrà nessun Governo, ma è già diviso al suo interno e Renzi presto si dimetterà da Segretario, quindi non deciderà compatto ma si spaccherà. Si parla già di due componenti, quindi di due ipotesi possibili: la prima, che alcuni parlamentari del PD sostengano il Governo del centrodestra, la seconda ipotesi è che altri di loro sostengano i 5 Stelle. Alla fine bisognerà fare il conto e vedere quanti sono e quanti ne serviranno per raggiungere una o l'altra maggioranza.

Sono entrambe cose possibili, ma esiste anche la concreta possibilità che si torni al voto questo autunno.

— Questo risultato espone una divisione nord-sud nel paese?

Elezioni Politiche 2018
© Sputnik . Danilo Garsia di Meo
— Si, assolutamente. Il Paese non è mai stato così diviso politicamente tra nord e sud negli ultimi 100 anni, questa divisione è ben raffigurata dalla mappa del voto. Dove c'è una forte crisi economica ed occupazionale i voti sono andati ai 5 Stelle, mentre al nord dove il problema maggiormente percepito è quello della sicurezza e dell'immigrazione ha vinto la Lega. Se guardiamo l'immagine della mappa di come è ripartito il voto sembra quella di come era suddiviso il territorio italiano ai tempi del Regno delle due Sicilie. Al sud considerando l'altissimo livello di disoccupazione giovanile la proposta del M5S di dare il reddito di cittadinanza a chi non ha un lavoro ha pesato sicuramente in maniera importante sulla scelta delle persone più indigenti.

— Cosa significa questo risultato per il futuro delle relazioni dell'Italia con l'Europa?

— Questo risultato ha sicuramente un suo significato in termini di politica estera ed internazionale ed è un chiaro messaggio a Bruxelles. Il Partito Democratico, quello più filo europeo ed in parte Forza Italia sono usciti molto indeboliti dalle urne. Gli euroscettici sono ora la maggioranza assoluta del Parlamento, se sommiamo il consenso della Lega e quello dei 5 Stelle, ma anche quello di Fratelli d'Italia, arriviamo a quasi il 60 % del totale dei voti. Gli Italiani sono stufi di questa Unione Europea, vogliono senza dubbio cambiarla e non lasciarsi dire cosa fare a casa loro. L'apparato europeo dovrebbe ascoltare i popoli europei e chiedersi come e cosa cambiare di questa Ue in declino il prima possibile. Detto ciò non credo nessun governo sconvolgerà il rapporto con l'Europa perché esiste la consapevolezza che in questo momento di crisi globale il vecchio continente debba stare unito per affrontare le sfide globali, riformandosi però fortemente al suo interno, ci saranno comunque in ogni caso momenti di tensione. In tutta Europa la gente sta dando dei segnali chiari di sfiducia e voglia di cambiamento.

Le elezioni dovrebbero essere delle lezioni, sempre, per chi è al potere e non vanno mai criticati i risultati, ma vanno accettati e compresi fino in fondo.

Invece, rispetto al rapporto con gli Stati Uniti del presidente Donald Trump credo sia che governi il centrodestra sia che governino i 5 Stelle il rapporto non potrà che migliorare e questo vale ancora di più per quanto riguarda il rapporto con la Russia. L'Italia è l'unica nazione europea dove non esistono partiti anti russi e dove hanno vinto a grande maggioranza forze filo russe, se sommiamo i consensi di Lega, M5S, Fratelli d'Italia e Forza Italia arriviamo a circa il 70% dei voti. Tutti questi partiti sono contro le sanzioni alla Russia e per un rapporto più sinergico e strategico m con la Federazione Russa e il presidente Vladimir Putin. I principali leader e rappresentanti di questi partiti sono stati spesso anche con me in Crimea, Donbass e a Mosca. Penso la nostra politica estera migliorerà drasticamente chiunque sarà al Governo. 

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Opinione, politica, Intervista, Elezioni politiche 2018 in Italia, Lega, M5S, Alessandro Bertoldi, Italia
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