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    L'esordio di Buffon con l'Italia nel 1998, resta anche l'unica partita giocata da lui in Russia con la maglia azzurra

    Addio a Russia 2018, si infrange il sogno di Buffon e del piccolo Sasha

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    Riccardo Pessarossi
    Mondiali di Calcio 2018 (37)
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    In Italia non si parla d'altro: il fallimento della nazion(al)e. Ma anche in Russia c'è chi tifa per gli Azzurri e aspettava l'Italia la prossima estate. La FIGC di Tavecchio aveva anche già scelto il ritiro vicino a Mosca. Invece resta una sola consolazione: nel video di presentazione della Coppa del Mondo, la finale ipotetica è Italia-Russia.

    Nel 2010 il video di presentazione di Russia 2018 raccontava la storia di un bambino di nome Sasha, che usciva di casa con la maglia nazionale russa per giocare coi suoi amichetti in un campo spelacchiato di campagna e finiva per trovarsi in campo nella finale dei mondiali, segnando il gol della vittoria, indovinate a chi? Proprio al portiere azzurro Gianluigi Buffon.Ciò che sembrava impossibile, ovvero che la Russia ospitasse la fase finale di un campionato mondiale è ormai (quasi) realtà. Gli stadi sono stati costruiti e si attende solo più il sorteggio ufficiale dei gruppi. Ciò che, invece, fino all'altro ieri sembrava certo, ovvero che l'Italia fosse tra le 32 finaliste, è ora un sogno infranto, che accomuna il grande Gianluigi Buffon al piccolo Sasha.

    All'indomani dell'eliminazione azzurra contro la Svezia, Sputnik Italia ha chiesto a un tifoso italiano e ad uno russo che cosa fare. Seguire lo stesso i mondiali, annegando la delusione per la sconfitta della propria nazionale nella marea festosa del Mondiale, oppure dedicarsi ad altro?


    Dall'Italia, Beppe Franzo, scrittore, tifoso dagli anni '70, presidente dell'associazione "Quelli di Via Filadelfia".

    La vostra associazione "Quelli di Via Filadelfia" è impegnata da anni in un progetto di condivisione della memoria, che unisce le tragedie dell'Heysel del 1985 e del Luzhniki del 1982. Una vostra delegazione di tifosi è stata la prima (e al momento, di fatto, l'unica) che dall'Italia ha visitato lo stadio che ospiterà la finale dei Mondiali, lo scorso 20 ottobre, per rendere omaggio alla lapide dei caduti dopo l'incontro Spartak-Harlem del 1982. I vostri amici russi vi hanno scritto dopo l'eliminazione dell'Italia?

    Quando la tua squadra viene eliminata, parole, frasi consolatorie o altro, lasciano il tempo che trovano. Tendenzialmente evito di scrivere ad amici che so essere tifosi avversari se la loro squadra perde, a meno di reciprochi sfottò che rientrano nella logica del Calcio. Credo che spesso il silenzio sia molto più rispettoso. Con gli amici russi abbiamo intrapreso il cammino di una Memoria condivisa che sta creando presupposti e amicizie fraterne fino a poco tempo fa inimmaginabili.  I valori e i principi che ci accomunano sono così alti e nobili che una semplice eliminazione calcistica passa in second'ordine.  Non saremo fisicamente lì con loro ai Mondiali, ma saranno nei nostri pensieri.  E quale occasione migliore, almeno per me, per tifare Russia?

    Qual è lo stato d'animo dei tifosi italiani dopo la mancata qualificazione della nazionale ai Mondiali di Russia?

    Profonda amarezza e delusione, anche se dopo la partita dell'andata non nutrivamo troppe speranze. Da italiano e tifoso juventino, considero l'epilogo di un percorso dell'attuale Federazione nato male e finito ancor peggio. Un'accozzaglia di burocrati scriteriati, incompetenti e presuntuosi, accomodanti verso i lacchè di turno. Un tecnico, il cui pedigree calcistico è più significativo di tante parole, è stata la scelta prediletta di questa banda di incompetenti. I frutti sono davanti agli occhi di tutti.

    Con questa sconfitta lasciano l'azzurro giocatori come Buffon, De Rossi, Barzagli, Chiellini, che forse sono tra gli ultimi ad aver incarnato l'ideale un pò romantico dell'attaccamento alla maglia, e dell'impegno, tanto nel club quanto nella nazionale. Che ne sarà dopo di loro?

    Gli uomini passano, è fisiologico. Ogni epoca ha la sua storia e i suoi protagonisti. Dire che non ci saranno più giocatori come loro è azzardato e prematuro. Il Calcio degli Anni ‘30 aveva le sue peculiarità, diverse da quelle degli anni ‘50, ‘60 o ‘90. Certo è che sono bandiere e, come ogni bandiera, quando si ammaina, va salutata con rispetto.

    Senza l'Italia ha senso vedere il Mondiale e magari farlo dal vivo in Russia, oppure meglio sfruttare l'assenza degli azzurri per "disintossicarsi" un po' dal calcio?

    Il malato di calcio è incurabile, per cui bastano 22 uomini in mutande, una palla e due porte e la sua attenzione verrà attratta dal match del momento, indipendentemente dal fatto che giochi o meno la sua squadra del cuore. Sicuramente l'assenza dell'Italia avrà il suo peso, anche economico, perché molti sarebbero stati quelli che, approfittando delle partite della nazionale, avrebbero visitato la Russia. Non credo, salvo sporadici casi, che partiranno degli italiani per assistere al Mondiale, perché il turismo calcistico abbina la Passione per la propria Maglia, e preferirà sicuramente partite future e luoghi diversi.


    ​Dalla Russia, Nobel Arustamyan, commentatore di MATCH TV, tifoso degli azzurri "da sempre".

    Domanda al giornalista Arustamyan: Quali emozioni hai provato nel commentare la partita di ieri?

    Per me è stato il reportage più difficile della mia carriera. Dentro di me percepivo che c'era il tifoso che mano a mano che passava il tempo era sempre più deluso e poi c'era il commentatore che doveva cercare di rimanere obiettivo al massimo e non lasciar trasparire emozioni, visto che per un ascoltatore russo l'Italia e la Svezia sono comunque due squadre neutrali. Nell'intervallo, dopo che l'Italia non aveva fatto gol nel primo tempo, ho scritto ai miei amici dicendo che non c'era più nulla da fare e che si prefigurava un fiasco. La cosa peggiore è che la Svezia ha battuto l'Italia, all'italiana.

    Domanda al tifoso Nobel: com'è nata la tua passione per l'Italia e per la nazionale italiana?

    I miei amici i miei ed i miei parenti non capiscono il mio amore per l'Italia. Non ho niente d'italiano, nessun legame col paese, non ho mai vissuto in Italia. Ma è da quando avevo 7-8 anni che tifo per il calcio italiano. Tutto è iniziato con la Juventus del mio idolo Alex Del Piero e poi è sfociato nella nazionale italiana. Siccome negli anni ‘90 la Russia giocava male ed ha mancato la partecipazione a grandi tornei, come i Mondiali del 1998 e gli Europei del 2000, molti ragazzi di allora tifavano per altre nazionali e molti come me scelsero l'Italia. In quegli anni in Russia il calcio non era così fruibile come oggi. In tv si vedeva una partita, non c'erano tanti negozi di articoli sportivi con le maglie delle squadre. Pensa che io sono riuscito a comprare la mia prima maglia azzurra soltanto prima del campionato del mondo del 2006: con lei addosso ho visto tutte le partite dell'Italia nel mondiale vinto. L'ho indossata anche durante le partite degli Europei del 2008 e del 2012, ai Mondiali del 2010.  Poi quando ero in Brasile nel 2014 si è rovinata e diciamo che "ha smesso di assolvere la sua funzione".

    Forse era un segnale che sia per te, sia per la squadra bisognava "rinnovare il guardaroba"?

    Può essere. Ho comprato una nuova maglietta agli Europei in Francia ma non ha dato i suoi frutti.

    Quando la Russia è stata scelta come paese organizzatore dei Mondiali, di sicuro sarai stato felice al pensiero di vedere da vicino i tuoi beniamini.

    Mi immaginavo di poter seguire tutte le partite, parlare coi giocatori ed anche con i tifosi.  Sapevo anche che la Federazione italiana aveva scelto già il luogo dove fare il ritiro.

    Dove?

    Nella provincia di Mosca, erano venuti a visionarlo già un annetto fa.

    Adesso che tutto è finito nel peggiore dei modi, che cosa provi?

    E' una brutta sensazione quella di vedere i Mondiali nel proprio paese senza la propria nazionale preferita. Ora quando perde l'Italia sono triste. Col tempo mi sono appassionato al paese. Mi piacciono il modo di vivere, la cultura, mi piace trascorrere le vacanze in Italia. Non ho ancora imparato l'italiano, ma spero di riuscirci nella mia vita. Sono felice che le emozioni della mia infanzia siano ancora con me, oggi che non sono più un ragazzino, perché tutte le emozioni che compaiono negli anni della gioventù sono le più belle.

    Che cosa ti senti di dire ai tifosi italiani che volevano venire a vedere i Mondiali del 2018 in Russia ed ora invece si trovano senza il motivo principale per farlo?  

    So che gli italiani amano la Russia e la considerano un paese a loro vicino per cultura e mentalità. Sappiate che la Russia è un paese molto ospitale e attende con impazienza il campionato del mondo, e così come i tifosi italiani, siamo delusi anche noi. Venire ai Mondiali senza tifare per nessuno, è difficile e forse sbagliato, ma dico lo stesso di venire a vedere la Russia, a conoscere la sua cultura, a scoprire le città che ospiteranno il mondiale. Invito tutti e spero di vedere per le strade di Mosca, San Pietroburgo, Samara, Kazan, Sochi e tutte le altre città delle persone con le bandiere italiane o con le maglie azzurre. Proviamo a goderci lo stesso questo Mondiale, consoliamoci pensando che dopotutto l'Italia resta una squadre 4 volte campione del mondo ed una delle migliori nazionali. E' tutto il giorno che amici mi scrivono e mi dicono "su col morale", l'Italia tornerà grande. Certo sono tutte parole, ma in ogni caso, Forza Azzurri!

    ​La prossima Coppa del Mondo di calcio si svolgerà in Russia dal 14 giugno al 15 luglio 2018.

    Le partite della fase a gironi si giocheranno in 11 città: Kaliningrad, San Pietroburgo, Mosca, Nizhny Novgorod, Kazan, Saransk, Samara, Ekaterinburg, Volgograd, Rostov e Sochi.

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