22:13 18 Settembre 2020
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Cento chilogrammi, come la K100 su cui scorazzano molti di loro. Ma questa volta i motociclisti romani per far del bene scendono dalla sella e provano a raccogliere cento chilogrammi di materiale scolastico da donare ai bambini del Donbass.

Ci sono guerre che non hanno grida, passano sotto il silenzio quasi totale dei media, sono le guerre più cattive, quelle che non hanno aiuti se non da quelle poche organizzazioni che si gettano tra il disagio ed il pericolo per dare una mano. Il 21 settembre a Roma, a Ponte Milvio, alle ore 21,00, si terrà una raccolta di materiale scolastico destinato ai bambini del Donbass organizzata dai motociclisti italiani. L'obiettivo è quello di raggiungere 100 chilogrammi di materiale — quaderni, penne, gomme e matite, colori, tutte le cose che si usano a scuola.

Sputnik Italia ha intervistato l'organizzatrice di questa iniziativa, Claudia Corbut, dell'associazione "Speranza".

Claudia, ci racconta com'è nata l'idea di realizzare questo progetto di solidarietà?

Un paio di mesi fa avevo fatto una piccola raccolta di materiale scolastico per i bambini del Donbass. Ho visto che tutti i miei amici che hanno partecipato a questa iniziativa, sono stati molto disponibili e mi hanno dato fiducia. E quindi in 2-3 giorni sono riuscita a raccogliere 32 kilogrammi di materiale. Dopodiché insieme alla presidente della nostra Associazione "Speranza" Irina Vikhoreva abbiamo mandato tutto nel Donbass tramite un canale sicuro e in effetti neanche una matita è andata persa. Questo primo piccolo successo mi ha ispirato tantissimo e quindi ho avuto l'idea di continuare di avere un obiettivo un po' più ambizioso — raccogliere 100 kili di materiale scolastico per i bambini che ne hanno molto bisogno.

Come mai i motociclisti italiani hanno deciso di dare una mano ai bambini del Donbass?

Abbiamo chiamato la nostra raccolta  "100 kili" in onore di una motocicletta BMW che si chiama K100. Ci sono tanti gruppi di motociclisti che fanno vari progetti di solidarietà. C'è, per esempio, l'Associazione Solidarietà Bikers guidata da Mirko Sperati che ha circa 700 iscritti e che organizza raduni per aiutare tutte le realtà sociali in difficoltà. Tramite un mio amico motociclista una decina di giorni fa ho lanciato questa idea e loro hanno risposto subito con partecipazione e interesse al mio appello per il Donbass. Adesso vedo che anche altri gruppi di bikers hanno condiviso il nostro post sulla raccolta.

Quante persone si sono iscritte alla vostra iniziativa? Da dove provengono?

Secondo le nostre stime preliminari, a Ponte Milvio ci saranno circa 400 bikers provenienti da Roma però non è escluso che verrà molta più gente, perché grazie alla mobilitazione i motociclisti sono capaci di muovere centinaia di persone. Però anche se fossero solo 200 e ognuno porta un kilo, possiamo già raddoppiare il nostro obiettivo. Sinceramente non pensavo di avere tutta questa attenzione e che l'idea si allargasse a tantissimi gruppi.

Come è stata accolta questa manifestazione dalle autorità romane? Avete chiesto una autorizzazione?

In effetti i bikers si incontrano a Ponte Milvo ogni giovedì. E quindi anche questo giovedì ci riuniamo portando ognuno un quaderno, una gomma, una matita. Non c'è bisogno di autorizzazione perché non è che si farà chi sa quale manifestazione. Si va solamente per portare il materiale.

Come sarà organizzata questa serata di beneficenza?

Noi siamo pronti, abbiamo a disposizione macchine, furgoni e scatole per ricevere questo materiale. Poi ci sarà Irina che verrà con le bandiere e lo striscione. I motociclisti, come c'è scritto nel nostro post, sono "una strana meravigliosa gente". Se sei lì e ti metti mezz'ora a spiegare, dopo 10 minuti ognuno sta per conto suo e non ti segue più. Per cui Irina farà una sintesi breve per spiegare in massimo 10 minuti un po' la realtà del Donbass. Perché i bikers hanno capito che l'obiettivo principale del nostro incontro è di aiutare i bambini del Donbass. Quindi noi ci riuniamo, portiamo le cose e la facciamo. Punto.

Come, a Suo avviso, si può rompere il silenzio internazionale su questa guerra in cui, come in tutte le guerre, i bambini sono le principali vittime innocenti?

Cosi, facendo questo tipo di iniziative tra le persone normali nella quotidianità e utilizzando sicuramente il passa parola. Secondo me, ha più effetto un' iniziativa del genere che l'invito ad una conferenza con vari relatori e esperti che intervengono con titoli ufficiali.   

Pensate di allargare questa iniziativa coinvolgendo altre città italiane e altre organizzazioni per sensibilizzare l'opinione pubblica italiana sulla tragedia umanitaria in atto nel Donbass? 

Noi siamo collegati con gli altri gruppi di motociclisti sul tutto territorio italiano. Sarebbe sicuramente ottimo replicare questa nostra iniziativa in altre piccole e grande città d'Italia. Perché no?

 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione dell'autore

Tags:
bambini, Aiuti umanitari, Buona Scuola, Donbass, Roma
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