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    Merano, "oltraggio il centro d'accoglienza per migranti" nella ex chiesa ortodossa

    © REUTERS/ Peter Bader
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    A Merano è polemica per la decisione della provincia di usare come centro di accoglienza per migranti i locali dello storico palazzo Zarenbrunn che ospita la chiesa ortodossa russa di San Nicola Taumaturgo.

    Spuntik Italia ha ricevuto il seguente appello, firmato da più di venti personalità del mondo politico, imprenditoriale e del giornalismo, contro la decisione della provincia di Bolzano di usare la storica tenuta di Palazzo Zarenbrunn, donata alla città da nobili russi a fine '800, come centro di accoglienza per i migranti.

    Secondo quanto pubblicato da organi di stampa locali, l'antica dimora dovrebbe ospitare tra i venti ed i venticinque profughi minorenni, che arriveranno a breve sul territorio e fanno parte di un gruppo aggiuntivo rispetto alla quota già assegnata alla provincia altoatesina.

    Di seguito il testo dell'appello:


    Palazzo Zarenbrunn in via Schaffer a Merano fu costruito in stile classicistico dall'architetto meranese Tobias Brenner, per volontà e grazie all'ingente lascito della ricca duchessa moscovita Nadezda Ivanovna Borodina, che aveva a lungo soggiornato a Merano per curarsi della tubercolosi, così come fin dalla fine del 1700 soggiornarono a Merano molte facoltose personalità russe che intendevano beneficiare delle favorevoli condizioni climatiche offerte dalla città. 

    Il complesso Zarenbrunn ospita, sotto la cupola a bulbo, la chiesa ortodossa di S. Nicola Taumaturgo, con iconostasi lignea e una preziosa collezione di icone, arredi sacri, testi in diverse lingue, documenti e testimonianze riguardanti la comunità russo-ortodossa che risiedeva stabilmente o soggiornava stagionalmente a Merano.

    La struttura è di proprietà della Provincia autonoma di Bolzano che lo scorso anno ha reso noto di voler concedere per 9 anni i locali di Villa Borodine alle associazioni russe altoatesine, e di voler voler affidare la chiesa al Coordinamento delle chiese russe-ortodosse d'Italia, scelte a parer nostro del tutto corrette e condivisibili, rendere fruibile ai cittadini la struttura ed in particolare affidarla alla comunità russa locale pare giusto, saggio e doveroso.

    Al contrario, apprendiamo con disappunto in queste settimane attraverso gli organi d'informazione che le intenzioni della Provincia e dell'Amministrazione comunale siano cambiate drasticamente, e che  intendano destinare lo stesso palazzo storico all'accoglienza degli immigrati che giungeranno in Alto Adige. 

    Ebbene, questa scelta è a parer nostro del tutto inaccettabile, non intendiamo entrare nel merito delle politiche sull'immigrazione che intendono adottare le Amministrazioni locali, ma non possiamo assistere silenti alla trasformazione di uno dei più importanti e storici contributi architettonici della cultura russa nel nostro Paese in un centro d'accoglienza per migranti. Esisteranno certamente luoghi più consoni sul territorio meranese. Palazzo Zarenbrunn e la chiesa di San Nicola devono tornare nella disponibilità della cittadinanza meranese ed essere affidati alla comunità russa, i quali antenati hanno voluto e donato quest'importante complesso alla nostra Terra. Una scelta così inopportuna come quella che si accingono a fare Provincia e Comune, dimostrando una scarsa sensibilità circa il valore storico-artistico e simbolico della struttura, rischia seriamente di essere interpretata come un'offesa per l'intera comunità russa in Italia e un oltraggio nei confronti della Russia stessa. Auspichiamo vivamente che il progetto d'accoglienza a palazzo Zarenbrunn venga al più presto abbandonato e che si possa tornare sulla strada intrapresa nel 2016, restituendo così una volta per tutte l'area a chi la ha a cuore. Con la presente porteremo a conoscenza di quanto sta per accadere anche le Autorità russe, italiane e la diplomazia che si occupa delle relazioni tra Italia e Russia.

    I firmatari del presente si costituiscono in Comitato, dando vita a partire da oggi ad un movimento d'opinione che persisterà in iniziative finalizzate alla restituzione di palazzo Zarenbrunn alla Comunità Russa, il Comitato verrà soppresso soltanto una volta che la situazione verrà risolta.


    Tra gli altri, l'appello è stato sottoscritto da Luis Durnwalder, ex Presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Rosario Alessandrello, presidente della Camera di Commercio Italo-Russa, Andrey Pruss, direttore Centro russo Borodina Merano , Bernhard Kiem, già console onorario della Federazione Russa a Bolzano ed Ennio Bordato, Presidente "Aiutateci a salvare i bambini onlus".

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