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    Vladimir Putin

    Putin e la rinascita dei valori cristiani

    © Sputnik. Aleksey Druzhinin
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    Tatiana Santi
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    La centralità della famiglia e la protezione dei cristiani sono due aspetti fondamentali per la politica russa. Lo storico incontro a Cuba fra Papa Francesco e il Patriarca Kirill e il viaggio delle reliquie di San Nicola in Russia sono inoltre due segnali importanti per il dialogo ecumenico. Putin e la rinascita dei valori cristiani.

    La cristianità è un elemento estremamente importante per la politica della Russia. Recentemente a Mosca è stata inaugurata una nuova cattedrale, che porta il nome della Resurrezione di Cristo e già oltre un milione di russi sono accorsi a venerare le reliquie di San Nicola di Bari, che saranno esposte prima a Mosca poi a San Pietroburgo fino al 28 luglio. 

    Le reliquie di San Nicola non lasciavano bari da 930 anni, un evento storico che non ha trovato molto spazio nei media italiani. Un altro problema poco trattato è quello dei cristiani perseguitati, tema così a cuore a Papa Bergoglio e fondamentale nella politica russa in Siria.

    La Chiesa Ortodossa e la Chiesa Cattolica si trovano a buon punto nel loro cammino di riavvicinamento? Qual è il ruolo della Russia rispetto ai valori cristiani? Sputnik Italia ne ha parlato con Don Ennio Innocenti, già Segretario della Commissione Ecumenica del Vicariato di Roma, Cappellano dell'Arciconfraternita Aurigarum e Membro del Presbiterio della Patriarcale Basilica Vaticana.

    — Don Ennio, in virtù dello storico incontro fra Papa Francesco e il Patriarca Kirill a Cuba e del viaggio delle reliquie di San Nicola in Russia, a quale punto si trova il cammino di riavvicinamento fra la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa?

    — Certamente sono eventi positivi, accelerano e intensificano i rapporti di fraternità e benevolenza. Lo scopo principale di questi avvicinamenti è di far cadere le prevenzioni molto radicate verso Roma, specialmente in ambiente ortodosso. Questi eventi attenuano queste differenze.

    Un altro segno della maturità dei tempi per quanto riguarda il riavvicinamento fra le Chiese è lo stesso Putin, il quale ha portato in Vaticano la famosissima icona e si vede nel video della consegna del dono che Putin ha costretto il Papa a fare un atto di venerazione alla icona. Putin ha baciato l'icona e di seguito il Papa l'ha baciata. È diventato un bacio comune di culto.

    Il fatto ancora più importante dell'incontro a Cuba è stato il catechismo di Cirillo che è stato tradotto in italiano, presentato in Vaticano, quando tutti hanno riconosciuto che la fede è uguale. Io stesso ho scritto al Patriarca Cirillo, dicendo che sono un vecchio sacerdote romano che ha predicato il catechismo alla radio nazionale per 27 anni e posso assicurare che quello che insegnavo io è quello che insegna il Patriarca.

    Il catechismo dimostra che i residui motivi di differenza non sono di fede, ma di altra natura. È teologia, ovvero sia cultura, è disciplina, quindi diritto. Non sono criteri divini che ci separano, bensì motivi umani. Per questo è deplorevole che noi ci manteniamo divisi. È vero che noi abbiamo l'intercomunione, da parte ortodossa si mettono dei freni all'intercomunione. Anche da noi vi sono esponenti più severi che parlano delle differenze fra dogmi. I dogmi però sono formulazioni teologiche, la fede si vede benissimo dal catechismo.

    — Il presidente Putin dà sempre più spazio al ruolo della Chiesa. Come commenterebbe questo ritorno alla Chiesa avvenuto negli ultimi anni in Russia?

    — Il popolo russo è stato sempre fedele. Quando i russi hanno ottenuto finalmente la libertà questa fede è venuta alla luce. Il fatto che l'autorità suprema dello Stato civile riconosca questa dominanza spirituale della religione cristiana è una presa d'atto realistica. Questo non mette in discussione la distinzione delle due sfere, ma noi abbiamo sempre detto che la distinzione non pregiudica la collaborazione. Anzi è auspicabile che le due sfere distinte trovino sempre motivi di collaborazione. In questa fase era specialmente necessaria la cooperazione fra lo Stato e la Chiesa proprio per ricostruire il senso civico della fraternità. È il senso religioso che dà forza alla fraternità. Dopo 70 anni di materialismo dialettico, dove Dio era completamente estromesso, addirittura odiato, era necessario che lo Stato avesse dei rapporti privilegiati con la Chiesa.

    Col tempo bisognerà che Putin trovi nella legislazione delle aperture maggiori verso la Chiesa Cattolica, la quale in Russia ha delle difficoltà, dovute alla preoccupazione di proteggere soprattutto l'azione ricostruttiva del Patriarcato.

    — Oggi in Russia si pone l'accento sul discorso dei valori, fra tutti quello della famiglia, ritenuto fondamentale. Bergoglio e Putin si trovano molto in sintonia da questo punto di vista, no?

    — Questo argomento è di un'importanza decisiva, perché lo Stato moderno nasce con il postulato di non avere superiori a sé stessi. Il concetto di sovranità, concetto affermato nella rivoluzione francese, dice che i rappresentanti del popolo sono sovrani, ossia supremi. Questa è la caratteristica dello Stato moderno. Quando lo Stato, come afferma Putin, riconosce l'ordine naturale, si distacca finalmente dallo Stato sovrano moderno, dallo Stato liberale.

    Quello che fa Putin è di un'importanza epocale, si tratta di uno Stato che riconosce l'ordine naturale, che certamente viene da Dio ed è superiore a quello che lo Stato può dire o fare. Proprio per questo Putin è odiato dal mondo liberale, questo è il vero motivo per cui lui non può che essere visto come il nemico. Putin sovverte l'ordine dello Stato liberale.

    — Fra Putin e Papa Francesco ci sono molte battaglie in comune, dai valori della famiglia alla difesa dei cristiani perseguitati. Possiamo dire che i due leader si trovano sulla stessa lunghezza d'onda?

    — Sono tutti fattori contingenti. Il fatto importante è che Putin abbia detto davanti al mondo che lui rispetta l'ordine naturale e non vuole l'offesa all'ordine naturale. Il mondo liberale capisce che se cade il postulato della sovranità di cui i regimi liberali si sono riempiti la bocca, si dovrà ripensare a tutte le Costituzioni. Cadrà inoltre il postulato del libero mercato, che è una pura maschera per affermare il più forte. Tutto il diritto liberale si basa infatti sulla forza. Mentre quando si sostiene l'ordine naturale il diritto è basato proprio sull'ordine naturale.

    — Nel caso specifico dei cristiani perseguitati in Medio Oriente, di cui si parla molto poco, secondo lei qual è il ruolo della Russia?

    — Gli Stati liberali sono sempre stati persecutori di cristiani. Inoltre sono Stati ipocriti, perché dicono a parole che vogliono la protezione dei cristiani, ma che cos'hanno fatto? Nulla, anzi hanno fatto delle azioni provocatrici. Hanno provocato il risentimento e la vendetta da parte dei musulmani e hanno abbandonato i cristiani senza proteggerli. Se gli Stati di origine cristiana volessero potrebbero spazzare via il nemico in una settimana. Gli unici che stanno sul terreno invece sono i russi.

    — Che ruolo potrebbe giocare la Russia nella geopolitica in generale a suo avviso?

    — Si sta stabilendo un legame fra Russia, Cina, India e Pakistan. È un legame finanziario, che limiterebbe l'influsso del dollaro, il quale finora è stato predatorio di tutte le economie del mondo. Non solo, è un legame anche militare. Si sta profilando infatti un patto militare tenuto in sordina, ma è già manifesto.

    Nelle grandi parate militari che si celebrano a Mosca per l'anniversario della Vittoria nella II Guerra Mondiale, il presidente cinese sta accanto a Putin e vedono la sfilata militare che viene aperta dal generale in capo russo, il quale si toglie il cappello e si fa il segno della croce. Quindi, a mio avviso si sta profilando un patto militare, dove la guida morale è data dal cristianesimo russo e dall'armata russa. Parlo di un patto fra Russia e Cina, ma l'estensione della solidarietà economica e finanziaria arriva anche all'India.

    Dal punto di vista geopolitico si sta profilando una solidarietà che costringerà a qualche ripensamento i signori che hanno voluto essere i padroni del mondo con la missione divina di imporre a tutti la democrazia liberale relativista. Fino adesso questi signori hanno fatto i piani a tavolino, quando vedranno operativa la solidarietà di cui parlavo, le cose cambieranno.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Tags:
    Intervista, religione, chiesa ortodossa, Papa Francesco, Patriarca Kirill, Vladimir Putin, Italia, Russia
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