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    Sanzioni, l’Italia paga il conto della russofobia Ue

    © AP Photo/ Gregorio Borgia
    Italia
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    Tatiana Santi
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    L’Unione europea ha esteso di un anno le sanzioni contro la Crimea, che rimarranno in vigore fino a giugno 2018. Al prossimo vertice europeo è prevista probabilmente anche la proroga delle misure restrittive contro Mosca. Sanzioni, l’Italia paga il conto della russofobia Ue.

    Il disco antirusso dell'Unione europea sembra essersi incantato: le sanzioni commerciali vengono prorogate di volta in volta e la Russia viene dipinta nuovamente come il nemico dell'Europa.

    Stefano Maullu, eurodeputato di Forza Italia
    © Foto: fornita da Stefano Maullu
    Stefano Maullu, eurodeputato di Forza Italia

    La guerra commerciale delle sanzioni, secondo le stime della Coldiretti, ha già provocato all'Italia una perdita di ben 10 miliardi di euro, autolesionismo allo stato puro. Perché mai pagare un prezzo così salato dando retta ai Paesi che vogliono giocare alla guerra fredda? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Stefano Maullu, eurodeputato di Forza Italia, membro della delegazione rapporti UE-Russia al Parlamento Europeo.

    — L'Unione europea ha rinnovato per un altro anno le sanzioni riguardanti la Crimea e al prossimo summit l'Ue dovrà decidere l'estensione delle sanzioni contro Mosca. Onorevole Maullu, come commenterebbe queste misure restrittive?

    — Io penso che sia l'onda lunga di una politica sbagliata di contrapposizione dell'Unione europea, spinta anche dal gruppo Visegrad, una serie di Paesi che tradizionalmente sono ostili alla Russia. È una politica sanzionatoria che non aiuta gli scambi commerciali, non favorisce un clima di distensione e soprattutto non crea le condizioni per identificare quelli che sono i principali nemici dell'Unione europea e della Federazione Russa: il terrorismo e la balcanizzazione del Medio Oriente. Parliamo di fenomeni che stanno creando molti problemi all'Italia.

    Esercitazioni NATO Trident Juncture in Italia
    © AP Photo/ Antonio Calanni

    Abbiamo bisogno di stabilità e quindi anche di un lavoro all'interno del G8 che veda protagonista la Federazione Russa. In un mondo globalizzato sono le grandi aree geografiche che competono. La Russia credo sia una parte integrante del macro continente dell'Unione europea ed è un Paese che vede secoli di storia, di rapporti commerciali e culturali con l'Italia. I rapporti fra Italia e Russia devono essere mantenuti e amplificati, non sicuramente deteriorati.

    — Quanto sta costando all'Italia questa guerra commerciale?

    — L'aspetto alle sanzioni sta costando caro all'Italia, ma globalmente le sanzioni rischiano di diventare uno stimolo per l'economia russa che sta andando nella direzione dell'ampliamento del settore industriale del Paese. Credo che Putin abbia colto l'occasione delle sanzioni per trovare la forza di imporre un piano di industrializzazione forzata, lo si vede dalle opportunità nelle zone economiche speciali.

    Russia-UE
    © Sputnik. Vladimir Sergeev

    Inoltre i rapporti con la Cina credo debbano essere visti come il vero grande pericolo politico e commerciale per il mondo intero, perché le dimensioni che la Cina mette in campo non sono confrontabili con nessun Paese.

    — L'Italia nel frattempo perde miliardi di euro per le sanzioni antirusse. Come spiegare questo autolesionismo e la russofobia dell'Ue?

    — Le perdite per l'Italia sono assolutamente rilevanti. Sono sanzioni inutili. La russofobia è una mancata conoscenza e profondità di ciò che la Federazione Russa rappresenta e della complessità del mondo, che dev'essere capito prima che condannato. Credo ci sia un retaggio della contrapposizione degli anni passati fra il mondo sovietico e quello occidentale. Questa paura viene spesso amplificata, non servono le sanzioni, non serve allargare la NATO ben oltre ciò che fisiologicamente serve. Dobbiamo trovare la maniera di cooperare con la Federazione Russa nel campo dei servizi di intelligence su quelli che sono i veri pericoli che arrivano da altre parti del mondo.

    — L'Europa invece vuole danneggiare con le sanzioni un Paese che lotta contro il terrorismo. È paradossale, no?

    — Io sono stato due volte in Siria con dei colleghi della Duma e del Senato russo, conosco bene la situazione. Al di là della lotta al terrorismo, che è doverosa e nella quale la Russia si spesa in maniera encomiabile, credo vada fatto un ragionamento di assetto geopolitico. Da questo punto di vista si deve guardare con preoccupazione tutto ciò che sta avvenendo: dal rinnegare gli accordi fatti con l'Iran all'isolamento del Qatar. Ci sono altre maniere per garantire le condizioni di pace e per poter condannare chi sostiene il terrorismo.

    — Come si immagina in futuro i rapporti fra l'Unione Europea e la Russia e soprattutto fra la Russia e l'Italia?

    La cattedrale di San Basilio alla Piazza Rossa di Mosca.
    © Fotolia/ Savvapanf Photo

    — Spero che i rapporti tornino a essere non buoni, ma ottimi, soprattutto per l'Italia. Io al Parlamento europeo lavoro per questo, lavoro per fare in modo che l'Italia sia uno dei partner più affidabili della Federazione Russa alla quale ci legano secoli di storia e soprattutto una continuità d'azione. L'Italia è sempre stata presente in Russia e abbiamo sempre svolto un ruolo di cerniera fra le due aree. Credo il ruolo e la dimensione dell'Italia consistano proprio in questo.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Tags:
    Sanzioni contro la Russia, Intervista, Unione Europea, Italia, Russia
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