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22:28 17 Settembre 2019
Firenze, Toscana

Progetto Velonotte conquista l’Italia

© flickr.com/ Sacha Fernandez
Italia
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Quest’anno il progetto italo-russo Velonotte compie 10 anni! Velonotte è una vera e propria avventura per gli appassionati di storia, botanica, urbanistica, sport e cultura salite in sella.

La prima edizione italiana del progetto si è tenuta a Roma nel 2010 con l'obiettivo di condividere le gioie del ciclismo notturno e di raccontare basandosi agli studi dei professori di Princeton, La Sapienza e l'Università di Mosca la storia la trasformazione di Roma capitale, dal 1870 al 1961.  

Nel corso degli anni la geografia delle biciclettate notturne si è allargata raggiungendo le grandi città come Mosca, San Pietroburgo, Kazan, Londra, Istanbul, New York, Firenze e Verona.

Sergei Nikitin, storico d'arte e ideatore del progetto Velonotte, ha raccontato a Sputnik Italia dei suoi percorsi culturali a due ruote. 

—  Sergei, com'è nato il progetto Velonotte?

— Velonotte è nata a Mosca nel 2006, quasi per scherzo. In quel periodo mi sono trasferito da Roma a Mosca subito dopo aver finito le mie ricerche nell'archivio capitolino. Gli amici mi hanno regalato la bicicletta, e siamo subito andati a fare una biciclettata notturna. Mi è piaciuto tantissimo ed mi è venuta un`idea di fare un evento concentrato sulla città di Mosca a colori di notti estive. Alla prima pedalata di Mosca hanno partecipato cento persone. Dopodiché abbiamo inventato questo "velonoch' " che in italiano sarebbe "velonotte". Nel corso degli anni il nostro format è cambiato moltissimo perché abbiamo organizzato vari eventi in molte città del mondo ma essenzialmente si stratta sempre della biciclettata notturna che presenta vari città in qualche modo.       

— Qual'e lo scopo di questi viaggi tematici?

Un'installazione del padiglione russo alla Biennale
© Foto : Padiglione Russo Biennale

—  Fin dall'inizio "Velonotte" è nato come un progetto che sfruttava la bicicletta e le possibiltà di questo trasporto. Cercavamo un mezzo tra l'auto e (anonimità del giro nell'auto) e una passeggiata in piedi. Prima di velonotte per molti anni organizzavo gli eventi pedonali a Mosca, a San Pietroburgo, a Kiev e nelle altre città. Dunque, il concetto di scoprire le città è partito da li. Poi abbiamo deciso di usare la bici perchè ci permetteva di coprire distanze importanti e collegare elementi e eventi che avevano qualcosa in comune e per costruire una narrativa più profonda, più, direi, suggestiva.

— A chi sono destinati questi viaggi tematici? Serve una particolare preparazione atletica per poter partecipare alla Velonotte?

—  Le persone che partecipano alla Velonotte sono sempre diverse perché ogni pedalata che facciamo (anche se ci sono 2-3 eventi nella stessa città) è dedicata a un tema diverso. Tutti i nostri percorsi sono nuovi, originali e la gente che invitiamo dev'essere interessata, per esempio, più all'architettura o più alla botanica oppure alla storia dell'arte. E poi dall'altro lato, ci sono le persone giovani o supergiovani che vogliono socializzarsi in un contesto insolito, trovare nuovi amici, scoprire la città, essere espirati ai quartieri che magari uno passa ogni giorno senza mai pensare perché sono stati costruiti in questo modo.

—   Con certezza si può chiamare il vostro progetto italo-russo. Da dove proviene questo legame con l'Italia?

Il teatro Bolshoi
© Foto : fornita da Valerio Festi

—  Per me è un legame che è nato quando ancora facevo la scuola. Ho avuto l`incredibile fortuna di fare un viaggio in Italia organizzato dai miei genitori. Ho potuto vedere e sentire Roma che e` stata la prima città straniera che ho visitato. Questo viaggio nel 1991 mi ha regalato un grande incanto che iniziava ovviamente con la cucina italiana e continuava con la storia e l'architettura che hanno influenzato tantissimo la mia carriera scientifica. Ho iniziato, per esempio, scrivere un libro sulla toponomastica di Roma, ero più volte in Italia con le borse di studio dal Ministero degli affari esteri che vorrei ringraziare di nuovo. E poi naturalmente vorrei anche menzionare gli studiosi e i libri che ho letto che poi mi hanno aiutato e espirato a portare avanti questo progetto.    

—  Potrebbe ricordare la prima edizione italiana di Velonotte?

—  Era la notte tra l'8 e 9 maggio del 2010. Ci siamo incontrati sotto Colosseo e c'erano quattro-cinque macchine di polizia che ci esortavano. Vorrei dire che questa biciclettata era la prima edizione che è stata organizzata con il grande appoggio delle autorità italiane e del comune di Roma Capitale. Da lì è nato un partnership che dura ormai per molti anni. Dopo questa passeggiata romana siamo tornati a Mosca molto ispirati e abbiamo raccontato ai poliziotti moscoviti in che modo si fa ad organizzare questi eventi.

—  Quest'anno Velonotte ha conquistato anche Firenze e Verona. Avete introdotto qualche novità per la città di Dante e quella di Romeo e Giulietta?

—  Si, infatti. Per Verona abbiamo scelto un tema poco affrontato dai studiosi medievali che sarebbe la gioventù medioevale. Li abbiamo usato ovviamente la tragedia di Shakespeare, che quest'anno festeggia un giubileo. E dall'altro punto di vista ci è sembrato interessante di raccontare come si è trasformato il capolavoro di Shakespeare in questi secoli soprattutto il concetto dell'amore infelice di due giovani nobili. L'edizione a Firenze invece era tutta concentrata sui genitori con bambini — la prima volta che facciamo un evento del genere. L'idea principale era quella di sfruttare le piccole dimensioni delle strade di Firenze. E poi  abbiamo arricchito questa biciclettata con i piccoli performance teatrali e interattive che credevamo molto importanti per far condividere al massimo al pubblico i contenuti che abbiamo preparato.

—  Quest'anno Velonotte compie 10 anni. Ha fatto qualche scoperta interessante durante queste biciclettate?

—  La preparazione di Velonotte è sempre un processo che dura un anno ma anche di più. Durante questo periodo il nostro gruppo di ricerca che si chiama "Velonotte academy", studia i libri, incontra i professori che si occupano di questi argomenti, perché noi ovviamente non siamo specialisti di tutti i settori. Noi scegliamo l`idea e dopo cerchiamo di presentarla in modo più attuale possibile. Perché la chiave è non semplicemente raccontare la storia ma raccontare la storia legandola all'attualità. Dunque, sono le passeggiate che devono essere interessanti per un uomo contemporaneo che vuole vedere le nostre belle città  con gli occhi dei più grandi storici, architetti e archeologi.

—  Quali saranno le vostre prossime tappe? Pensate di allargare la vostra geografia o magari di fare un altro salto nelle città dove siete già stati?

—  Ormai da cinque anni stiamo preparando l'edizione per Milano che dovrebbe succedere abbastanza presto. La nostra edizione milanese sarà dedicata agli 1950-60, al periodo del boom economico, della giovane Mina, del giovane Adreano Celentano, al design italiano che ha conquistato il mondo e alla pubblicazione in Italia del romanzo di Pasternak "Doctor Zhivago" che fa parte di questo periodo.

Stiamo pure preparando la realizzazione degli eventi programmati per il 2018. Abbiamo un`edizione che ancora una volta sarà concentrata su Roma, sulla grande storia del calcio romano e sulla classica storia dell'arte che vogliamo realizzare insieme al Professore Vittorio Sgarbi.

L'opinione dell'autore può non coincidere con l'opinione dell'autore.

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Velonotte, Firenze, Mosca, Italia, Russia
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