17:36 21 Luglio 2018
Vino della Crimea

Vinitaly, la Russia brinda nonostante tutto

Italia
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Positivo il bilancio della partecipazione russa al Vinitaly 2017 di Verona.

La Federazione Russa a Vinitaly 2017, presente con oltre 50 vini, tra fermi, spumanti e ice wine prodotti 18 aziende provenienti dalle 5 regioni vinicole di Krasnodar, Stavropol, Rostov, Dagestan e Crimea, situate a ridosso del 45° parallelo, il cosiddetto "asse d'oro" che corre al centro di alcune delle migliori zone produttive dell'Italia (dal Veneto al Piemonte) e della Francia (il Rodano).

Nonostante il sequestro dei vini provenienti dalla Crimea, rimane soddisfatto il Segretario di Stato e vice ministro dell'Agricoltura Sergey Levin:

"Il successo della partecipazione a Vinitaly è stata di grande soddisfazione per il nostro Paese e per le nostre aziende, e dimostra che la Russia può produrre grandi vini. Per questo abbiamo avviato un piano di aiuti e agevolazioni per aumentare la produzione e per imprese straniere che vogliono investire nella vitivinicoltura del nostro Paese".

​La diversità di suoli unitamente a condizioni climatiche con lunghi e freddi inverni e corte ed estati calde permettono alla Russia di creare vini con caratteristiche davvero diverse. Complessivamente in Russia si coltivano quasi 90.000 ettari di vigneti: completamente a sud del 45° parallelo c'è il Dagestan (paragonabile alla Puglia brindisina, 23mila ettari) dove si producono vini rossi rotondi e fruttati, mentre a nord c'è la regione di Rostov (4200 ettari) all'interno del distretto Valle del fiume Don e geograficamente simile alla Champagne, dai rossi più tannici e con buona acidità. Il 45° parallelo taglia quasi a metà i territori di Kransodar (25mila ettari), di Stavropol (6400 ettari), e della Crimea (21mila ettari) dove, grazie al clima molto simile alla Barossa Valley in Australia, si producono prevalentemente bianchi e rossi di grande interesse da vitigni internazionali.

Da sempre conosciuto come paese importatore di vini, la produzione di vino in Russia è aumentata di 13 volte dal 2010 a oggi, e nel 2016 si è attestata intorno a 550 mila tonnellate di uve pari a 370 milioni di litri.

Favorita dalle nuove politiche vitivinicole di sostegno avviate dalla Federazione Russa — che prevedono di arrivare a 140 mila ettari di vigneto nel 2020 e a 180 mila nel 2025 su un potenziale di 200 mila ettari considerati coltivabili — negli ultimi anni la qualità del vino russo è molto cresciuta e numerose aziende hanno conquistato premi nei concorsi internazionali; questo è avvenuto anche grazie alla presenza di alcuni dei migliori enologi europei invitati a riscoprire e valorizzare le ricche caratteristiche del territorio attraverso i suoi vini e di molti enologi russi rientrati dopo importanti esperienze all'estero.

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vino, Esposizione, Crimea, Russia
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