05:20 26 Settembre 2018
I presidenti di Russia e Italia, Putin e Mattarella.

Mattarella e Gentiloni presto a Mosca

© Sputnik .
Italia
URL abbreviato
Marina Tantushyan
1567

Dopo la visita del titolare della Farnesina Angelino Alfano in Russia, l'11 aprile il presidente russo Vladimir Putin riceverà a Mosca il Capo dello Stato Italiano Sergio Mattarella. La tappa successiva sarà la prima visita ufficiale del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a maggio.

Per capire quali conseguenze potrebbe avere questa intensificazione dei rapporti istituzionali tra Roma e Mosca sulla collaborazione tra i due paesi Sputnik-Italia si è rivolto a Tiberio Graziani, presidente dell'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie.

— Dott. Graziani, come dobbiamo leggere questa nuova fase nei rapporti italo-russi? È un buon segno che potrebbe portare al sospirato disgelo?

— Le viste del Ministro Angelino Alfano, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni rientrano nell'ambito degli incontri istituzionali relativi alle relazioni bilaterali tra la Federazione russa e la Repubblica italiana. Non si tratta dunque di una particolare intensificazione dei rapporti italo-russi. Tuttavia, tali incontri assumono un significato politico importante giacché avvengono in un periodo molto delicato per il Presidente Vladimir Putin e il Primo Ministro Dmitri Medvedev. Sul piano europeo, le visite italiane concorrono certamente ad una maggiore distensione dei rapporti tra Mosca e Bruxelles, ma il loro scopo è principalmente quello di trovare le opportune soluzioni affinché i rapporti economici tra Roma e Mosca tornino ad essere quelli di prima delle sanzioni per la questione dell'Ucraina.

​— In vista della visita di Matterella in Russia alcuni media italiani hanno rilanciato il presunto legame tra la Russia e il Movimento 5 Stelle, esprimendo la preoccupazione per l'influenza che la Russia sta cercando di esercitare sulle prossime elezioni italiane. A Suo avviso, questa notizia è apparsa per una pura coincidenza, oppure si tratta di un atto ben programmato?

— Ritengo che gli articoli usciti sull'influenza che Mosca eserciterebbe su partiti e movimenti politici italiani in funzione antisistema rientrino nella esasperata dialettica della politica italiana. Certo, c'è da dire che avvengono in una circostanza temporale molto particolare. Il 2017, poi, ricordiamo, è l'anno in cui, dopo le prossime elezioni in Francia e Germania, dove i partiti antieuropeisti ed antisistema sono molto consistenti, si deciderà per alcuni aspetti il destino dell'Unione Europea e dunque dei futuri rapporti tra Unione Europea e Federazione Russa.

— L'agenda della visita del Presidente Mattarella non è stata ancora annunciata. A Suo avviso, quali temi saranno discussi durante il colloquio tra Putin e Mattarella?

— Penso che il colloquio verterà su questioni generali, quali la sicurezza, i diritti umani, la normalizzazione dei rapporti tra Unione Europea e Federazione Russa e, ovviamente, il miglioramento delle relazioni bilaterali italo-russe.

— Quali sono oggi i principali punti di convergenza tra l'Italia e la Russia?

— La lotta al terrorismo internazionale e la questione della sicurezza nel Mediterraneo sono punti su cui c'è una certa convergenza tra Roma e Mosca. Occorre tuttavia ancora definire meglio gli elementi sui quali è possibile costruire una ripresa del cosiddetto partenariato strategico. Il nodo libico costituisce una questione ad un tempo regionale e globale molto complessa da dirimere in ragione, soprattutto, dei numerosi attori coinvolti e dei rilevanti interessi economici e geostrategici in gioco.

— Durante il suo viaggio a Mosca il ministro degli Esteri, si è augurato che il regime di sanzioni contro la Russia sia presto rivisto e ha espresso la speranza che riprenda la cooperazione con la Russia nel prossimo futuro nel formato G8. A Suo avviso, questi obiettivi sono raggiungili nel prossimo futuro? Cosa può fare l'Italia per promuovere queste iniziative al livello europeo?

— Credo che il Ministro Alfano abbia esplicitato una richiesta proveniente dal tessuto economico produttivo dell'Italia. Il riavvio della cooperazione economico-commerciale italo-russa è importante non solo per l'Italia, ma anche più in generale per lo sviluppo dell'intera economia europea. In tale contesto, Roma gioca il proprio tradizionale ruolo, quello di mediatore e facilitatore dei rapporti tra Mosca e Bruxelles.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione

Tags:
Sergio Mattarella, Vladimir Putin, Italia, Russia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik