07:38 25 Settembre 2018
Il quartiere generale dell'ENI a Milano

L'Eni ha scoperto potenziali riserve di petrolio al largo delle coste del Messico

© AP Photo / Luca Bruno
Italia
URL abbreviato
571

Al largo della costa del golfo del Messico, in una zona inesplorata, di proprietà messicana, sono state rilevate notevoli riserve di petrolio.

La scoperta l'ha fatta l'italiana Eni, che pochi anni fa ha vinto il diritto di esplorazione, riferisce il Financial Times. La società valuta la scoperta come "molto promettente". Come ha dichiarato il capo di Eni Claudio Descalzi, queste grandi riserve di petrolio si trovano a circa 7-8 chilometri dalla costa. Così come la più vicina infrastruttura petrolifera messicana, la Pemex, si trova a 20-30 chilometri dal luogo. Lo sviluppo del progetto può avvenire abbastanza rapidamente. Descalzi si augura che la società sviluppi il progetto rapidamente, che l'estrazione possa iniziare già tra due o tre anni. 

Ha sottolineato che Eni ritiene la costa del golfo del Messico un territorio di prospettiva e quindi presta al Messico molta attenzione. Così, il gruppo sta attualmente sviluppando una nuova proposta per la prossima tornata offshore in altri settori del paese latinoamericano. Fino a poco tempo fa in Messico compagnie petrolifere straniere e private non potevano partecipare a gare d'appalto. Nel 2013, il governo ha deciso di riformare il settore energetico, con la conseguente partecipazione estera di capitali privati per i giacimenti di petrolio nelle gare d'appalto. Così, ad agosto 2016 sono state messe in vendita 12 nuove sezioni, ciascuna di circa 350 chilometri quadrati, per lo sviluppo e la produzione di idrocarburi. Attraverso questa vendita, il Messico intende attirare almeno $5 miliardi di investimenti nell'ambito delle gare d'appalto. 

Una serie di gare d'appalto è stata condotta nel 2015. Oggi  il Messico prevede di effettuare la gara per lo sviluppo di giacimenti in acque profonde nel golfo del Messico e grazie a questo, la produzione di petrolio nel paese dopo dieci anni potrà aumentare di 900 mila barili al giorno.

L'Eni ha partecipato alla gara d'appalto per lo sviluppo del golfo a settembre 2015 e ha vinto il diritto di iniziare a lavorare, diventando la prima società estera a scavare pozzi dopo l'apertura del settore petrolifero e del gas per gli investimenti internazionali.

In precedenza la messicana Pemex aveva già analizzato questo territorio, sapendo della presenza di riserve di petrolio. L'Eni ha iniziato un lavoro di ricognizione relativo al luogo e la scoperta indica la presenza di ingenti riserve di energia: secondo le stime, si possono raggiungere 800 milioni di barili. Dopo che la società ha scavato il pozzo Amoco-2, i dati non solo sono stati confermati, ma si crede, possono superare di gran lunga le previsioni. Si tratta di petrolio leggero di alta qualità. Ora, l'Eni intende scavare altri tre pozzi. 

Correlati:

Gas, siglato protocollo d'intesa tra Gazprom ed Eni
Eni vende a Rosneft 30% nella concessione off shore Shorouk
Eni: firmato accordo con Sonatrach su forniture gas
Tags:
Petrolio, Scoperta, Petrolio, scoperta, ENI, Messico
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik