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21:42 23 Luglio 2019
Soldati italianiForze militari dell'Italia

Petizione contro l’invio dei soldati italiani al confine con la Russia

© AFP 2019 / Aref KARIMI © flickr.com / ResoluteSupportMedia
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Marina Tantushyan
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Più di 20.000 italiani hanno firmato una petizione contro l’invio di un contingente di 150 militari in Lettonia ai confini con la Russia, nell’ambito di una missione Nato.

"Visto e considerando che l'invio di soldati italiani in Lettonia è una provocazione implicita alla Russia, tale azione dovrebbe essere vietata per una nazione che sulla carta costituzionale dice di ripudiare la guerra", — dice la petizione.

Per maggiori informazioni Sputnik Italia si è rivolto all'autore di questa iniziativa, il noto blogger romano Tommaso Longobardi.

— Tommaso, cosa L'ha spinto di lanciare questa petizione?

— Ho scelto di creare la petizione per dare voce a migliaia di italiani che trovano questa scelta pericolosa ed ignobile. La Costituzione parla chiaro: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". Tuttavia i nostri governanti si rifugiano dietro alla scusa del "rafforzamento degli assetti difensivi nei Paesi settentrionali e orientali dell'alleanza atlantica" perché naturalmente usando la parola magica "difesa" riescono a mascherare una chiara provocazione alla Russia.

— La petizione ha un valore guiridico?

— La petizione purtroppo non ha alcun valore giuridico ma puramente simbolico, le persone che hanno scelto di firmare la petizione appartengono a diverse fazioni politiche. Firmando hanno voluto esprimere la propria indignazione verso questa scelta riprovevole. 

— La stampa italiana in qualche modo ha reagito al vostro appello? Avete sentito il loro sostegno?

— No, la stampa italiana non ha minimamente citato la petizione. Tuttavia sono stato contattato da quotidiani esteri, che devo ringraziare per avermi permesso di far trasparire all'estero l'opinione di migliaia di italiani. Proprio per questo credo che la petizione abbia raggiunto il suo obiettivo, ovvero far sapere che molti italiani non condividono la scelta del governo.

— Il premier italiano Paolo Gentiloni sostiene che "Non si tratta di un atto di aggressione ai danni della Russia, ma di semplice difesa dei confini NATO». A Suo avviso, quali conseguenze potrebbe avere l'invio di tale contingente militare in Lettonia per l'Italia e i rapporti bilaterali italo-russi?

— Il governo trova giustificazione nell'invio dei soldati nell'impegno assunto dall'Italia con la Nato nel vertice di Varsavia. Tuttavia, le parole di Gentiloni a proposito di questo atto che a suo dire "Non sarebbe di aggressione" sono prive di senso, non è certo lui a dover parlare di "aggressione" o meno, quanto la Russia, che già ha espresso le proprie preoccupazioni delle politiche provocatorie della Nato parlando addirittura di «Politica distruttiva».

— Condivide il parere del leader del M5S Beppe Grillo, che il governo vuole "trascinare l'Italia in guerra"?

— L'opinione di Grillo è condivisa da diversi schieramenti politici e rappresenta il pensiero di una grossa fetta di popolazione. Diversamente da Grillo però, non credo che il governo voglia trascinarci in guerra, credo solo che il nostro governo non abbia alcuna credibilità fuori i confini italiani e che si lasci sottomettere facilmente da un'organizzazione come la Nato.

— La vostra petizione verrà inviata al Presidente Mattarella. Pensa che il parere del popolo italiano sarà preso in considerazione?

— No, la petizione potrebbe arrivare anche ad un milione di firme ma non verrebbe mai presa in considerazione. Basti pensare che dopo il referendum costituzionale il Presidente del Consiglio aveva dichiarato che avrebbe lasciato la politica in caso di sconfitta ma nonostante la pressione di un'enorme fetta di popolazione, è rimasto in politica come se nulla fosse.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
Invio militari, Invio truppe al confine, M5S, NATO, Beppe Grillo, Sergio Mattarella, Italia, Russia
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