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    Una veduta di Noril'sk attraverso il finestrino di un autobus

    Monocittà, da problema russo a opportunità per l'Italia

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    Riccardo Pessarossi
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    In Italia l' 80% delle imprese sono piccole e medie, in Russia solo il 20%. Anche la matematica dice che i due sistemi hanno una complementarietà che va sfruttata, aprendosi ad ambiti fino ad ora inesplorati, come quello delle "Monocittà" .

    Il punto d'incontro per suggellare la complementarietà tra i sistemi produttivi di Italia e Russia, è allo stesso tempo uno, o meglio, più luoghi geografici ed un intero concetto produttivo da riconvertire e ammodernare. Stiamo parlando delle "monocittà", le città nate di pari passo con la costruzione di un'unica attività produttiva sul territorio, che ora, col mutarsi dello scenario economico russo e globale, tirano il fiato.

    A margine della tavola rotonda "Situazione e prospettive di collaborazione tra le piccole e medie imprese di Italia e Russia" organizzata dall'Accademia Russa dell'Economia Nazionale e del Servizio Pubblico, Sputnik Italia ha intervistato Ferdinando Pelazzo, regional manager per la Russia ed i paesi CSI di UBI Banca.

    Per prima cosa possiamo ribadire che, nonostante tutto permane la tendenza al dialogo tra Italia e Russia, concorda?

    Si, io credo che sia così. La verità è che tutti abbiamo interesse nel mantenere il dialogo e collaborare. Noi come operatori economici, ma anche le strutture politiche direi che fanno quanto di più possono fare per agevolare questa tendenza. Dal punto di vista economico vedo dei segnali di miglioramento, quindi sono abbastanza ottimista.

    Rivolgendosi alla platea italiana, Anatoliy Milyukov, vicepresidente dell'associazione delle banche russe ha parlato delle opportunità offerte dalla riconversione delle monocittà russe. Di cosa si tratta?

    Quelle delle "monogorod" — le città che sono nate intorno ad un'unica attività economica —  è un tema molto poco conosciuto in Italia, ma complesso e che va risolto per la Russia. Se non ricordo male, si tratta di più di 400 città e 300 territori, con una popolazione di circa 20-25 milioni di persone.

    Città che ora sono di fatto in balia di sé stesse,  o no?

    Sono città che si ritrovano a dipendere da un'unica produzione e questo le rende particolarmente sensibili a come va l'azienda che è nel territorio. Se va bene, va bene per tutti, ma se va male nascono dei problemi per tutti. Per questo motivo è un problema grosso ed è un problema che si può risolvere con le piccole e medie imprese, dove l'Italia potrebbe dare un contributo. Anche in Italia del resto abbiamo avuto delle situazioni simili, ma con un distinguo di fondo. Penso a Torino con la FIAT. Anche se i torinesi e non erano abituati ad identificare la città con un'unica azienda,  c'è sempre stato un comparto alternativo attorno. Anche nei tempi migliori della FIAT c'erano diverse strutture produttive, ad esempio nei servizi. Perciò non bisogna pensare di portare a forza le piccole e medie imprese in una città che vive magari attorno ad un unico stabilimento produttivo, dove l'esperienza italiana andrebbe persa. Non è facile prendere le aziende italiane e portarle in Russia o copiare tout-court il modello italiano.

    • Noril'sk
      Si chiamano “Monogorod” le città nate durante l’Unione Sovietica di pari passo con la costruzione di un'unica attività produttiva sul territorio
    • Noril'sk, la staffetta della fiamma olimpica
      Noril'sk, la staffetta della fiamma olimpica
      © Sputnik.
    • Una bambina a Noril'sk
      La popolazione delle “Monogorod” varia in genere da 20 a 200 mila abitanti. Nella foto Noril'sk
      © Sputnik.
    • Una strada di Noril'sk durante una tempesta di neve
      Una strada di Noril'sk durante una tempesta di neve
      © Sputnik. Alexandr Kryazhev
    • Veduta di Noril'sk
      Veduta di Noril'sk, la capitale dell'acciaio russa
    • Chapaevsk
      Le "Monogorod" sono sorte insieme all'azienda di riferimento. Nella foto, Chapaevsk - regione di Samara
    • Satka, oblast di Chelyabinsk
      Satka, oblast di Chelyabinsk
    • Monocittà, una sfida per le piccole e medie imprese italiane?
      Nella stragrande maggioranza dei casi si trattava di aziende del settore bellico, energetico, o dell’industria pesante
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    Si chiamano “Monogorod” le città nate durante l’Unione Sovietica di pari passo con la costruzione di un'unica attività produttiva sul territorio

    Il "made with Italy" che va tanto di moda adesso quindi non si addice alle monocittà?

    Noi abbiamo le filiere, questo è il problema. La piccola e media impresa di per sé non può fare tutto. Non si può pensare di prendere una piccola e media impresa italiana e mandarla in una città che vive solo intorno a uno stabilimento e che magari è lontanissima e dirle "fai tutto li".  Bisogna creare delle filiere, studiare una città, vedere che filiera si potrebbe sviluppare e sulla base di questo portare tre, quattro, cinque piccole medie imprese. In questo modo si fa qualcosa che può portare a dei risultati.

    In Italia l'idea è stata recepita?

    Se ne discute, ci sono dei tavoli di lavoro, ma è ancora da sgrossare.

    Secondo lei, in che modo?

    Di certo non si può agire facendo leva solo sul sentiment individuale della piccola e media impresa. Occorre per prima cosa studiare le monocittà, sapere che cosa fanno adesso, capire quali sono in questo momento ed in quali è più facile intervenire. Creare quindi un gruppo di lavoro italo russo, con esponenti del mondo economico, istituzionale ed anche le università, scegliere una o due città, effettuare uno screening da entrambe le parti ed individuare quali aziende proporre. Cominciare da realtà piccole e condizioni che possano favorire le piccole e medie imprese italiane, anche sfruttando gli sgravi fiscali e le esenzioni dalle imposte offerte a livello locale in Russia, in modo da giocare su questo effetto che è tipico in Russia di moltiplicazione, per cui se una cosa funziona in una realtà locale poi viene copiata da quelle vicine. Altrimenti rischiamo di parlare molto del problema e non creare mai dei precedenti concreti.

    Ci sono altri paesi europei impegnati in questa sfida, oppure l'Italia corre da sola?

    Quello delle monocittà è un tema d'interesse per la Russia e credo che la Russia non ne parli solo con l'Italia. Alla parole bisogna far seguire i fatti.

    I prossimi appuntamenti italo-russi in agenda prevedono il 23 marzo prossimo, alla Duma di Stato Russa, la tavola rotonda "Collaborazione interparlamentare tra Russia e Italia", mentre il 20 Aprile a Yalta, in occasione del III Forum Economico Internazionale della Crimea, un'intera sessione sarà dedicata al Dialogo Business tra Russia e Italia.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione

     

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    camera di commercio italo russa, Mosca
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