06:51 19 Giugno 2018
Soldati italianiForze militari dell'Italia

Ci sarà il graduale cambiamento delle forze armate?

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Giuseppe Paccione
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Finalmente, dopo tante difficoltà, il Governo ha approvato, su proposta dell’attuale Ministro della Difesa, il disegno di legge inerente la revisione e riorganizzazione della formazione e del funzionamento delle forze armate.

Cioè a dire che sono state affidate delle deleghe al governo per la revisione del modello operativo delle forze armate, ma anche la rimodulazione del modello professionale sia in materia di personale delle forze armate, la riorganizzazione del sistema della formazione.

Questa bozza di riforma, avente la sua origine dal Libro bianco sulla sicurezza internazionale e sulla difesa, pone in evidenza lo strumento militare che potrebbe espletare, nei migliori modi, le mansioni attinente alla sicurezza a livello planetario, come pure sul piano della difesa stessa, mercé l'individuazione del criterio di governance e della organizzazione che possa assicurare delle precise risposte ai parametri attuali dell'efficacia, dell'efficienza e dell'economicità.

Questo documento, composto da 11 articoli, individua 4 settori di intervento come la revisione della governance, la riorganizzazione sul piano operativo delle forze armate del nostro Paese, la conseguente rimodulazione del modello professionale e, infine, la modifica della struttura formativa.

Nonostante tutto Renzi ostenta ottimismo
© AP Photo / Alessandra Tarantino
Sul piano pratico, questa bozza governativa è composta da due parti, cioè a dire che la prima parte è inerente all'introduzione di cambiamenti dei vertici e alla divisione o, per meglio dire, alla spacchettatura delle mansioni tecnico-amministrative, che mira a modificare il codice militare in tempo di pace; mentre la seconda parte, che è connessa alla regolamentazione del personale, prevede la delega dell'esecutivo per l'adozione di una serie di decreti legislativi a partire dall'eventuale entrata in vigore di questo disegno di legge.

Circa la ristrutturazione dei vertici delle forze armate, va tenuto in considerazione l'aspetto che concerne la presa in atto di un'ottica più integrata per aumentare l'efficacia dell'intero sistema strutturale delle forze armate senza ulteriori doppioni, nel senso che la bozza determina la separazione dell'incarico di segretario generale della Difesa da quella del Direttore nazionale degli armamenti. Quest'ultimo si occuperà anche della logistica sia militare, sia civile, nel senso che, per far fronte al problema della duplicazione di cariche e strutture, sarà garantito il compito comune di ogni funzione che riguarda l'equipaggiamento, la ricerca, il collaudo e via discorrendo, tranne quelle funzioni di supporto logistico che sono dirette alle unità operative che continueranno ad essere assicurate dall'Aeronautica militare, dalla Marina militare, dall'Esercito, come pure dell'Arma dei Carabinieri.

Sulla figura, invece, del Segretario generale della Difesa, il documento prevede che sarà un civile, scelto fra i magistrati ordinari amministrativi e contabili delle giurisdizioni superiori o gli avvocati dello Stato, a coordinare e a gestire la pianificazione generale dello strumento militare, dell'organizzazione e del funzionamento dell'area tecnico — amministrativa della Difesa.

Altro punto importante, che viene fatto rientrare nei criteri dell'efficacia, efficienza ed economicità dello strumento militare, concerne l'applicazione della revisione del modello personale affidato all'esecutivo, id est al Governo, nel senso che si vuole raggiungere l'obiettivo di avere Forze armate maggiormente snelle, flessibili e giovani attraverso la graduale diminuzione degli effettivi e la modifica della proporzione fra chi si trovi a tempo indeterminato e chi a tempo determinato. Per fare ciò, è necessario l'introduzione di nuovi standard che riguardano l'arruolamento e la progressione di carriera.

La domanda che si pone è la seguente: perché questo graduale cambiamento nel contesto delle forze armate? La risposta può essere suddivisa in due punti. In primo luogo, si tratta di decrementare il numero di unità che stabilisce il passaggio dagli attuali 190 mila a 150 mila unità sino al 2024; in secondo luogo, questo disegno di legge punta all'obiettivo di far in modo che il modello del nostro Paese riguardante, per l'appunto, le Forze Armate si adegui a quelle degli Stati membri dell'UE, favorendo una maggiore collaborazione nel campo della sicurezza e difesa europea, come pure quella dell'area Atlantica.

La concretizzazione netta di questo progetto è legata all'esito incerto, poiché si trovi nelle mani degli sviluppi delle dinamiche politiche interne con un governo fragile e un Parlamento alle prese della legislatura ormai in scadenza. Ora spetta ai due rami del Parlamento statuire i tempi e i modi per il dibattito di questo disegno di legge presentato dal governo. Dato che il nostro Paese ha necessità di dotarsi di Forze armate efficaci ed efficienti, al fine di assicurare la sicurezza e la difesa dell'Italia e far in modo che l'Italia sia primo attore sullo scacchiere europeo e internazionale, i nostri legislatori devono, nell'immediato, non far sfuggire quest'opportunità di approvare celermente questo disegno di legge.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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riforme, Forze armate, Il Ministero della Difesa, UE, Italia
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