17:15 25 Settembre 2017
Roma+ 22°C
Mosca+ 15°C
    Coro Aleksandrov

    Per i 100 anni della Rivoluzione il Coro Aleksandrov in Italia

    © Sputnik. Mikhail Ozerskiy
    Italia
    URL abbreviato
    Marina Tantushyan
    41194290

    Il prestigioso Aleksandrov Ensemble, noto come Coro dell’esercito russo, si esibirà sui palcoscenici italiani nell’ottobre 2017 in occasione del centenario della Rivoluzione d’Ottobre e per ricordare le vittime della catastrofe del Tu-154, l’aereo precipitato nel Mar Nero il 25 dicembre scorso.

    A Sputnik Italia svela in anteprima questa notizia Roberto Giovanardi, direttore generale dell'Ater (Associazione Teatrale Emilia Romagna) che si sta occupando del tour italiano del celebre Coro.

    — Dott. Giovanardi, da quanto tempo sta programmando questo tournée? Qual è il suo scopo principale? 

    — Con gli amici (mi permetto di usare questo termine) dell'Coro dell’esercito russo ci conosciamo da parecchi anni. Abbiamo già fatto una tournée nel 2011 ad Aosta e avevamo programmato un ritorno. Abbiamo immaginato di farlo tornare in Italia con una vera e propria tournée toccando più città italiane nell'estate del 2017. Poi abbiamo verificato che era tutto più complicato — gli artisti del Coro avevano degli inviti per andare in altri paesi e noi invece avevamo qualche difficoltà di tipo organizzativo. Per cui abbiamo deciso di spostare i concerti all'autunno. Lo abbiamo deciso già lo scorso anno, sette mesi fa, nel mese di settembre. Mentre io ero a Mosca con il Teatro La Scala, abbiamo incontrato il nuovo direttore del Coro Valery Khalilov che è purtroppo morto nell'incidente. Abbiamo preso accordi per ottobre, in modo da riuscire a celebrare il centenario della Rivoluzione d'ottobre. 

    — Il Coro dell’esercito russo veniva abbastanza spesso in Italia. Come veniva accolto dal pubblico italiano?

    — Direi che ultimamente il Coro veniva in Italia meno spesso. Era più presente negli anni 70-80. Con tutti quegli avvenimenti che sono stati negli anni 90, c'è stata una interruzione. Il Coro è tornato in Italia per un concerto nel 2003 alla Sala Nervi del Vaticano e nel 2011 e poi c'è stata una piccola presenza 4 anni fa al Festival di Sanremo ma era un piccolo gruppo che si è esibito con Toto Cutugno, con il quale hanno fatto diversi concerti in Russia. Il pubblico li ha sempre accolti in modo strepitoso perché al di là dell'impatto visivo (questi militari con le loro divise e con questa immagine di austerità), questi artisti cantano meravigliosamente. L'accoglienza del pubblico italiano di tutto quello che è russo, soprattutto russo di qualità è sempre molto calorosa. Da una persona che ha l'onore di aver potuto presentare in Italia tanti complessi russi, posso confermare che c'è una grande disponibilità, grande sintonia fra il modo di sentire italiano e quello russo. 

    — E' ancora vivo in tutti il ricordo della tragica catastrofe avvenuta quaranta giorni fa: potrebbe raccontarci qualche bel ricordo legato agli artisti dell'Ensemble?

    — Proprio nel mese di novembre ho portato a Mosca una delegazione dell'Oman, composta dal direttore del Teatro "Royal Opera House" di Mascate e il responsabile della cultura in Oman. Ho portato questi signori dell'Oman che erano interessati a portare il Coro Aleksandrov  nel loro paese, ad incontrare la dirigenza del Coro e siamo anche stati onorati di assistere ad una prova del Coro e alla fine di questa prova loro hanno intonato due canzoni apposta per gli ospiti, una delle quali era una canzone di "Buona salute". È una cosa molto commovente perché loro hanno augurato a noi buona salute e pochi giorni dopo è successo tutto quello che è successo… Quindi può immaginare cosa posso portare nel cuore dopo questa tragedia…

    — Sapete già quando e dove si svolgeranno i concerti italiani del Coro dell’esercito russo?

    Il Coro Aleksandrov
    © AFP 2017/ Jacques Demarthon

    — Fortunatamente alcuni dirigenti con i quali io ero in contatto non erano in quell'aereo. Ci siamo sentiti in tutti questi giorni e mi hanno aggiornato su quello che sta accadendo. Hanno completato la formazione del coro — hanno sostituito tutti gli elementi del complesso e stanno ancora completando la parte danza perché ci sono 12 coppie di ballerini nella formazione originale. Comunque già a breve avranno una prima uscita pubblica, dove il coro si esibirà ancora. La vita va avanti… Il coro manterrà lo stesso impianto, la stessa impostazione e più o meno gli stessi programmi e sono ben felici di confermarci gli impegni che hanno e che si sono accumulati con il tempo. Noi li aspettiamo in Italia dal 2 al 9 ottobre. Stiamo lavorando per cercare di trovare l'assetto migliore. Abbiamo una disponibilità già annunciata da parte di Torino (Teatro Regio), dal teatro filarmonico di Verona, da parte di Milano (Teatro degli Acrimboldi), stiamo cercando di incastrare le date per poterli portare anche al Teatro Carlo Felice di Genova e stiamo facendo qualche verifica su Roma e su altre città.

    Oltre la celebrazione del centenario della Rivoluzione di ottobre, vogliamo mostrare la nostra solidarietà per quello che riguarda le vittime e le loro famiglie. Stiamo costruendo l'ipotesi di riuscire ad avere una parte di raccolta di fondi a favore delle famiglie di vittime.    

    — Come Lei ha appena confermato, le vittime della catastrofe aerea del 25 dicembre saranno sostituite da nuovi artisti. Quali altri problemi di tipo organizzativo state affrontando in questo momento?

    — L'Italia un paese piccolo ma lungo e stiamo parlando di muovere 120 persone, una cosa non semplicissima da gestire. Però il problema principale, a mio avviso, è quello di convincere i direttori dei teatri o dei festival sulla qualità perché ci sono degli atteggiamenti delle volte dove magari giovani direttori che hanno 30-40 anni hanno timore di queste cose, hanno paura che questi artisti siano molto connotati politicamente. Invece non è affatto cosi… Stiamo parlando di un grandissimo livello di voci e impatto dello spettacolo.     

    — Potrebbe fare qualche anticipazione sul programma della tournée? E' prevista una partecipazione degli artisti italiani?

    — No, è prematuro. Tutt'oggi stiamo parlando del Coro senza ospiti e di una programma che nella prima parte comprende canti di ambito militare, con la possibilità di proiettare un video che racconta la storia del Coro. La seconda parte invece si compone di canzoni popolari russe, come ad esempio "Kalinka", "Oci cernie", "Podmoskovnye vecera" ecc. Insomma, cercheremo di portare in scena la vera tradizione russa. Magari Toto Cutugno che è un vecchio amico del Coro vorrà rendersi disponibile cosi come gli altri. Però per il momento la notizia che il Coro è stato ricostruito è proprio di ieri e adesso è troppo presto per poter parlare dei dettagli specifici e della possibilità di avere degli ospiti.

    — Lei organizza esibizioni di artisti russi dal 1972. Basandosi sulla sua ampissima esperienza, pensa che la "diplomazia culturale" rimanga ancora uno strumento efficace per il mantenimento dei rapporti tra la Russia e l'Italia?

    — Assolutamente si perché c'è un grande amore reciproco. Io lo vedo ogni volta che portiamo gli artisti italiani in Russia, dove abbiamo sempre avuto una calorosissima accoglienza. Uguale, se non maggiore è l'accoglienza che il pubblico italiano riserva ad ogni spettacolo che arriva dalla Russia e che è sempre di grande qualità. La cosa più bella è che si è superato il periodo in cui c'erano delle questioni ideologiche, mentre adesso per fortuna rimane solo il valore artistico. Lo vediamo con il "Slava's snow show" di Slava Polunin, che viene in Italia da 15 anni ininterrottamente,  e ogni anno raccoglie migliaia e migliaia di persone, affascinate dalla sua poesia e dalla sua arte, che pensano esclusivamente alle emozioni che ti da questo straordinario artista. Direi che più in ogni altra cosa nell'arte e nello spettacolo uno può essere ambasciatore ma più che di diplomazia, secondo me, si tratta di affinità culturali e sentimentali.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Correlati:

    Estonia boccia proposta di ospitare uno spettacolo del coro dell’esercito russo
    Aereo russo, Charlie Hebdo pubblica vignetta su coro a bordo
    Tags:
    Coro dell'Armata Rossa, Russia, Italia
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik