16:21 28 Maggio 2017
    Convegno Globalismo e sovranità: quali prospettive politiche per l'Italia che verrà

    Arrivano i populisti!

    © Foto: fornita dal Centro Studi Politici e Strategici Machiavelli
    Italia
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    Tatiana Santi
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    Quando un fenomeno fa paura o non si comprende fino in fondo basta lanciare l’allarme: arrivano i populisti! Grattando via l’etichetta del “politicamente corretto” in realtà si scopre che sta nascendo una risposta alla globalizzazione e sta cambiando musica.

    "Globalismo e sovranità: quali prospettive politiche per l'Italia che verrà" è il nome del primo appuntamento del neonato think tank Centro Studi Politici e Strategici Machiavelli, tenutosi l'8 febbraio nella meravigliosa Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati. La conferenza condotta dai rappresentanti del nuovo think tank Daniele Scalea e Dario Citati ha sollevato domande cruciali per l'Italia in un periodo di grandi scelte politiche, ma ha anche cercato di dare delle risposte grazie agli interventi di ospiti illustri come l'economista Ettore Gotti Tedeschi, il giornalista Marcello Veneziani, l'on. Guglielmo Picchi e l'economista Alberto Bagnai.

    Al Convegno spiccava la presenza del leader della Lega Matteo Salvini, fra i più temibili populisti, coloro che però sull'arena politica europea e internazionale riscuotono sempre più successo.

    Gli Stati sono entrati in una profonda crisi economica, politica ed identitaria, quando nel nome della globalizzazione si sono cancellati i confini geografici, ma anche morali. Si è entrati nell'epoca dell'indistinto, dell'assenza di differenza fra le culture e addirittura fra i sessi.

    Come si è arrivati alla crisi economica in cui versa l'Italia? Ettore Gotti Tedeschi ha illustrato magistralmente al pubblico le fasi che hanno portato l'Italia alla "spartizione del cadavere". Il tutto è iniziato negli anni '60-'70 con un indebolimento del Paese, che ha subito un gravissimo impatto demografico: il PIL non può crescere se non cresce la demografia. Come può prosperare un Paese se non si fanno più figli? Il "colpo mortale" risale agli anni '90 con l'Euro, che ha segnato la deindustrializzazione dell'Italia e la delocalizzazione della produzione. "Il colpo di grazia" avviene con la crisi del 2008, quando gli Stati Uniti nazionalizzano il debito privato, facendo raddoppiare così il debito pubblico.

    Ettore Gotti Tedeschi
    © Foto: fornita dal Centro Studi Politici e Strategici Machiavelli
    Ettore Gotti Tedeschi

    Marcello Veneziani
    © Foto: fornita dal Centro Studi Politici e Strategici Machiavelli
    Marcello Veneziani
    Marcello Veneziani ha spiegato il nuovo fenomeno politico del populismo e gli effetti devastanti del "sistema globalitario", neologismo del giornalista stesso. I confini della patria, i confini fra uomo e donna, i confini dell'Europa come civiltà si destrutturano. Il populismo in questo contesto, nota Veneziani, è il tentativo di tornare alla realtà, un fenomeno reattivo in tutto il mondo. Ora la sovranità politica ed economica diventa una battaglia. Il giornalista pone l'accento sul concetto di "confine", come luogo di confronto con gli altri: "se non ha il senso del limite, la società diventa smisurata". Veneziani ha infine aggiunto che non basta solamente vincere, al populismo serve una classe dirigente che sappia governare.

    A margine del convegno Sputnik Italia ha intervistato l'economista Alberto Bagnai.

    Alberto Bagnai
    © Foto: fornita dal Centro Studi Politici e Strategici Machiavelli
    Alberto Bagnai
    — Alberto Bagnai, perché oggi in Europa e in Italia quando si parla di interessi nazionali, identità e controllo dei propri confini si viene subito etichettati con l'accezione negativa di populisti?

    — Perché adesso siamo in una fase storica nella quale la sovranità è esercitata dalle grandi imprese multinazionali e c'è un ovvio interesse da parte di chi alimenta il dibattito mediatico nel demonizzare l'idea che i popoli possano avere una sovranità e una loro identità.

    — In Europa però sta cambiando musica, no?

    — Chi è pagato poco e non arriva alla fine del mese è scontento, questo è un fenomeno che pare molto strano ai sociologi e ai politici. Non mi sono mai interessato di queste cose perché vengo da un percorso di economista tecnico e mi occupavo di economia matematica. Appena la crisi è scoppiata e ho visto quello che succedeva, nel 2011 ho scritto che così portate Marine Le Pen a vincere le elezioni e questo sta succedendo. Se non succederà nella realtà ora, succederà la prossima volta.

    — Per quanto riguarda l'Italia con 90 bombe atomiche USA-NATO sul suo territorio di quale sovranità si può parlare? Quali prospettive politiche attendono l'Italia in questo senso?

    — Non si può parlare di nessuna sovranità, il problema è di rendersi conto che ora stanno cambiando i rapporti fra chi ci occupa nel bene e nel male, fra il Boss quindi e il suo rappresentante locale che è la Germania. Noi dobbiamo assolutamente approfittare di questo per negoziare delle condizioni migliori per il nostro Paese. Non credo che nei prossimi vent'anni Roma ridiventerà una capitale dell'Impero. Partendo dal presupposto che siamo un Paese subalterno, o si va verso il disegno degli Stati Uniti d'Europa, che sono sostanzialmente il 4° Reich tedesco, ma questo agli Stati Uniti non piace, oppure noi ci dobbiamo ritagliare uno spazio di autonomia negoziando con la Russia e gli Stati Uniti. Tra l'altro fra la Russia e gli Stati Uniti c'è un riavvicinamento e non è un'evoluzione necessariamente negativa. Meglio questo che cominciare a lanciarsi delle simpatiche bombe atomiche, sotto questo profilo mi sembrava molto più bellicosa la Clinton.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    euro, PIL, Imprese straniere, Economia, italiani, politica, Europa, USA, Russia, Germania, Italia
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