Widgets Magazine
16:38 22 Settembre 2019
Verona Museo di Castelvecchio

Il rientro delle opere d’arte a Verona. Una vicenda ancora controversa...

© Foto : fornita da Eliseo Bertolasi
Italia
URL abbreviato
Di
7161
Seguici su

Dicembre scorso le autorità ucraine hanno finalmente restituito a Verona le opere d’arte trafugate nel museo di Castelvecchio nel novembre del 2015 e ritrovate in Ucraina sei mesi dopo. Nonostante la parvenza di “lieto fine” l’evento ha suscitato forti perplessità da parte di consiglieri della Regione Veneto e dell’Associazione Veneto-Russia.

La questione cruciale sta nella dichiarazione, appena il giorno prima, da parte del neo ministro degli esteri Angelino Alfano, riguardo allo stanziamento di un milione di euro per aiuti umanitari all'Ucraina. I due eventi su delle date quasi coincidenti sono pura casualità oppure sono correlati?

Perché nonostante le promesse da parte del presidente ucraino Petr Poroshenko riguardo a una rapida riconsegna e i successivi continui rinvii, la restituzione è arrivata solo il giorno dopo lo stanziamento della somma?

Per far luce sulla vicenda Sputnik ha raggiunto le "voci" della protesta. Ecco cosa riferisce Stefano Valdegamberi consigliere alla Regione Veneto:

Stefano Valdegamberi
© Foto : fornita da Eliseo Bertolasi
Stefano Valdegamberi

— Tutto nasce da una dichiarazione un po' sospetta del ministro degli esteri Alfano, il quale dice che in data 20 è stato dato un contributo "umanitario", così dice lui, all'Ucraina per aiuto alle popolazione all'Est del paese. La cosa strana è che capita il giorno prima della partenza dei quadri da Kiev verso l'Italia. Mi sembra sia strano che si diano soldi, un milione di euro, il giorno prima che partino i quadri. C'è un accostamento sospetto! Chissà come mai proprio il giorno prima! Cosa realmente sia successo non lo spremo mai, la cosa strana è che sembra quasi un messaggio rivolto a qualcuno, per far vedere che hanno ottenuto qualcosa.Nei riguardi di coloro che dicono che noi speculiamo su queste cose perché sono soldi che vanno in aiuti umanitari, io chiedo, ma che senso ha darli a un dittatore col suo establishment che hanno patrimoni per miliardi di dollari, e noi qui andiamo a togliere i soldi agli italiani, quando nemmeno loro la scuciono nulla per il loro popolo per i loro concittadini? Glieli dobbiamo dare noi i soldi?

Un'altra cosa che trovo assurda, è da quando siamo stati iscritti della black list di questi "signori", nessuno del Ministero degli Esteri si è più interessato di noi. Noi che siamo cittadini che paghiamo le tasse, manteniamo anche la Farnesina, che paghiamo i soldi che sono finiti anche in questa donazione, non siamo nemmeno degni di attenzione da parte della Farnesina. Siamo ancora iscritti in questa black list ucraina e nessuno si è mai preoccupato di toglierci. Questa cosa è veramente vergognosa.

Gli stessi dubbi sono espressi anche dal consigliere regionale Luciano Sandonà presidente dell'Associazione Veneto-Russia:

Consigliere regionale Luciano Sandonà presidente dell'Associazione Veneto-Russia
© Foto : fornita da Eliseo Bertolasi
Consigliere regionale Luciano Sandonà presidente dell'Associazione Veneto-Russia

— Ci chiediamo, effettivamente, visto quello che è successo, il significato di quel comunicato stampa, il giorno prima, dal Ministero degli Esteri, in cui annunciava questi aiuti umanitari estemporanei non agganciati a nulla.

La cosa che fa più insospettire sembra che dietro questo ci sia un vero e proprio segnale. Noi vogliamo capire cosa c'è alle spalle di quello che è stato fatto da parte del Ministero degli Esteri con fondi pubblici. Se fosse un "riscatto" per i quadri sarebbe una vicenda assolutamente inaccettabile, perché l'Ucraina è un paese al quale diamo già degli aiuti.

— Cosa intende per segnale? 

— Sembra quasi un segnale per far si che si potesse andar a prendere i quadri, come se l'Ucraina aspettasse un segnale da parte del nostro Paese. Anche sulla vicenda temporanea: prima era stato annunciato, poi rimandato, poi rimandato ancora, c'è stato un tira e molla che è durato mesi e mesi; non si capiva cosa c'era dietro a questo fatto. Anche le stesse facce scure di Flavio Tosi e Dario Franceschini al momento della consegna dei quadri, al rientro dell'aereo. Insomma c'era qualcosa che non quadrava. Per questo noi miriamo a capire meglio, nell'interrogazione parlamentare che faremo.

— Cosa chiederete esattamente?

— Chiediamo che sia fatta piena luce sulla vicenda e che si dissoci dal fatto che sia stato pagato un eventuale riscatto, una somma di denaro per avere indietro i quadri. Se ciò fosse vero rappresenterebbe una vergogna per ciò che riguarda la nostra politica estera.

Palmarino Zoccatelli vice presidente dell'Associazione Veneto-Russia ha sottolineato:

Palmarino Zoccatelli vice presidente dell'Associazione Veneto-Russia
© Foto : fornita da Eliseo Bertolasi
Palmarino Zoccatelli vice presidente dell'Associazione Veneto-Russia

— Ho sentito al telefono il senatore Paolo Tosato, mi ha detto di riferire che lui si farà carico dell'interrogazione parlamentare sulla vicenda al senato, a Roma. Conoscendo il livello di corruzione delle attuali autorità di Kiev non stupirebbe che ci fosse stato il pagamento di un riscatto vero e proprio. Gli indizi ci sono tutti, la vicenda ha contorni fin dall'inizio molto torbidi.

Come associazione Veneto — Russia avevamo denunciato fin dall'inizio, con comunicati stampa, questo atteggiamento ricattatorio di Poroshenko. Ribadiamo tutti i nostri sospetti che costui abbia preteso ben altro per la restituzione delle opere d'arte.

Sono scettico anche sul destino degli "aiuti". E`stato detto che questo milione di euro è per le popolazioni dell'Est Ucraina, ci chiediamo quali? Quelle del Donbass che hanno subito che stanno subendo i bombardamenti o chi?Perché altrimenti non si capisce quali siano le popolazioni dell'Est Ucraina. Sicuramente non credo che Poroshenko dia questi aiuti alle popolazioni di Donetsk o Lugansk, e di altre città martirizzate dai bombardamenti ucraini. Quindi è una beffa doppia il fatto che diano come motivazione, che questi aiuti vadano alle popolazioni dell'Est Ucraina il che non è vero. Le popolazioni dell'Est Ucraina stanno subendo un'aggressione militare, anche in questi giorni, non credo che Poroshenko vada a offrire loro un milione di euro per aiuti.

Come veneti, penso, siamo stati i primi in Occidente a mandare aiuti al Donbass dove venivano distribuiti a chi veramente ne aveva bisogno. Questi nostri sono aiuti veri, non quelli promessi da Poroshenko.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Correlati:

Imprenditori veneti nel Donbass
Busato: “Crimea e Veneto hanno molto in comune”
Poroshenko dichiara "temporanea occupazione dell'Ucraina"
Tags:
museo, Arte, Aiuti umanitari, furto, Veneto, Repubblica Popolare di Lugansk, Repubblica popolare di Donetsk, Donbass, Italia, Ucraina
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik