16:42 30 Marzo 2017
    Censura

    Governo italiano: adeguamento all’UE e prove di censura

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    Italia
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    Marco Fontana
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    Gli eventi di portata storica del 2016 (Brexit, Trump presidente, sconfitta referendaria di Renzi, vittoria di forze "populiste") non riescono a venire metabolizzati da una classe politica che ha fallito nella sua totalità: diventa quindi necessario per essa addomesticare il malcontento col vecchio metodo del togliere voce a chi si ribella.

    E' inutile, le élite globali proprio non si arrendono di fronte all'evidenza: la rete ha cambiato una volta per tutte il mondo dell'informazione, superando i tradizionali e forse obsoleti centri di intermediazione delle notizie. A farne le spese sono i diritti fondamentali come la libertà di parola e quella di stampa, che oggi rischiano di essere cancellati dalle direttive europee. Gli eventi di portata storica del 2016 (Brexit, Trump presidente, sconfitta referendaria di Renzi, vittoria di forze "populiste") non riescono a venire metabolizzati da una classe politica che ha fallito nella sua totalità: diventa quindi necessario per essa addomesticare il malcontento col vecchio metodo del togliere voce a chi si ribella. 

    Recentemente il Governo italiano ha fatto conoscere sulla testata Il Foglio, per bocca del ministro della Giustizia Orlando, le sue brillanti idee per imbavagliare l'informazione della rete:

    E' arrivato il momento di mettere le cose in chiaro: Facebook non può essere più considerato un semplice veicolo di contenuti. Se su una bacheca vengono condivisi messaggi d'odio, o propaganda xenofoba, è necessario che se ne assuma le responsabilità non solo chi ha pubblicato il messaggio ma anche chi ha permesso a quel messaggio di essere letto potenzialmente in tutto il mondo. Al momento non esiste una legge che renda Facebook responsabile ma di questo discuteremo in sede europea prima del G7, per mettere a tema il problema senza ipocrisie.

    Nulla da eccepire se si parla di propaganda xenofoba, un po' diversa invece è la situazione quando il Ministro rivela incautamente il proprio pensiero spiegando che la sua vera preoccupazione riguarda l'informazione trasmessa dai social:

    Dire che Facebook deve responsabilizzarsi non significa voler punire Facebook, ma significa voler combattere contro un grande pericolo che vivono le nostre democrazie. La retorica sulla disintermediazione ci ha permesso di fotografare bene un fenomeno ma non ci ha permesso di capire bene le sue problematiche. La disintermediazione è inevitabile, e su questo non c'è dubbio, ma mi chiedo se sia inevitabile che la disintermediazione coincida con la distruzione dei corpi intermedi e non con la loro rigenerazione.

    La battaglia di principio che il Ministro vorrebbe condurre contro l'odio di razza sembra un cavallo di Troia per convincerci a difendere gli attuali apparati di intermediazione, cioè coloro che finora hanno saputo assicurare all'establishment di non venire troppo scosso dal rumoreggiare dell'opinione pubblica. Ecco fin dove si è spinta la volontà di autoconservazione della classe politica italiana, e in generale occidentale: i diritti e i valori sono branditi come clave soltanto contro gli avversari politici, per essere poi rimessi nel cassetto quando stanno per ritorcersi contro. Le ulteriori affermazioni del Ministro sono aberranti:

    Prima di rassegnarci a vivere nella giungla della disintermediazione senza regole è bene che la politica faccia la sua parte e che provi con tutte le forze a disincentivare l'affermazione delle post verità. Non sarà l'anticorpo perfetto ma la trasformazione di Facebook in qualcosa di simile a un editore è un passaggio cruciale in questo senso. Sia per il mondo della tecnologia sia per il mondo della politica. Qui non stiamo parlando solo di Facebook, stiamo parlando del futuro della nostra democrazia.

    E questo perchè? Lo spiega proprio Orlando nella sua intervista all'ex quotidiano di Giuliano Ferrara:

    Come è possibile che oggi venga ritenuto autorevole o credibile, senza alcuna verifica alla fonte, il primo politico che passa o la prima notizia che passa. Dall'altro lato però è necessario impegnarsi per non alimentare, su nessun piano, una spirale che rischierebbe di essere devastante. Quella che prevede l'affermazione di un principio pericoloso: ciò che è virale diventa verosimile a prescindere se ciò che si condivide sia vero oppure no. Le notizie false ci sono sempre state e sempre ci saranno.

    Non ci è dato sapere, nell'illuminata idea di libertà di parola declinata dal Ministro della Giustizia, chi sarà a decidere se una notizia è falsa o no, se incita all'odio o no, se minaccia la democrazia o no. Orlando evita scientemente di approfondire il problema dei controllati che diventano controllori. 

    Сapo redattore dell'agenzia di Sputnik e del canale televisivo RT, Margarita Simonian
    © Sputnik. Михаил Климентьев
    L'approvazione della direttiva europea contro i media russi, da Sputnik a RT, ci ofrre una visione più completa rispetto all'azione "moralizzatrice" del web portata avanti dalla classe politica italiana: è la tentazione di diventare i censori, coloro che decidono che cosa è vero o che cosa è fake, che cosa è autorevole o che cosa è da ignorare. Ma allora forza, torniamo direttamente ai tempi in cui solo le abbazie detenevano il sapere, mentre il popolino viveva nell'ignoranza! Ah già, oggi è impossibile, dato che siamo dominati dal laicismo e dal nichilismo. Mai come in questi ultimi mesi i governi occidentali hanno realmente cercato di limitare l'individuo nella sua libertà di informarsi dove meglio crede, tentando il più grande depistaggio mondiale al fine di non vedersi attribuita la responsabilità del fallimento dei loro Paesi.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    rete, Informazioni, Internet, liberta` di stampa, censura, social network, Media, Facebook, Andrea Orlando, UE, Europa, Italia
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    Tutti i commenti

    • belli corrado
      Non possono dichiarare fallimento, sennò passa per truffa fraudelenza, e poi stò ministrello come mai non dice che anche questo governo di cui ne fà parte ..è illegale, illegittimo e truffaldino ,visto che non hanno alcun pudore nel fare certe affermazioni da DITTATORI CERTIFICATI ed OMOLOGATI, ..e si..Orlando il furioso fà lo spocchioso-
    • Pompili
      Dai, non fate i disfattisti, c'è il M5S che sta prendendo piede, e poi...ne vedremo delle belle!
      Saluti
      Marco
    • A.Martino
      Il problema è notevole, e non mi rassicura il prender piede di MS5 in cui vedo, nonostante una certa venatura giacobina, un fondo "politically correct": presa di distanza dagli euroscettici, pisizioni ondivaghe sull'immigrazione,ortodossia mondialista in tema di "diritti" ecc.
      Prendiamo a esempio questo Forum: novantacinque concetti su cento qui espressi hanno contenuto "populista, antieuropeo, xenofobo, filorusso" e chi più ne ha più ne metta.Ognuna di queste bollature ha nulla di violento, ma crea grosso intralcio al regime dato che queste idealità, anche a livello di semplici stati d'animo nelle masse meno ideologicamente strutturate, stanno iniziando a creare grossi problemi alla Cupola occidentale. Prima che sia troppo tardi, potrebbero chiudere questo Forum (speriamo che questo sia un mio catastrofismo, ma serve a farmi capire).Sui social networks non si potebbe emigrare dato che anche Facebook, a quanto pare, è nel mirino(questo poi è contraddittorio, Zuckerberg è organico al mondialismo ma il suo giocattolone ospita troppi contenuti antisistema: lui in fondo fabbrica botti, ci puoi mettere dalla semplice acqua, al vino, al veleno).
      Scrivere sulla cara vecchia carta stampata? Sequestro, avviso di garanzia, ecc. ecc...
      E vabbé, ritrovarsi a casa di amici o in scantinati......e allora delatori, microspie....
      Insomma, nubi fosche si addensano sulla libertà di espressione: e in più si è, più il potere si spaventa. Specie quando ritiene di essere il Bene. e che tu sia il Male.
    • avatar
      bakun33
      e' da tempo che ci si doveva attendere una tale reazione. logica innanzi alla sostanziale inutilita' della stampa e delle tv mainstream utili solo per gli allocchi. il livello ora si alza da diffusione delle informazioni corrette e quindi contrasto di opinione ad azione attiva di coercizione del pensiero. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. ma che cosa pensano quegli inetti politici fatti eleggere con i nostri voti e pagati con i nostri denari, che le persone staranno zitte a farsi censurare? In Italia abbiamo una tradizione di cospirazione attiva e rivoluzionaria, innanzi alla quale i complotti posti in atto dai vari servizi italiani ed esteri, sono esercitazioni per marmittoni. lo comprendono che la repressione della liberta' d'espressione dara' finalmente inizio alla loro fine? Evidentemente no.
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      sputnik2016
      E in effetti nel caso di "Brexit, Trump presidente, sconfitta referendaria di Renzi, vittoria di forze "populiste", abbiamo toccato con mano come sia la "loro" vera informazione! Ecco, è di questi cialtroni che dobbiamo liberarci.
    • roberto
      incredibile! Facebook è nato per una geniale idea di un funzionario della Cia. Tempo fa durante una discussione sul badget, cercavano di preventivare la spesa per un nuovo progetto di intelligence. Ebbene, un geniale funzionario propose di trovare un sistema per cui fossero i cittadini a fornire informazioni e non l'Intelligence a spendere soldi per trovarle. Ecco come nacque Facebook. Facebook è una miniera di informazioni e non credo che sia il bersaglio della censura. Saranno semmai i siti liberi.
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