00:36 30 Ottobre 2020
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Il centro stampa di MIA Rossiya Segodnya ha ospitato la videoconferenza Roma-Mosca sul tema "L'Italia dopo il referendum: conseguenze per il paese e l'Unione Europea".

Da Mosca hanno preso parte al convegno Genri Sardariyan, preside della facoltà di Pubblica Amministrazione dell'MGIMO di Mosca ed Ivan Timofeev, direttore del Consiglio russo sugli Affari Internazionali. Da Roma, il politologo, docente di studi strategici all'Università LUISS Germano Dottori e Ferdinando Nelli Feroci, presidente dell'Istituto di Relazioni internazionali IAI ed ex commissario europeo per l'industria e l'imprenditoria.

Come cambierà il corso politico dell'Italia con il nuovo premier? Ha senso aspettarsi dei cambiamenti nella politica interna ed estera dell'Italia? Perché molti esperti parlano di "Ital-exit"?

Gli esperti hanno dato le loro risposte a queste domande di stretta attualità, proprio all'indomani della definitiva fiducia incassata dal governo Gentiloni in Senato, ed alla vigilia del primo vertice europeo a cui prenderà parte il nuovo premier italiano e che vedrà all'ordine del giorno anche la discussione sulle sanzioni contro la Russia.

"La posizione dell'Italia nei confronti della Russia è chiara fin dall'inizio dell'attuale crisi. Nel segno della solidarietà con UE e Nato l'Italia ha accettato e imposto le sanzioni contro la Russia, ma ha continuato a mantenere il dialogo con Mosca. La Russia è un partner troppo importante per l' Europa e l'Europa ha bisogno della Russia per risolvere questioni globali, come quella della sicurezza. Tuttavia un'iniziativa italiana in seno al Consiglio Europeo per portare all'abolizione delle sanzioni mi sembra poco probabile."

La Russia invece continua a ritenere l'Italia un partner tradizionalmente vicino e uno di quei paesi con i quali poter intavolare un dialogo costruttivo che porti i partner europei a riconoscere gli errori commessi negli ultimi anni per aver voluto mantenere un atteggiamento ostile nei confronti di Mosca. Diversamente, la peculiarità della politica italiana continua a suscitare l'interesse degli osservatori russi, come rileva Genri Sardariyan:

"In Russia come in ogni paese la comprensione dei paesi che non sono immediati vicini, quindi quelli con cui non ci sono rapporti quotidiani avviene attraverso degli stereotipi. Per quanto riguarda l'Italia, spicca l'impulsività e l'immagine di un paese creativo, anche in politica, per cui non ci si stupisce più di tanto di questa situazione. La Costituzione italiana è stata scritta così fin dall'inizio per evitare un'eccessiva centralizzazione del potere. Mi ricorda chi diceva che l'ONU non venne creato perchè ci fosse il paradiso in terra, ma per evitare l'inferno. Lo stesso si può dire del sistema italiano. A mio avviso l'aspetto che va sottolineato dell'attuale situazione è che si è arrivati al quarto premier ministro di fila —di fila, non quarto in tutta la storia- che non ha niente a che fare con la volontà del popolo, ma che si trova a dover governare un paese a cui servono riforme strutturali da prendere con decisione e in tempi rapidi. In questo il sistema italiano mostra i suoi difetti."

Infine, nessuno degli intervenuti si è voluto sbilanciare sulla probabile durata del governo Gentiloni, ma da Roma Germano Dottori ha espresso l'auspicio che tocchi proprio all'Italia sancire il "disgelo" tra la nuova leadership USA e la Russia, riportando il G7 in programma ad agosto a Taormina ad essere a otto.

Con questo evento si chiude il ciclo di incontri ospitati dal Centro Stampa di MIA ROSSIYA SEGODNYA e dedicati alla politica italiana, che nel mese di novembre aveva visto le conferenze stampa organizzate dalle delegazioni del Movimento 5 Stelle e della Lega Nord durante le rispettive visite a Mosca.

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Rossiya Segodnya, Germano Dottori, Roma, Mosca
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