16:17 28 Maggio 2017
    Petro Poroshenko

    Avvocato veronese denuncia presidente ucraino Poroshenko

    © REUTERS/ Andrew Kravchenko/Pool
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    Marina Tantushyan
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    L’avvocato veronese Guariente Guarienti ha depositato una denuncia alla Procura di Verona nei confronti del presidente della Repubblica Ucraina Petr Poroshenko per il mancato ritorno in Italia dei 17 quadri tra cui le opere di Tintoretto, Mantegna e Rubens.

    I quadri sono stati trafugati il 19 novembre 2015 al museo di Castelvecchio e ritrovati nel maggio 2016 sul territorio ucraino, in un campo nella regione di Odessa. Il legale, che ipotizza i reati di ricettazione a appropriazione indebita, ha inoltrato un analogo atto di denuncia anche al Procuratore della Repubblica di Kiev.

    Per approfondire questo tema Sputnik Italia si è rivolto direttamente all'Avv. Guariente Guarienti.

    — Avvocato, cosa L`aveva ha spinto di fare una causa contro Petr Poroshenko?

    — Da veronese innamorato della mia città, delle sue opere d'arte mi rendevo conto che a distanza di quasi sette mesi dal ritrovamento dei quadri la situazione non si sbloccava. Quindi bisognava dare una spinta per risolvere questo problema. Ho presentato le due denunce per smuovere le acque, non tanto perché a me interessino i processi contro Poroshenko. Adesso ci sono una serie di risposte che prima non c'erano.

    — Su quale base legale ha deciso di aprire un procedimento nei confronti del capo dello stato ucraino non solo in Ucraina ma anche in Italia?

    — Sulla base del comm.1, numero 4 dell'art.7 del codice penale italiano: norma che punisce "il cittadino o lo straniero che commette in territorio estero (tra gli altri) i delitti commessi da pubblici ufficiali a servizio dello Stato, abusando dei poteri o violando i doveri inerenti alle loro funzioni".

    Il fatto che Poroshenko ha deciso di tenere i quadri costituisce un reato di ricettazione. In codice penale ucraino non ho trovato la ricettazione però c'era appropriazione indebita. Quindi ho provato due strade e poi ci saranno i procuratori che dovranno decidere se è stato commesso un reato o meno. Io comunque credo poco che venga aperto procedimento dalla procura della Repubblica Ucraina contro il presidente Poroshenko.

    — La notizia della sua denuncia ha fatto il giro del mondo. Come hanno reagito le autorità ucraine?

    La delegazione degli imprenditori veneti a Donetsk
    © Foto: fornita da Eliseo Bertolasi

    — Infatti la situazione si è mossa. Sono stato contattato da un diplomatico europeo che però mi ha scritto in modo molto riservato che si sta interessando. Mi ha dato una certa assicurazione che si sta raggiungendo un accordo per la restituzione però non mi ha detto quando. Poi mi ha scritto un avvocato di Kiev molto coraggioso, secondo me, mettendosi alla mia disposizione. Il vice console onorario ucraino del Veneto invece ha intervenuto dicendo che Ucraina è pronta alla restituzione.

    Inoltre in questi giorni Poroshenko pure si è espresso confermando la sua prontezza a restituire i quadri. Secondo il leader ucraino, le opere non sono ancora tornate a Verona per colpa del premier Renzi che non riesce a trovare un giorno per incontrare il presidente ucraino. Questo ritardo, secondo me, è poco giustificabile.

    Perché dopo che i quadri sono stati ritrovati in maggio, ci sono stati 3 mesi estivi, un periodo in cui la politica non ha molti problemi. Si poteva trovare il tempo. Adesso Renzi è impegnato giorno e notte con il referendum però dopo il 4 dicembre non ci sarà più quella scusa e mi auguro che il nostro presidente del consiglio si metta in contatto tramite ambasciata con Poroshenko e stabilirà una data. Per portare i quadri a Verona da Kiev in aereo sul quale sale il presidente della Repubblica Ucraina ci vuole qualche ora. Quindi in mezza giornata volendo si può fare tutto.

    — Dopo il ritrovamento dei quadri il sindaco di Verona Flavio Tosi ha conferito la cittadinanza onoraria italiana al presidente ucraino, Petr Poroshenko. Tanti veronesi si sono espressi contro e hanno firmato un appello al Presidente Mattarella per annullare questa improvvisa iniziativa. A Suo avviso, la Sua causa potrà aiutarli a raggiungere questo obiettivo? 

    — Secondo me, questa decisone è stata un po' prematura. Il nostro sindaco doveva aspettare che quadri tornassero in Italia. Io personalmente condivido questa raccolta che vuole, a mio avviso, sollecitare l'accordo per l'incontro tra Renzi e Poroshenko. E poi io penso che la revoca della cittadinanza onoraria potrà farla solo il sindaco con la motivazione che Poroshenko non si sia attivato per restituire i nostri quadri in tempi brevi.

    — Quali saranno i suoi prossimi passi se dopo il referendum non cambierà nulla e i quadri rimarranno in Ucraina? 

    — Il diplomatico europeo con il quale ci siamo sentiti mi ha detto che se i quadri non tornano entro dicembre, si metterà in contatto con me per vedere che tipo iniziativa proporre a Kiev. Io comunque credo che siamo arrivati al momento in cui i nostri presidenti non possono più tirarsi dietro. Spero comunque che la situazione arrivi alla conclusione subito dopo il referendum, che le opere tornino da noi, così faremo qui a Verona una grande festa!

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Tags:
    Quadri rubati, Petr Poroshenko, Italia, Ucraina
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