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15:47 19 Agosto 2019
Antonio Fallico

Torino rappresenta il 43% delle merci dirette verso Mosca

© Sputnik . Igor Russak
Italia
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Fallico (pres. Banca Intesa Russia e Conoscere Eurasia): “Innovazione decisiva su futuro export”. Esportazioni a 227 milioni di euro nel primo semestre 2016.

Calano ma non crollano le esportazioni piemontesi verso la Russia; tiene invece Torino, che da sola rappresenta in valore il 43 per cento delle merci dirette verso Mosca. È la sintesi di quanto emerso — in occasione del 3° seminario italo-russo ‘L'Arte dell'innovazione' — dai dati Istat relativi al primo semestre 2016, elaborati dall'Associazione Conoscere Eurasia. Nel complesso, con un valore delle esportazioni di 227mln di euro, il Piemonte perde il 6 per cento (-11,2 per cento le importazioni): una contrazione minore rispetto alla media nazionale (-7,1 per cento) ma maggiore della performance registrata a Torino, che chiude il semestre con un —0,9 per cento e un valore dell'export di quasi 98mln di euro.

"L'innovazione come elemento trasversale e distintivo di diverse filiere produttive sarà sempre più decisiva nella competizione per le esportazioni verso la Russia — ha detto il presidente di Banca Intesa Russia e dell'Associazione Conoscere Eurasia, Antonio Fallico —, e qui la regione Sabauda è in grado di calare carte vincenti. Meccanica di precisione, industria 4.0, automotive sono solo alcuni dei comparti dove il saper fare piemontese è in grado di incrociare la domanda di Mosca e ripartire dopo quasi 2 anni di congiuntura negativa".

Ed è proprio la meccanica, con la fabbricazione di macchinari e parti meccaniche, la voce principale tra le merci dirette in Russia con un fatturato che nei primi sei mesi di quest'anno è arrivato a quasi 50mln di euro ma che allo stesso tempo ha scontato una perdita netta (-41,5 per cento). Il dato è stato controbilanciato dalla crescita di altri settori del manifatturiero, come le bevande e i prodotti alimentari (+4,7 per cento) — a 41mln di euro —, la chimica (+30 per cento, 23,3mln di euro) o il tessile (+14,2 per cento, 22,6mln di euro).

Significativo anche il balzo dei ‘mezzi di trasporto' che, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, guadagnano il 28,6 per cento e superano i 25mln di euro di mezzi esportati. Su quest'ultima voce, Torino gioca ovviamente la parte del leone, con i 4/5 del valore prodotto e una crescita del 18,6 per cento, mentre rappresenta quasi la metà dell'intera torta agroalimentare, in crescita del 47,9 per cento. Molto bene, nel capoluogo di regione, anche i prodotti chimici (+83,7 per cento) oltre a ‘gomma, plastiche e prodotti per la lavorazione di minerali' (+58,8 per cento), che compensano la perdita della fabbricazione di macchinari e parti meccaniche (-55,5 per cento).

Tra le altre province, l'export di Cuneo supera i 39mln di euro grazie soprattutto ad agroalimentare e apparecchiature, ma registra un forte calo complessivo (-22,6 per cento). In crescita notevole Alessandria (+31,1 per cento), complice l'exploit di vari settori, a partire da chimica e metalli. Il terzo seminario italo-russo di Torino è organizzato dall'Associazione Conoscere Eurasia, Roscongress, Forum economico di San Pietroburgo e Città di Torino, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e Studio Legale Gianni, Origoni, Grippo, Capelli & Partners.

Tags:
commercio, Economia, Italia, Russia
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