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22:56 15 Luglio 2019
Il leader del Movemento 5 stelle Beppe Grillo

Da Mosca il NO dei 5 stelle al referendum e "a chi ci chiama la mano di Putin in Italia"

© AFP 2019 / Filippo Monteforte
Italia
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No al referendum costituzionale del 4 dicembre, no alle sanzioni e alla politica estera del governo Renzi e no a chi li accusa di essere "la mano di Putin" in Italia. Questa la posizione espressa dalla delegazione del Movimento 5 Stelle in visita a Mosca.

Prima dell'incontro con la comunità italiana, i deputati del Movimento Cinque Stelle Paola Carinelli, Michele Dell'Orco, Mirella Liuzzi, Giuseppe Brescia ed il senatore Vito Petrocelli hanno tenuto una conferenza stampa nel Centro Multimediale di MIA ROSSIYA SEGODNYA.

Oltre alle ragioni del "no" al referendum ha tenuto banco il tema delle relazioni bilaterali con la Russia, con l' "evergreen" del no alle sanzioni e la "new entry" della questione dell'invio dei militari italiani in Lettonia.

Prima della vostra visita a Mosca alcuni media italiani hanno accusato il Movimento 5 Stelle di essere "la mano di Putin" in Italia, voi come reagite a questa accusa?

Risponde il senatore Vito Petrocelli, vice presidente del Comitato per gli Italiani all'Estero

Vito Petrocelli, M5S
© Sputnik .
Vito Petrocelli, M5S

A giorni alterni, a seconda del clima internazionale, ci accusano di essere filofascisti, filocomunisti, amici di Nigel Farage, e cosi via. Adesso ci chiamano amici di Putin, ma noi non interessa il giudizio degli altri su Putin come presidente di un grande paese come la Russia, o sul presidente dell'America. Se ai russi va bene Putin come presidente, noi siamo soddisfatti di questo, ma non ci intromettiamo nella politica di un altro paese e perseguiamo l'idea che nessun paese si intrometta nella vita politica di un altro paese. Noi ci preoccupiamo unicamente di sostenere gli interessi economici, politici e sociali dei cittadini e delle imprese italiane, in Italia e all'estero. Se questi interessi coincidono con gli interessi di un altro paese grande piccolo o medio che sia, questo è trascurabile. Il nostro obiettivo tenere alto il nome dell'Italia che con le azioni degli ultimi governi non eletti dal popolo, ma nominati dal Presidente della repubblica, ha raggiunto il punto più basso.

Che cosa farete se vince il NO al referendum del 4 dicembre?

Risponde il deputato Michele Dell'Orco

Michele Dell'Orco
© Sputnik .
Michele Dell'Orco

Se vince il si col senato gestito da Matteo Renzi  e le regioni attualmente quasi tutte in mano al PD avremo una situazione pericolosa per diversi anni, con un senato bloccato fino a nuove elezioni regionali. Se vince il no, come Movimento Cinque Stelle dovremo prepararci a formare una squadra in grado di governare il paese. Il 5 dicembre lo sapremo e sapremo se il presidente del Consiglio Matteo Renzi manterrà la sua promessa di dimettersi in caso di vittoria del no e di bocciatura della sua riforma. Di norma, se il capo del governo promette qualcosa ai suoi cittadini deve mantenerlo.

A margine della conferenza stampa i deputati 5 stelle hanno risposto anche alle domande inviate dai lettori di Sputnik Italia nell'articolo che annunciava la loro visita a Mosca.

Qual'è la vostra posizione sull'invio dei soldati italiani nella missione NATO in Lettonia?

Risponde la portavoce del Movimento Cinque Stelle Mirella Liuzzi

Mirella Liuzzi
© Sputnik .
Mirella Liuzzi

La vicenda dell'invio dei soldati italiani al confine con la Lettonia crediamo che sia un'azione fatta per tenere il fiato sul collo alla Federazione Russa, di cui non avevamo assolutamente bisogno. Anche per il metodo con cui è stata presa, perché l'annuncio è stato fatto da una personalità esterna - il segretario della NATO — e poi il nostro governo si è affrettato a confermarlo. Chiaramente si tratta di un'azione su cui non siamo d'accordo, perché si dovrebbe agire in maniera diversa con la Russia, iniziare un dialogo, togliere le sanzioni, ritornare a quello che era in precedenza. Sulla vicenda dei soldati italiani abbiamo proposto delle interrogazioni che però al momento sono ancora in commissione esteri e qui ci si riallaccia al discorso sul referendum e su una riforma che cerca di normalizzare una prassi in atto da tempo: tante scelte di politica, estera in primis, vengono decise al di fuori del Parlamento e solo all'interno del governo.

Quello di Mosca è uno degli ultimi incontri dell' #iodicono tour del Movimento 5 stelle, che ha toccato tutta l'Italia e diversi paesi stranieri. Qual'è la percezione degli elettori rispetto al quesito del referendum tra gli italiani in Italia e quelli all'estero?

Risponde il senatore Vito Petrocelli, vice presidente del Comitato per gli Italiani all'estero

In Italia e all'estero c'è una percezione diversa del referendum. All'estero tra i nostri concittadini oreientati dalla propaganda delle tv nazionali che trasmettono all'estero, si chiedono e ci chiedono se effettivamente un eventuale vittoria del si e questa riforma possa portare ad una semplificazione dell'iter legislativo. Della riforma si conosce pochissimo, molto meno di quello che sanno gli italiani quindi può essere che davanti alla scheda elettorale si trovino sorpresi. Siccome sulla scheda è stato inserito il titolo della legge di riforma e il governo quando fa un titolo lo fa accattivante e spesso fuori dalla realtà — pensiamo alla "Buona Scuola" che poi tanto buona non è — si è tentati di votare Si. Volete che venga cancellatto il CNEL? Si che lo vogliamo perché di fatto in dieci anni sono stati spesi 1 miliardo di euro. Volete che sia ridotto il numero dei senatori? Si che lo vogliamo, senza sapere che il restyling del Senato a cui si andrebbe incontro è qualcosa di incomprensibile. Il cittadino eleggerebbe dei rappresentanti in base alle loro competenze per fare i consiglieri regionali e poi se li ritroverebbe anche al Senato, senza sapere se e come questi siano in grado di svolgere anche il secondo incarico.

Il Referendum Costituzionale è in programma domenica 4 dicembre. Si vota dalle 7 alle 23 e non è previsto il quorum, quindi vincerà l'opzione che avrà raggiunto il maggior numero di voti. Il quesito su cui gli elettori italiani saranno chiamati a votare è il seguente:

"Approvate il testo della legge costituzionale concernente "disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della Costituzione", approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?".

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M5S, Matteo Renzi, Beppe Grillo, Mosca
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