22:11 11 Dicembre 2019
Coro

Fuori dal coro per non ritrovarsi fuori di casa, la propria

© AP Photo / Alastair Grant
Italia
URL abbreviato
Di
10450
Seguici su

L'Italia ha sempre amato i cori. Sarà per questa ragione che, spesso, i media e molti politici "cantano" all'unisono nell'affermare certi concetti e nel condannare, o addirittura insultare, quelli che osano dissociarsi dal coro. E' il caso della questione migratoria e dell'accoglienza dovuta alle migliaia di clandestini che arrivano ogni giorno.

L'Italia ha sempre amato i cori. Dal Canto Gregoriano ai cori alpini, a quelli sardi, cantare in coro è sempre piaciuto a molti dei nostri concittadini e anche chi non vi è personalmente portato, difficilmente osa dire pubblicamente di non gradire quella forma di espressione vocale. Sarà per questa ragione che, spesso, i media e molti politici "cantano" all'unisono nell'affermare certi concetti e nel condannare, o addirittura insultare, quelli che osano dissociarsi dal coro. E' il caso della questione migratoria e dell'accoglienza dovuta alle migliaia di clandestini che arrivano ogni giorno.

Migranti sulle coste del mar Mediterraneo
© AP Photo / Lefteris Pitarakis
Un esempio evidente di quest'atteggiamento è stato il linciaggio cui sono stati moralmente sottoposti gli abitanti di Gorino per aver rifiutato di ospitare sul proprio territorio un gruppo di donne nigeriane con alcuni bambini. Nessuno ha voluto riflettere sul vero perché di quel rifiuto, e parole come "vergogna", "razzismo" o "disumanità" sono state lanciate ai quattro venti da quasi tutte le testate e ripetute con spreco di "buonismo" da qualche ministro del Governo in carica (Alfano, Ministro degli Interni, in primis). Certo, si trattava solo di diciotto persone, per di più solo donne e bambini ma, se quello fosse stato l'unico gruppo di stranieri arrivato sulle nostre coste, sicuramente nessun Comune si sarebbe rifiutato di accoglierli. Anzi, probabilmente sarebbe nata una gara per alloggiarli, se non altro per curiosità. Magari anche a Gorino.

La realtà è che quel gruppo era, e sarà, solo una minima parte delle centinaia di migliaia di africani che sono quotidianamente ricevuti e smistati nei Comuni italiani. Senza che nessuno capisca quando, o come, tale flusso potrà interrompersi. Criticare chi li ha rifiutati è facile e ci si dimostra molto "umanitari" ma, anche se la maggior parte degli italiani tace per evitare la condanna senza appello di soloni pseudo-intellettuali, ciò che è successo in quella provincia ferrarese è stato condiviso e apprezzato dai più. Le ragioni di questo diffuso dissenso con la politica del nostro Governo nei confronti dei migranti risiedono nel fatto che ognuno percepisce che ci troviamo in una via senza uscita e senza logica e che, continuando così, gli arrivi non potranno che moltiplicarsi.

Salvare la gente in mare nelle nostre acque territoriali o con navi di passaggio in acque internazionali è moralmente irrinunciabile, ma andare addirittura a prenderli vicino alle coste libiche costituisce un incoraggiamento a tanti altri e un'evidente complicità con gli scafisti e i trafficanti di uomini. E' stato scoperto dai nostri "servizi" che i gommoni (fabbricati in Cina e importati in Libia via Turchia e Malta) sono nuovi ma costruiti con materiali a buon mercato, con pareti sufficienti a tenere il mare solo per qualche ora: in tutta l'Africa è ormai risaputo che basta mettersi in acqua per essere "salvati" e trasportati immediatamente in Italia. Ove, naturalmente, saranno garantiti vitto, alloggio e cure mediche. Arrivano anche donne incinte perché, lo sanno tutti, in quella condizione non si potranno espellere e, se tutto va bene, dopo un po' si cercherà di andare in altri Paesi del Nord Europa o, comunque, farsi raggiungere dai parenti.

Quanti di loro i nostri politici, i nostri giornalisti, i nostri preti pensano di volerne accogliere? C'è qualcuno che crede veramente che chi arriva sarà ripartito tra tutti Paesi europei?

Se c'è, è un illuso. Dimenticando volutamente che la nostra densità di popolazione autoctona è già tra le più grandi in Europa, i nostri partner ci ricordano che i migranti presenti in Italia son un numero ancora inferiore a quanti se ne trovano in Germania, in Francia, in Gran Bretagna o altrove. Di là dalle dichiarazioni di collaborazione e delle loro navi che ci aiutano a scaricarli sulle nostre coste, Germania e Svezia, che "generosamente" avevano promesso di prendersene qualcuno, han fatto marcia indietro e han chiuso le porte. Per evitare equivoci e infischiandosene di Schengen ma appellandosi solo a Dublino, hanno rafforzato i controlli alle frontiere, così come han fatto la Svizzera, l'Austria e la Francia. In altre parole, tutti quelli che riceviamo resteranno a carico nostro, dei nostri ospedali, delle nostre finanze, delle nostre popolazioni.

Nessuno tra i "buoni" si è domandato fino a quando continueremo a importare clandestini che, nel migliore dei casi, ciondoleranno per più di un anno senza nulla fare dalla mattina alla sera (perché assegnare loro un lavoro, anche se socialmente utile, significherebbe averli già regolarizzati ancor prima di verificare se abbiano o no il diritto all'asilo)? Nessuno si chiede, a voce alta, come facciano a permettersi di pagare smartphone con relative comunicazioni internazionali, come soddisferanno, e con chi, le loro naturali pulsioni sessuali, o cosa potranno mai fare qui, da noi, una volta regolarizzati?

Tutti sanno che tra di loro nessuno corre il rischio di morte nel Paese da cui arrivano o è perseguitato per "motivi di razza, sesso o religione". Perfino i siriani (potenzialmente già più integrabili degli africani neri) o gli afghani sono dei puri migranti economici. Poiché per arrivare da noi hanno lasciato la Turchia o il Libano o la Giordania, nessuno in quei paesi li avrebbe condannati a morte o discriminati per idee o comportamenti. Perché allora se ne sono andati se non per un legittimo, comprensibile, loro desiderio di migliorare il futuro standard di vita per se o per i figli? La cosa che più disturba l'italiano qualunque, è che non si hanno notizie né tracce di espulsioni per chi non ha i titoli. Al contrario, con la complicità di qualche magistrato, anche lui "buono", perfino chi commette furti o rapine, se non è colto in flagrante e non è un terrorista, potrà continuare a restare da noi. D'altra parte, sono gli stessi Paesi da cui provengono che non se li riprendono e, anche se lo volessero, organizzare voli aerei per rimandarli indietro sembra costare troppo.

Il Papa ci parla continuamente del dovere di accogliere chiunque arrivi. Certamente lui e i suoi subordinati fanno il loro mestiere: chi si propone come religione "universale" deve vedere tutti come "fratelli" e, magari, potenziali "fedeli". Eppure, perfino lui deve aver capito che a tutto c'è un limite e, parlando dalla Svezia ove l'ipocrisia sociale e meno diffusa che da noi, ha sentito l'opportunità di invitare a distinguere tra "rifugiati" e "migranti" e ha rilevato che è giusto che ogni Paese accolga "secondo le proprie possibilità ed esigenze sociali".

A differenza di chi parla al mondo, i nostri politici però non sono "universali". Loro sono eletti da un popolo e devono perseguire gli interessi di quel popolo e non false chimere. Non ci incuriosisce saperli "buoni" o "crudeli": il loro compito non è istruire le anime dei cittadini ma organizzare e rendere democraticamente sicura la società, prevenendo le possibili conflittualità.

Qualunque sociologo in buona fede sa che un gran numero di "stranieri", se concentrati nel tempo e nello spazio, tende a costituirsi una nuova comunità e, con l'andar del tempo, contribuirà a creare la sensazione di un "noi" e di un "loro", rendendo così impossibile ogni tentativo d'integrazione. Le società multiculturali sono un'illusione terzomondista fallita ovunque, da tempo. Ove non esiste integrazione, i contrasti assumono forme sempre più violente e questo è il destino che ci aspetta se continuiamo a importare migranti in numeri e tempi così ravvicinati.

E' chiaro a chiunque conosca un po' le relazioni internazionali e i vincoli sottoscritti dall'Italia che il problema dei flussi migratori non è di facile soluzione, ma continuare a parlare del dovere dell'accoglienza e dell'umano sentimento di solidarietà non può più essere la risposta. E questo è chiaro a tutti i cittadini, anche quelli che "devono" fingere di conformarsi al pensiero ufficialmente dominante.

Ma anche se, per pura ipotesi, tutto quanto sopra scritto fosse solo frutto d'irrazionali paure, quale Stato può durare nel tempo e che società democratica può sussistere se non sa difendere e far rispettare i propri confini e non impone a tutti le proprie leggi? Che senso ha appartenere a un Paese, pagarvi le tasse, votare per un Governo, se poi non si può più nemmeno distinguere tra il proprio territorio e il resto del mondo? Perché chi arriva in aereo, se non ha i documenti in regola, è respinto e chi si va a prendere in mare viene automaticamente "ospitato"?

Nonostante tutto Renzi ostenta ottimismo
© AP Photo / Alessandra Tarantino
Una cosa accettabile potrebbe essere l'eccezione, ma quando migliaia di persone il giorno entrano abusivamente nel nostro territorio, e lì si deve mantenere è chiaro che si è rinunciato alla nostra sovranità. Con quale spirito poter ancora dare fiducia a un qualunque Governo?

Detto ciò, i fatti di Gorino hanno suscitato un sentimento d'indignazione anche in chi scrive. Non però verso gli abitanti di quella frazione. Piuttosto contro la canea mediatica che si è scatenata contro di loro. 

Ci si stupisce dei sentimenti di anti-politica e di anti-establishment sempre più vasti tra gli elettori, ma quando il "coro" cantato dai politici e dalla classe dirigente è sempre meno condiviso dai cittadini, quando tra l'opinione "pubblica" e l'opinione "pubblicata" c'e' una distanza via via crescente, è automatico che nasca un sentimento di rigetto. E, a quel punto, tale discrepanza fa nascere molte domande sullo stato della democrazia in un Paese.

L'opinione dell'autore può non corrispondere a quella della redazione.

Correlati:

Guardie di frontiera bulgare fermano 65 immigrati provenienti dalla Turchia
Più immigrati per tutti e l'economia torna a girare
L'Ungheria sta per citare in giudizio la Commissione Europea per quote migranti
Finlandia, 5 milioni di euro da Bruxelles per i progetti legati ai migranti
Regno Unito, politici contro i seminatori d’odio nella questione migrazione
Calais, prosegue lo sgombero: già trasferiti 3000 profughi, autorità francesi accelerano
Tags:
Profughi, migrazione clandestina, Accoglienza dei migranti, Immigrati, Il Ministro degli Interni Angelino Alfano, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik