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    La platea al Forum Euroasiatico di Verona del 2015

    Tutto pronto a Verona per il 5° Forum Euroasiatico

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    Oltre sessanta relatori, più di seicento aziende provenienti da 10 Paesi, personalità del mondo della finanza, dell'economia e della politica. Torna a Verona, il 20 e 21 ottobre (Palazzo della Gran Guardia), il Forum Eurasiatico, vertice economico giunto alla sua quinta edizione.

    Al forum, organizzato dall'Associazione Conoscere Eurasia, Fondazione Roscongress e Forum economico internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Gazprombank, Region Group e Visa Handling Services in primo piano ci sarà il focus sui rapporti economico-commerciali tra l'Italia, l'Europa e i Paesi dell'Unione Economica Eurasiatica (UEEA: Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Kirghizistan) ma anche di aree limitrofe, come Cina, India, Corea del Sud e Azerbaigian.

    Saranno 8 le sessioni di lavoro su cui si confronteranno top manager, imprenditori e amministratori: in primo piano l'economia e la finanza nel contesto della crisi globale; i processi geopolitici; il mercato dell'energia in prospettiva 2020; fino ai nuovi modelli di cooperazione economica; alle infrastrutture e all'agroindustria.

    Se la crisi geopolitica sta registrando uno dei momenti più difficili dai tempi della Guerra Fredda, nei rapporti commerciali tra l'UEEA e l'Italia si allenta sensibilmente la morsa della crisi. Secondo le elaborazioni su base Istat della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, realizzate in collaborazione con l'Associazione Conoscere Eurasia, il bilancio dell'export made in Italy verso i Paesi dell'Unione nel primo semestre del 2016 ha infatti contenuto la caduta a poco meno dell'1%, (-30% l'import, a/a).

    È maggiore invece la perdita registrata nel Nord-Est (-4,1%), dove la crescita di cantieristica, prodotti di metallo, agricoltura, gomma e plastica non è bastata a controbilanciare la caduta della meccanica. Il Veneto, che assieme a Lombardia ed Emilia Romagna rappresenta il 61,6% delle esportazioni verso l'Unione, segna nel primo semestre di quest'anno un —3,3% (da 622mld a 601mln di euro), dovuto principalmente al calo alla voce ‘macchinari' (-11,9%) controbilanciato con il balzo in avanti del ‘tessile' (+14,2%) e dal ‘vetro, plastiche e pietre'.

    Tra le province, il trend negativo permane a Treviso (-20,3%) e a Verona (-17,3%), mentre tornano in terreno positivo Vicenza (+4,4%), Padova (+18,3%), Venezia (+10%), Rovigo (+31,1%) e Belluno (+4,2%). È al solito Vicenza la top exporter del Veneto, con un valore delle merci nei primi sei mesi di quest'anno di 170mln di euro. A seguire, Treviso (120,7mld di euro), Padova (115,1mln) che supera Verona (112,3mln), e Venezia (49,4mln). Complessivamente nel semestre si intravede quindi — sia in Veneto che nel resto del Paese — un segnale diverso rispetto a quello che ha distinto il crollo dell'ultimo biennio (-45% circa gli scambi UEEA-UE) e che nel 2015 ha fermato l'export italiano a 8,4mld di euro (-22,7%), con gli scambi a 25mld di euro (-18%). Di questi, circa 2mld riguardano i flussi con il Veneto, che lo scorso anno ha fermato le proprie esportazioni a 1,3mld di euro (-28,9%).

    Per Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia:

    Antonio Fallico
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    Antonio Fallico

    "I segnali che arrivano dal mercato sono incoraggianti malgrado le tensioni geopolitiche. Le aziende italiane, e quelle venete in particolare, non solo comprendono la strategicità dell'Unione Economica Eurasiatica, ma avvertono anche la necessità di un nuovo approccio nel business, che non è soltanto ‘export' ma deve investire in forme innovative di cooperazione. Nel Veneto sono molti i settori trainanti con ampi margini di crescita, dai macchinari al turismo, dal tessile alle pelli e all'alimentare".

    Sul fronte degli interventi italiani, il Forum Eurasiatico vedrà la partecipazione, tra gli altri, di: Romano Prodi, presidente Fondazione per la Collaborazione tra i popoli; Massimo Mucchetti, presidente della 10^ Commissione del Senato; Gaetano Miccichè, presidente Banca IMI; Mauro Moretti, Ad del Gruppo Leonardo-Finmeccanica; Marco Tronchetti Provera, presidente e Ceo Pirelli & C. SpA; Marco Alverà, Ad Snam; Gregorio De Felice, Chief economist Intesa Sanpaolo; Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia e di Conoscere Eurasia; Luigi Scordamaglia, Ceo Inalca e presidente Federalimentare; Mauro Moscardi, Cfo Gruppo De Cecco, oltre al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e al sindaco di Catania e presidente della delegazione italiana del Comitato delle Regioni dell'Unione Europea, Vincenzo Bianco.

    Molti i relatori dell'area eurasiatica: Igor Sechin, presidente e Ceo Rosneft; Leonid Mikhelson, presidente Novatek; Andrey Akimov, presidente del Management Board Gazprombank; Alexander Shokhin, presidente Unione industriali e imprenditori della Russia; Grigory Rapota, Segretario di Stato Russia-Bielorussia; Tatiana Valovaya, ministro dell'Integrazione e della Macroeconomica della Commissione economica eurasiatica; Alekey Meshkov, vice ministro degli Esteri della Federazione Russa; Ilya Shestakov, vice ministro dell'Agricoltura della Federazione Russa; Evgeny Shestakov, vice ministro degli Affari Esteri della Bielorussia; Sergey Razov, Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Sergey Cheremin, ministro del Governo di Mosca e Alexander Stuglev, amministratore delegato della Fondazione Roscongress.

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    Tags:
    Unione economica euroasiatica, Forum economico di San Pietroburgo, Italia
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