08:29 01 Giugno 2020
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A Tver, città da tempo gemellata con Bergamo, è stato inaugurato il centro di cultura e lingua italiana. All'inaugurazione è intervenuto uno degli artefici del lungo gemellaggio tra il capoluogo orobico e la città russa, Valerio Bettoni, che a Sputnik Italia ha parlato delle relazioni culturali ed economiche fra i due paesi.

La visita di Bettoni, già presidente della provincia di Bergamo fino al 2009, si inserisce nel trend che vede sempre più spesso le regioni e le province italiane continuare a tener vivi i canali di dialogo con la Russia, nonostante la perdurante instabilità internazionale.

— Per quale motivo oggi lei, come molti altri rappresentanti delle realtà locali italiani, supportate le relazioni con la Russia, nonostante la posizione ufficiale di Roma?

— Io sono venuto in Russia la prima volta 30 anni fa per fare il gemellaggio con Tver e ho avuto modo di conoscere tante persone. Ho fatto politica perché mi piace stare in mezzo alla gente. Ritengo che l'amicizia sia molto importante. A me piace parlare con la gente ed a Tver, da allora ad oggi, ho conosciuto tanta gente, non solo politici, ma anche persone comuni. Da appassionato di arte ho stretto amicizia con diversi pittori ed ora ha casa ho quasi 800 opere di artisti di Tver.

Tutto questo vuol dire che una persona non deve perseguire unicamente fini politici o economici. La vera intesa è quella che esiste al di là di scopi temporanei ed in cui trovano spazio business, politica e cultura. Tutto questo è possibile solo quando siamo realmente amici e non solo quando si sorride davanti alle telecamere. Non riconoscere questa realtà a mio avviso è un grave errore. L'Italia ha la sua esperienza e le sue prospettive di un avvenire positivo per le relazioni con la Russia. 

— Proprio a testimonianza del legame culturale tra Italia e Russia, a Mosca è ora in corso la mostra dell'autoritratto di Raffaello al museo Pushkin, secondo lei qual è la valenza di questi eventi?

— L'arte e la cultura sono un canale importante di dialogo tra le persone e rivelano l'affinità che storicamente esiste tra i nostri popoli, perciò anche questa mostra di Raffaello sono sicuro che avrà un grande successo di pubblico. Noi a Bergamo nel 2009 organizzammo un'esposizione della galleria Tretyakovskaya che venne accolta benissimo. La Russia è una realtà culturale e artistica di riferimento per l'Europa e poi mi piace la gente, perché è simile alla mia gente. Le idee camminano sempre sulle gambe degli uomini, perciò occorre saperle ascoltare queste idee. Per me personalmente non c'è una differenza marcata nella mentalità russa ed in quella italiana. Io mi trovo a casa in entrambi i paesi e come me tanti altri. Questa è la base per la comprensione reciproca.

— Quali sono a suo avviso le prospettive delle relazioni tra Italia e Russia?

— Secondo me sono assai positive. Occorre muoversi, continuare a farlo, anche a piccoli passi. Spesso proprio i contatti piccoli ma continui creano una base più solida per lo sviluppo delle relazioni fra i paesi, rispetto ai grandi progetti globali. Tra di noi ci sono molti punti di contatto. Nel gruppo che mi accompagna in questo viaggio ci  sono i rappresentanti di diverse realtà imprenditoriali di Bergamo e siamo sicuri che riusciremo ad sviluppare contatti positivi e accordarci su nuove forme di dialogo con gli imprenditori russi. Nei confronti della Russia c'è un clima buono. Ultimamente ci sono state manifestazioni delle associazioni di categoria, arrabbiati per le sanzioni. Purtroppo le alleanze mondiali ci portano a situazioni difficili. Speriamo che queste cose si superano in fretta.

— Parliamo sempre di amicizia fra Italia e Russia, ma ci sono anche delle differenze, secondo lei quali sono e che ruolo hanno?

— La somiglianza genera amicizia, le differenze arricchiscono questa amicizia. Noi abbiamo tradizioni diverse, ma ci completiamo a vicenda. Abbiamo lingue diverse, ma ci parliamo con piacere e troviamo le parole giuste per capirci. I russi conoscono i grandi nomi dell'arte italiana, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, così come gli italiani leggono i capolavori della letteratura russa. Dobbiamo sviluppare questo legame e poi automaticamente la politica si troverà di fronte ad una scelta obbligata. I nostri popoli vogliono collaborare, rifiutano il conflitto.

— Qual è il suo personaggio preferito della storia russa?

— Il principe Kutuzov, eroe della guerra contro Napoleone.

— E' vero che a Bergamo volete dedicare una via a Valentina Terezhkova, la prima donna cosmonauta della storia?

— E' vero. Io ho avuto la fortuna di conoscerla e mi ha colpito perché è una donna coraggiosa, intelligente, brillante.

L'intervista di Ingrid Kim per Sputnik.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
cultura, Valerio Bettoni, Italia, Russia
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